Che cos’è LinkedIn? Una piattaforma per la ricerca del lavoro? Un network di professionisti per lo scambio di idee e opinioni?

Non solo. LinkedIn è un’opportunità.

Lo è per le aziende tanto quanto per le persone, perché accende i riflettori sulle abilità e sulle competenze personali, offre la visibilità che ci permette di emergere in una platea di dita sollevate in cerca di attenzione.

Così è iniziato il boom d’iscritti

Sembra che oggi in tanti si siano accorti dei suoi innumerevoli vantaggi. Basta cliccare sull’icona “lavoro”, digitare una località e un profilo ricercato per vedere in quanti minuti il numero di candidati per quella posizione schizza da 30 a 150. Chi è in cerca di un’occupazione lo sa bene e probabilmente non apprezza una concorrenza così consistente, ma ciò è dovuto all’inarrestabile crescita del social network negli ultimi anni. Una crescita che ha fatto schizzare, nel 2019, il numero di utenti a oltre 660 milioni distribuiti in 200 paesi diversi.

Non male vero?

Sono state l’acquisizione da parte di Microsoft e l’introduzione di nuove funzionalità, come i video in diretta, a far aumentare il numero di iscritti. Così LinkedIn è stato incoronato re tra gli strumenti professionali di ricerca e consolidamento del lavoro. Ma non tutti quelli che hanno riconosciuto la sua leadership sanno davvero utilizzarlo. Molte funzionalità sono sconosciute o poco sfruttate dagli utenti.

Come si supera la prova della visibilità

Non esiste una guida definitiva che dica come interagire o trovare lavoro su LinkedIn, ma possono valere alcuni suggerimenti pratici.

La prima cosa da fare per chi ha un profilo su questa piattaforma o ha intenzione di crearne uno, è curarla nei minimi dettagli.

Banale? Forse solo all’apparenza.

Sia che si tratti di una pagina Corporate che di una privata, bisogna prestare attenzione all’immagine di copertina e alla foto profilo, scegliere quella che meglio ci identifica perché sono il nostro biglietto da visita. Stessa cosa vale per tutte le sezioni in cui possiamo parlare di noi (sommario, riepilogo, percorso professionale e accademico, traguardi raggiunti, competenze, etc.).

Poi non va dimenticato che tutte le azioni che compiamo sulla “home” vengono incorporate tra le nostre attività e il nostro potenziale recruiter vedrà a quali contenuti prestiamo attenzione e quali sono le nostre idee in merito a un argomento.

Scopri il nuovo numero > Il futuro è aperto

La seconda regola d’oro per avere un profilo che sa farsi notare è coinvolgere con articoli o contenuti interessanti per il proprio target o per i propri dipendenti, nel caso delle aziende.

Un esempio su tutti? Marco Montemagno.

Un imprenditore del web che ha compreso perfettamente le dinamiche di tutti i social network (il suo canale YouTube ha 529.000 iscritti). Montemagno parla la lingua del suo pubblico, appare sempre schietto e spontaneo, anche se magari ha preparato per una settimana il suo discorso e sa interagire perfettamente su LinkedIn, che ultimamente sta utilizzando per promuovere un libro su come prepararsi ai lavori del futuro.

Non esistono contenuti adatti a tutti i contesti, almeno nella maggior parte dei casi, e adeguarli all’ambito di destinazione è il primo passo per raggiungere l’obiettivo della visibilità.

Punto tre: fare investimenti. Per avere una cassa di risonanza davvero ampia è utile fissare un budget e investire in Talent Solution o Marketing Solution, due diverse opzioni che LinkedIn offre, a prezzi elevati rispetto agli altri social, questo va detto, per reclutare risorse o fare pubblicità.

Il funzionamento è più o meno identico a quello di Facebook Business Manager. Si fanno sponsorizzazioni profilate, con target e obiettivi precisi per favorire quello che viene comunemente definito inbound marketing (per cui sono i clienti che trovano il prodotto e non il contrario, come nel marketing tradizionale).

L’ultimo suggerimento: misurare e pianificare.

Non si possono ottenere risultati significativi senza avere ben chiari il punto di partenza e quello di arrivo. Monitorare i progressi e fare previsioni su quanto accadrà nel prossimo futuro, secondo le priorità stabilite, aiuta a immetterci sulla strada del nostro obiettivo.

Se elaborare una timeline operativa ci sembra troppo ambizioso, allora possiamo limitarci semplicemente a fissare delle scadenze, delle date precise in cui, se non si è verificato quello che speravamo, cambieremo strategia.

Se il futuro è aperto e una via d’accesso è fornita da strumenti che facilitano percorsi difficili, come LinkedIn, allora non resta che rimboccarsi le maniche e cogliere le opportunità per accendere i riflettori di cui abbiamo bisogno per distinguerci da quelli che sembrano come noi, ma non lo sono affatto.

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