Chiunque oggi voglia approcciarsi con serietà e professionalità al mondo del content marketing, web marketing, social media marketing et similia, non può non riconoscere l’importanza di una giusta pianificazione e programmazione delle attività.

Gli obiettivi della propria attività possono essere diversi.

Ci sarà chi vorrà aumentare il numero delle visite sul proprio blog con l’obiettivo di creare un brand personale riconosciuto; ci sarà chi vorrà vendere un prodotto o servizio, suo o per conto di terzi, attraverso un percorso guidato all’interno del sito internet che gestisce; o ci sarà chi, per cercare di aumentare la brand awareness di una azienda, pubblicherà contenuti di valori per uno specifico target di riferimento.

Insomma qualunque sia l’obiettivo che ci prefiggiamo con le nostre attività di marketing e comunicazione, il comun denominatore dovrà essere un lavoro strutturato e ben incardinato.

Questo lavoro prende il nome di piano editoriale e calendario editoriale.

Spesso questi due strumenti vengono visti come sovrapponibili ma hanno specificità differenti.

Il piano editoriale è un documento programmatico all’interno del quale andare a specificare obiettivi, risorse, target e canali. Il calendario editoriale invece è il “braccio armato” del piano editoriale: è un documento dove si andrà ad inserire in maniera operativa quanto determinato nel piano editoriale (es. titolo articolo, tag, fonti, data di pubblicazione, ecc.)

Una volta determinata a livello teorico l’importanza di questi due strumenti (piano editoriale e calendario editoriale) non resta che passare all’azione: la realizzazione dei contenuti. Questo è il vero tallone d’Achille di questi due strumenti o, per meglio dire, di chi li redige.

Mi spiego meglio.

In molti infatti investono una grande quantità di tempo nella fase di analisi e redazione del piano editoriale prima, e del calendario editoriale poi. Definiscono con cura:

  • gli obiettivi;
  • lo stile di scrittura (tone of voice);
  • le persone a cui rivolgere la propria attività (target o personas);
  • i contenuti (articoli, infografiche, grafici, ecc.);
  • i canali di comunicazione (blog, sito aziendale e piattaforme social);
  • la periodicità di pubblicazione.

Insomma fanno bene tutti i compiti a casa.

Però poi, definita la parte strategica (che andrà comunque monitorata nel tempo attraverso l’analisi dei dati), si deve passare alla parte operativa. Ed in questa fase si incontrano le maggiori difficoltà. Perchè, per essere efficace, questa fase si deve basare su due componenti imprescindibili:

  1. costanza;
  2. perseveranza.

Per poter raggiungere dei risultati soddisfacenti con una attività di content marketing è necessario essere costanti nella pubblicazione dei contenuti (seguendo quanto determinato in precedenza) e perseverare in questa attività.

Molte delle attività di content marketing, web marketing, social media marketing et similia, infatti non riescono a mostrare tutto il loro potenziale non perché quanto determinato nel piano e calendario editoriale non è giusto, ma perché la loro esecuzione non si basa su quelle due componenti.

In tanti non pubblicano con regolarità e abbandonano il lavoro di creazione dei contenuti troppo in fretta, perché magari sfiduciati dai risultati non proprio esaltanti dei primi mesi attività. Mentre solo costanza e la perseveranza nel tempo saranno in grado di dare dei risultati positivi.

Va ricordato che il marketing dei contenuti ha bisogno di tempo perché non serve per vendere qualcosa ma per creare relazioni di fiducia. Sarà poi attraverso questa relazione che riusciremo a raggiungere gli obiettivi prefissati (anche quelli di vendita). E le relazioni, come sappiamo, non si costruiscono in un giorno ma, appunto, nel tempo.

Il punto è proprio questo: l’importanza del piano editoriale e del calendario editoriale (se redatti bene) sta nella loro esecuzione. È lì che si gioca tutta la partita.

E tu, cosa ne pensi?

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