L’economia del Mondiale, fra reti globali e autogol colossali

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Raffaello Castellano (148)

 

 

 

1402588942_aFinalmente arrivano i Mondiali di Calcio 2014 che, insieme alle Olimpiadi, condividono non solo la cadenza ciclica dei quattro anni, ma pure il dirompente effetto che manifestazioni di questa portata hanno sull’economia dei paesi selezionati ad accoglierli.
Il Brasile, che ospiterà i Mondiali FIFA 2014, si sa, è uno dei paesi appartenenti al cosiddetto BRIC (dalle iniziali di Brasile, Russia, India e Cina), i giganti economici che secondo gli osservatori internazionali sono destinati a diventare (ed in alcuni casi già lo sono) le nuove superpotenze globali, non solo economiche.
Ma se è vero che Cina ed India presentano tassi di crescita fuori dalla norma, va detto che il Brasile sta attraversando, almeno negli ultimi tre anni, una crisi, insieme, politica e sociale, che poco o nulla ha a che vedere con i BRIC.

Dilma Rousseff
Dilma Rousseff

Le politiche messe in campo dalla presidente Dilma Rousseff (un piano di investimenti di 300 miliardi di dollari in infrastrutture; la privatizzazione di aeroporti, ferrovie ed autostrade; sgravi fiscali pari a 10 miliardi di dollari per le aziende) non sono riuscite a sbloccare la situazione. Il Brasile oggi stenta a riprendersi, ed il divario fra ricchi e poveri, anzi poverissimi, è fra i più marcati a livello mondiale. Come gran parte dei paesi emergenti, il Brasile si trova a competere a livello internazionale con infrastrutture inadeguate ed obsolete, una burocrazia asfissiante ed un Pil che cresce solo dello 0,2 %.
A tutto questo si aggiunge un’inflazione superiore al 6 %, che ha ridotto notevolmente il potere d’acquisto dei salari, facendo stagnare i consumi, tanto che la Banca Centrale si è vista costretta ad alzare i tassi di interesse per ben nove volte consecutive, portandoli all’11 %, per evitare che l’inflazione continuasse a crescere.

Lo stadio Maracanà di Rio De Janeiro, che ospiterà la finale del Mondiale 2014
Lo stadio Maracanà di Rio De Janeiro, che ospiterà la finale del Mondiale 2014

Anche la natura ci ha messo del suo: il paese esce dalla peggiore siccità degli ultimi quarant’anni, che ha prosciugato i bacini delle riserve idroelettriche, che forniscono l’80% dell’energia elettrica del paese. Il rischio, ed il timore, che maggiormente preoccupa il governo di Dilma Rousseff è il concreto rischio di una serie di black-out, proprio durante lo svolgimento dei Mondiali di Calcio.
Ma in una situazione di partenza non proprio delle più positive arriva il cosiddetto “Effetto Mondiali”, così come si era già fatto in Sud Africa nel 2010. Il Governo ha voluto, nell’ottica di una distribuzione equa dei profitti e delle risorse, costruire o rimodernare dodici Stadi di calcio e ben tredici aeroporti. Stando al Portale di Trasparenza del Governo Brasiliano, l’investimento complessivo, per questi Mondiali, è stato di 13,5 miliardi di dollari, anche se l’Associazione brasiliana di infrastruttura ed industria di base (ABDIB) stima che l’investimento reale sia superiore ai 48 miliardi di dollari, poiché andrebbero sommati anche i finanziamenti per la manutenzione, l’energia elettrica, etc..Brasile
Il Brasile, quindi, si appresta ad ospitare più di 600 mila turisti che, secondo le stime, dovrebbero incrementare il Pil di circa un mezzo punto percentuale; inoltre, come riporta il sito Calciomercato.com, la FIFA guadagnerà solo dalle concessioni televisive qualcosa come 1,2 miliardi di euro, ai quali vanno sommati 1,4 miliardi di euro dei contratti stipulati con gli sponsor. Come sempre la Federazione distribuirà i ricavi a tutte le federazioni nazionali partecipanti, con una quota base che parte dai 10 milioni di euro per la prima fase a gironi, che sale a 18 milioni per le squadre che accedono ai quarti, fino agli oltre 30 milioni di euro che andranno alla squadra che il 12 luglio 2014 solleverà la Coppa del Mondo allo stadio Maracanà, percentuali che, rispetto al precedente mondiale, hanno visto un incremento del 33%.
300093.jpg_gdeInsieme a quanto già detto ci sono poi i contratti di merchandising, che pure rappresentano un importante investimento per le aziende. Ma quello che contraddistinguerà questa kermesse sportiva da tutte quelle precedenti sarà la sua componente Social. Molti osservatori economici internazionali ci dicono che la sfida delle nazionali e dei giocatori sarà non solo sui campi, ma pure sui social network (a tal proposito vedi l’articolo di Jessica Palese in questo numero). Al momento la nazionale più seguita è il Brasile, che consta di 4,5 milioni di contatti su Facebook, seguito dall’Inghilterra, che arriva a 4 milioni; fra i giocatori al primo posto troneggia il portoghese Cristiano Ronaldo con 84 milioni di contatti facebook ed i 26,5 milioni di followers su twitter, seguito, ma da lontano, da Lionel Messi che consta di 58 milioni di contatti facebook e Neymar da Silva Santos Junior che si ferma solo a 23 milioni di contatti.brasile-protesta-mondiali-2014-san-paolo-incidenti-costruzione-stadi-mondiali-2014-a-rischio-600x300
Noi di Smart Marketing ci auguriamo che i Mondiali di Calcio, che partiranno ufficialmente il 12 giugno, rappresentino un vero e proprio affare non solo per i grandi brand come Adidas, Coca Cola, Visa, Hyundai, etc. e per i giganti di internet come Facebook, Twitter e Google, ma pure per i quasi 200 milioni di abitanti del paese ospitante (il Brasile è la quinta nazione più popolosa al mondo), la settima economia a livello mondiale, oltre che la prima dell’America Latina. La Grande Crisi del 2008, scoppiata negli Stati Uniti, ma propagatasi come un’epidemia in tutto il mondo, ci ha dimostrato quanto sia connessa, non solo virtualmente, la nostra economia globalizzata. Ci auguriamo che non si ripresenti l’ennesima occasione sprecata, come è successo in Sud Africa nel 2010, dove si stimarono ricavi per circa 600 milioni di dollari, ed invece ci sono state perdite per quasi 2,3 miliardi di dollari, oltre al fatto che, spenti i riflettori sulla manifestazione sportiva, il Sud Africa è quasi scomparso dall’attenzione dei media, ritornando ad essere con tutti i suoi problemi un paese del terzo mondo.
Noi di Smart Marketing faremo la nostra parte, racconteremo attraverso il mondiali-brasile-2014-lelenco-completo-dei-trentadue-paesi-qualificatisito ed i nostri social la manifestazione, riportando sopratutto il bello ed il buono,nella nostra consueta ottica di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, ma non escluderemo nè censureremo il brutto e lo scomodo, perchè, checché se ne dica, compito dell’informazione e del giornalismo è, ancora, quello di vigilare sul potere, indagare sui fatti e riportare le notizie.
Buoni Mondiali a tutti e ovviamente Forza Azzurri.

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