Le pubblicità natalizie: ricordi ed emozioni

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Eccoci qua. Stiamo entrando nel periodo dell’anno nel quale, tutte le aziende spingono, in maniera massiccia, i loro prodotti e servizi, cercando di agganciare le voglie del maggior numero di consumatori possibili. Ci stiamo per ritrovare nel bel mezzo di un un vero e proprio scontro tra aziende che si fronteggiano a suon di inserzioni pubblicitarie, promozioni speciali e bombardamenti mediatici. Una lotta nella quale il bersaglio finale, però, non sono come si potrebbe pensare le altre aziende, ma siamo noi consumatori. Una battaglia che non ha eguali in confronto a qualsiasi altro momento dell’anno. Sissignori. Sto parlando, ovviamente, del Natale.

So quello che state pensando: “di eventi clou, nei quali vi è una forte spinta pubblicitaria ed una corsa all’accaparramento dell’ultimo cliente possibile, ce ne sono tanti. C’è San Valentino, Pasqua o ancora le varie feste del Papà/Mamma”. Ma nessuna di questa opzioni può essere paragonata al Natale.

Il Natale, per capacità attrattiva e per copertura mediatica può essere rapportato solo ad un altro grande evento, che ha però una diversa natura: le campagne elettorali per le elezioni politiche. Infatti, come il Natale durano un mesetto e, come accade per il Natale, tutte le informazioni e i messaggi nei quali ci imbattiamo accedendo anche ad uno dei tanti social network, guardando la tv o ascoltando la radio, parlano di quella particolare circostanza. Anche il destinatario è lo stesso. Siamo sempre noi l’oggetto del contendere: consumatori o elettori che dir si voglia.natale

Ma questo non vuole essere un articolo che mette a confronto la pubblicità commerciale con quella politica, anche se mi riservo di affrontare questo argomento in futuro per via delle diverse ed interessanti analogie. Questo pezzo, invece, vuole passare in rassegna alcune pubblicità (studiate e prodotte dalle aziende proprio per il Natale) che hanno fatto ormai fatto storia, che sono parte dei nostri ricordi più belli e che sono entrate nell’immaginario collettivo come simbolo di serenità. Pubblicità che ci rimandano a quei momenti felici passati in famiglia e con le persone a noi care.

Una di queste è quella della Bistefani e del suo panettone. È infatti dai primi anni ’80 che l’ormai celebre frase “Chi sono io…Babbo Natale?!” ci fa compagnia riuscendo anche a slegarsi dal Natale, acquisendo una connotazione proverbiale.

Di quegli anni è anche una delle più “dolci” pubblicità realizzate dalla CocaCola, nella quale un gruppo di ragazzi, con in mano una candela e disposti in modo da formare un albero di Natale, intonano un jingle di auguri che tutti noi non possiamo non ricordare. A dire il vero, le pubblicità natalizie della bevanda analcolica gassata e dal colore scuro inventata dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l’8 maggio 1886, sono delle vere proprie chicche del panorama pubblicitario. Negli anni ’90, gli auguri ci venivano fatti da una sorta di treno di camion che, ovviamente, trasportavano la famosa bevanda, direttamente nelle nostre case. E gli stessi camion, oggetti però di un evidente restyling, fanno da sfondo ai consueti auguri di Natale della CocaCola, anche nel 2010.

Di qualche anno fa, è la pubblicità della Bauli che inneggia ai buoni sentimenti associandoli, appunto, alla bontà ed alla dolcezza del suo pandoro. E per finire questa piccola rassegna, voglio farvi fare un viaggio nel passato. Direzione Natale 1994. Nella spot dei Baci Perugina, troviamo una simpaticissima bimba che distribuisce i rinomati cioccolatini con la nocciola a tutti i suoi familiari.

Come avrete potuto notare, tutte queste réclame hanno in comune una formula ben precisa.

Non veicolano messaggi incentrati univocabilmente alla vendita del prodotto oggetto della pubblicità, ma riportano ad immagini familiari, a situazioni di serenità e a momenti di gioia. Augurano buone feste, fanno da sfondo ai giorni che precedono il Natale e concorrono a creare il clima tipico di quei giorni.

Le pubblicità natalizie, insomma, ci prendono per mano e ci accompagnano direttamente in quelle atmosfere e situazioni che, seppur delle volte non vogliamo ammettere, attendiamo con trepidazione ogni anno. Perché al netto di tutte le disquisizione filosofiche sulla mercificazione del Natale e della svolta capitalistica imboccata già da diverso tempo, non possiamo non riconoscere che questa festività, assieme alle sue componenti pubblicitarie e commerciali, rimane forse l’unico vero momento di riunificazione familiare e di serenità personale. Poi, diciamoci la verità, vedere apparire negli occhi di un nostro caro la felicità e lo stupore dopo aver scartato un nostro regalo non attiene alla mercificazione, ma alla gioia di fare qualcosa di bello per una persona a cui vogliamo bene. E questo (almeno per me) è lo spirito del Natale, e che ritrovo nelle pubblicità che abbiamo ripercorso insieme.

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