L’immagine che osserviamo sulla Copertina d’Artista di questo numero sembra l’istantanea perfetta dei tempi che corrono. Una ragazzina è seduta sul divano con in mano il tablet e con le cuffie alle orecchie. Indossa un paio di jeans, una canotta, ma è senza scarpe, probabilmente sta seguendo una lezione in DAD o, forse, ascolta la sua musica preferita, non possiamo saperlo. E d’altronde cosa importa, perché l’elemento, che in ognuno dei due casi, in un certo senso, stride e ci fa saltare all’occhio quest’immagine, confermandoci il suo essere istantanea di questo specifico periodo, è il divano.

Già, il divano: più ancora delle cuffie, molto più del tablet e sicuramente più dell’abbigliamento, l’elemento che, come un marcatore GPS, localizza l’immagine e ci dice che siamo qui ed ora è il divano! Perché, se è vero che le nostre case rispecchiano il gusto e lo stile di chi le abita, ancor di più definiscono la “geografia” personale di ognuno di noi.

La Copertina d'Artista dell'83° numero del nostro magazine, realizzata da Luisa Valenzano.
La Copertina d’Artista dell’83° numero del nostro magazine, realizzata da Luisa Valenzano.

In questo anno abbondante di lockdown, Zone Rosse, coprifuoco e restrizioni, le nostre fotografie, i nostri selfie, sono radicalmente cambiati, in essi sono entrati prepotentemente gli elementi di arredo delle nostre abitazioni e le abitazioni stesse. Dapprima le librerie, così rassicuranti e facili, per definire in videoconferenza la nostra professionalità; poi le cucine, i bagni, i corridoi, luoghi buoni come altri nelle nostre case divenute piccole ed improvvisamente affollate ad ogni ora del giorno per una riunione di lavoro, o un video aperitivo con gli amici; ed infine anche i divani, meno “informali” dei nostri letti, ma abbastanza “pratici”, forse dimessi, per diventare le nostre nuove scrivanie, i nostri uffici o i nostri nuovi banchi di scuola.

Scopri il nuovo numero: Remote life

A distanza da un anno dal primo lockdown, siamo ancora qui a confrontarci con chiusure più o meno generalizzate e con abitudini di vita e di lavoro che fatichiamo ancora a fare nostre. Ecco i nostri suggerimenti per la vostra remote life.

Quest’anno di lockdown, sembra dirci l’artista di questo numero, Luisa Valenzano, l’apatia ha lavorato silenziosamente, ma potentemente, nelle nostre vite. Limitando non solo il nostro naturale orizzonte visuale, ma, e questo è assai più grave, la nostra visione del futuro. Dalle nostre foto, così come dalle nostre esperienze e dalle nostre vite, sono scomparsi i panorami, i tramonti, le foto di gruppo, ossia tutto quello che ci parlava di possibilità, di potenzialità, di prospettive; i nostri mondi si sono ridotti, compressi, miniaturizzati, le nostre case, volenti o nolenti, sono diventate i nostri nuovi set, le nostre scenografie, sono diventate sia i nostri nidi ed i nostri gusci che le nostre gabbie e le nostre prigioni.

Un collage di opere di Luisa Valenzano.
Un collage di opere di Luisa Valenzano.

Eppure, io leggo nell’opera della Valenzano un barlume di speranza. Lo vedo chiaramente, sul viso della ragazzina, illuminato dalla luce diafana del suo tablet, è accennato un sorriso, un sorriso sincero, sereno, perfino ironico, che mi fa sperare, mi fa credere, mi fa sognare che il futuro non sarà chiuso fra le mura delle nostre abitazioni, ma sarà di nuovo aperto e gravido di ogni promessa. E, se ancora non fosse chiaro, questo futuro sarà “abitato” dai nostri giovani, che ci dimostreranno che si può passare, con estrema disinvoltura, dal divano all’esterno, dal chiuso all’aperto. Speriamo che anche noi adulti, noi genitori, noi mamme e papà riusciremo a tenere il loro passo.

1607730131277Luisa Valenzano (classe 1977) è un’artista figurativa e collabora a diversi progetti di promozione dell’arte contemporanea. Consegue il diploma di pittura nel 2000 presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, cominciando ad esporre in mostre personali e collettive ad iniziare dallo stesso anno. La sua ricerca si dipana come una sorta di diario personale, spesso i soggetti delle sue tele sono emotivamente legati a lei e raccontano momenti personali che diventano comuni a tutto il mondo femminile. Le sue opere pittoriche sono incentrate sugli stati emotivi di soggetti in conflitto tra equilibrio e contrarietà. Questa è la sua seconda Copertina d’Artista per il nostro mensile, dopo quella per il numero “Simply the best”, del dicembre 2018.

Per informazioni e per contattare l’artista: luisavalenzano@gmai.com – www.luisavalenzano.jimdo.com

Ultime mostre:

2020

Vincitrice del 1° Premio Realnart a Gioia del Colle (BA);

Selezionata al Premio Basilio Cascella ad Ortona (CH) (2017, 2019, 2020);

2018

Selezionata al 3+10 Prize a Venezia;

“Sub-terranea” Festival delle arti, Museo del Sottosuolo, Napoli;

International Art Festival “AR[t]CEVIA”, Palazzo dei Priori, Arcevia (An);

“Display 2.0”, ‘O Vascio Room Gallery, Somma Vesuviana (Na);

“II RASSEGNA DI PITTURA SEGHIZZI”, Galleria di Arte Contemporanea Seghizzi, Gorizia;

“HUMAN RIGHTS?#EDU”, Fondazione opera Campana dei Caduti, Colle di Miravalle, Rovereto (Tn);

“Lungo il confine”, Teatro Lux, Pisa, a cura di FUCO Fucina Contemporanea

“La mente artistica – Giovani donne artiste a confronto, VI ed.”, Pio Sodalizio dei Piceni, Roma, a cura dell’Ass. Culturale ArtisticaMente

2017

Selezionata a “Ronzii – arte urbana in subbuglio”, Stazione Leopolda, Pisa, a cura di FUCO Fucina Contemporanea.

 

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