Una barchetta di carta, come quelle con cui giocavamo da piccoli, piena zeppa di scritte è in balia di un mare mosso e minaccioso. L’onda monta sempre di più e la piccola imbarcazione pare lì, lì per affondare. L’opera di questo numero, a prima vista, pare una nostalgica rievocazione della nostra infanzia, quando per divertirsi bastava poco, anche un semplice foglio di carta ripiegato.

27400183_784410468418240_554485829_nMa chi conosce gli artisti sa che l’arte dice sempre più cose di quello che appare ad un’occhiata fugace. Ed infatti, se guardiamo attentamente questa immagine, ci saltano agli occhi alcuni elementi rivelatori. Il mare, innanzitutto, non è cristallino e trasparente, ma pare denso, opaco, melmoso quasi. Un immenso pulviscolo, una chiazza consistente, anzi no, una nube compatta di minuscolo plancton sembra intorbidire la sua naturale lucentezza.

Ma questo plancton è ben strano, sembra la cartina geografica della nostra Terra, contorta e ripiegata su se stessa. Intuiamo i continenti, pensiamo di riconoscere i confini delle nazioni, ma, per quanto ci sforziamo, non ci riesce di definire un singolo stato, ed inoltre qui e là sono disseminati dei piccoli punti cardinali con delle didascalie che richiamano i nomi dei social network più conosciuti: Facebook, Instagram, Twitter, etc..

L'artista di questo numero Chiara Loiudice
L’artista di questo numero Chiara Loiudice

Quindi, cosa ci vuole dire l’artista di questo numero, al secolo Chiara Loiudice (classe 1988)? Che storia ci sta raccontando? Quale messaggio ha scritto sulla carta della barchetta e ha poi affidato ad un mare cosi minaccioso?

Come il messaggio che i naufraghi di una volta inserivano nelle bottiglie che poi affidavano alle onde del mare, nella remota speranza che qualcuno raccogliesse la richiesta ed inviasse i soccorsi, allo stesso modo, sembra dirci l’artista, i nostri messaggi quotidiani (leggi post, eventi, like) vengono affidati alla balia di un mare, il web, che è, di giorno in giorno, più inquinato e torbido. I nostri messaggi, i nostri like, le nostre foto, i nostri tweet, si perdono nella sua immensa massa, e intorbidiscono ed inquinano la sua acqua. Ogni nostro messaggio, come una barchetta di carta, ci dice l’artista, è in balia di questo mare, senza una rotta, senza una destinazione, pronto a naufragare.

"Guardare il mondo da un oblò", fotografia digitale elaborata, anno 2015
“Guardare il mondo da un oblò”, fotografia digitale elaborata, anno 2015

Ed infatti, se riflettiamo, la realtà non è poi così lontana da questa rappresentazione: come barchette di carta, i nostri messaggi, i nostri profili, i nostri eventi salpano da porti sicuri (i nostri computer, i nostri smartphone) per “Navigare in acque contaminate” (questo il titolo dell’opera) quelle del web, perennemente in tempesta. Forse sappiamo da dove siamo partiti, ma sia la rotta sia la destinazione sono affidate, in definitiva, al caso, navighiamo a vista e questo è tutto ciò che possiamo fare.

Ma l’arte non è mai senza speranza, l’arte pone domande, è vero, quasi mai fornisce risposte, e quando lo fa non sono mai semplici, ma, per chi ha voglia di imparare, l’arte è sempre un’ottima maestra. In tutto questo marasma una cosa ci colpisce: sulla barchetta di carta che solca il mare tempestoso nessuna frase pare decifrabile, tranne una che è scritta proprio sulla sua prua che infrange le onde e che è “My heart”, il mio cuore.

"Pesci fuor d'acqua", disegno matita e carboncino, anno 2017.
“Pesci fuor d’acqua”, disegno matita e carboncino, anno 2017.

Allora, il suggerimento che ci sta dando la nostra artista forse è quello, fondamentale ed ineludibile, di non dimenticare la nostra passione sul molo, di non lasciare il nostro cuore nel porto da dove siamo partiti, perché, se mai ci sarà un modo per portare la barchetta ed il nostro messaggio a destinazione, lo sarà solo grazie alla nostra passione, al nostro carattere, alla nostra personalità, perché, se il mare del web tutto ingoia e livella, solo quello che ci rende più umani ci differenzia e definisce, in una parola ci identifica. Qualunque sia il messaggio, evento, post, che vogliamo affidare al web, sarà proprio in virtù della sua “identità” che sarà unico, riconoscibile, condivisibile e forse giungerà finalmente a destinazione.

D’altronde lo diceva pure lo psicologo e giornalista statunitense Daniel Goleman: “Le nostre passioni possiedono una loro propria saggezza: guidano il nostro pensiero e la scelta dei nostri valori, e garantiscono la nostra sopravvivenza”.

Chiara Loiudice nasce a Bari, dove frequenta prima il Liceo Artistico “De Nittis – Pascali” e poi l’Accademia di Belle Arti, dove, nel 2016, consegue la laura magistrale in Graphic Design. Molteplici le esperienze nei settori della grafica e dell’editoria con diverse aziende, alle quali affianca sempre una produzione artistica che la porterà da una parte alla partecipazione a diverse mostre, e dall’altra a diventare Cultrice della Materia presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, proprio in Grafica D’arte. 

"Immersione", fotografia, anno 2016.
“Immersione”, fotografia, anno 2016.

Ultime mostre

2017

“Acqua Ossigenata”, Bari;

“Le dieci bellezze” – Festival regionale “FotoArte”, Bari;

“Olio d’Artista”, mostra itinerante, Mesagne (BR);

“Inverso l’infinito. Luoghi, Non luoghi e Scenari della Contemporaneità” – Faccia a Faccia con il Libro d’Artista, Bari.

2016

“Giri di pensiero”, Spazio Murat, Bari;

“Nero come l’ebano, Il mondo delle forme tra materia e tecnica”, Pinacoteca Comunale, Ruvo (BA);

“Impaginazione della Rivista ARCHEOMODERNITAS”, Associazione ex studenti

dell’Accademia di Belle Arti, Palazzo ATENEO “ALDO MORO”, Bari.

Per informazioni e per contattare l’artista Chiara Loiudice:

chiaraloiudice9@gmail.com

Ricordiamo ai nostri lettori ed agli artisti interessati che è possibile candidarsi alla selezione della quarta edizione di questa interessante iniziativa scrivendo ed inviando un portfolio alla nostra redazione: redazione@smarknews.it

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