Un’urna elettorale alquanto strana fa bella mostra di sè dalla copertina di febbraio del nostro magazine. Le dimensioni sono quelle giuste, lo capiamo dal confronto con le schede elettorali sparse intorno ad essa. Il colore, anche quello, è giusto, quel bianco asettico cui siamo abituati. Quello che non torna sono i simboli che l’adornano: al posto dei fregi ministeriali, troviamo tutti i loghi dei principali social network: Facebook, Twitter, Instagram.

copertina-dartista-febbraio-2018Il messaggio dell’artista, al secolo Nicola Illuzzi (classe 1988), pare chiaro, inequivocabile e letterale. La campagna politica italiana più social di sempre ha consacrato i social media come le nuove armi di disinformazione di massa più efficaci e letali. L’artista ci dice che voteremo influenzati da questo o quel post che più ci ha plagiati e abbindolati. Ci dice che saranno i like a determinare lo schieramento vincitore, sarà il video più virale a decretare il candidato più influente.

Un’opera concettuale a tutti gli effetti, quindi, questa “Urnal media” (questo il suo titolo) propostaci da Nicola Illuzzi!

Un colpo di genio, una trovata dissacrante, una sorta di ready made concettuale e pop allo stesso tempo!

L'artista Nicola Illuzzi
L’artista Nicola Illuzzi

Come sempre, la domanda che il nostro lettore potrebbe porci è: ma lo potevo fare anche io! Che ci vuole ad appiccicare quattro, cinque adesivi su di una scatola di cartone bianca?

Ma l’arte, come i nostri lettori sanno bene, è portatrice di molti più messaggi di quelli che appaiono ad uno sguardo superficiale. A me l’opera di questo mese ha ricordato i famosi “Brillo Box” che Andy Warhol realizzò nel 1964. Molti critici di allora condannarono l’opera perché troppo semplice nella sua realizzazione, anche se il noto filosofo Arthur C. Danto scrisse addirittura un intero saggio per affermare che si trattava di una vera e propria opera d’arte. Sia come sia, al pari dei Brillo Box, la Urnal Media di Nicola Illuzzi non è un semplice cartone con degli adesivi, ma si tratta di una installazione in legno multistrato che riproduce le fattezze di un’urna con i loghi dei social network dipinti a mano; inoltre, nell’ottica di un’aderenza al reale quanto più precisa possibile, il nostro artista ha riprodotto una decina di schede elettorali scaricando il facsimile da internet e apportando le giuste modifiche grafiche, vidimando ciascuna delle schede, così come gli scrutinatori fanno nei seggi, con la sua firma, che diviene anche la sigla dell’opera stessa.

Generazione primordiale, 2017.
Generazione primordiale, 2017.

Ma perché tanta cura, tanta ricerca, quando si poteva ottenere quasi lo stesso risultato con molto meno spreco di idee e risorse?

Credo che la risposta a questa domanda sia anche la risposta del perché l’arte contemporanea sia arte a tutti gli effetti, ed ovverosia che lo studio, la ricerca, il progetto, la realizzazione di un’opera, ci ricorda Nicola Illuzzi, distingue un semplice cartone da una vera opera d’arte, a prescindere che sia stato uno statuto o una convezione a decretarlo. In altre parole, Nicola Iluzzi ci ricorda, ed io sono perfettamente d’accordo con lui, che la riflessione, lo studio, il tempo e la cura che poniamo nel nostro lavoro non sono meri accessori, ma elementi fondamentali e costitutivi dello stesso. E questo vale non solo per il lavoro artistico, ma per qualsiasi lavoro, anche quello politico.

Nicola Illuzzi compie i primi studi presso l’Istituto d’Arte di Bari, dove, conseguito il Diploma di Maestro d’Arte in Architettura, sviluppa le sue capacità in una bottega di scultura. Presso l’Accademia di Belle Arti di Bari consegue il Diploma Accademico in Scultura, dopo esser stato allievo di Pantaleo Avellis, Vito Maggi, Hwal Kyung Kim e Mauro Antonio Mezzina, questi ultimi allievi del famoso Amerigo Tot. Nel 2015 ha studiato presso l’Art Students League di New York, mentre, alla Newington-Cropsey Foundation Academy of Art, ha collaborato con gli scultori Greg Wyatt e Joseph Petrovics.

5 Litri d'olio, 2017.
5 Litri d’olio, 2017.

La sua ha ricerca si è sempre rapportata con il figurativo che ha caratterizzato, nel tempo, la sua produzione artistica. I materiali che utilizza sono principalmente la pietra, la terracotta, il bronzo, il gesso e le resine. In seguito, il confronto con le nuove tendenze artistiche in parallelo alle numerose esposizioni e concorsi internazionali svolti nel corso degli anni, alcuni tenuti a Roma, New York e Barcellona, hanno contribuito ad incrementare la sua crescita artistica e professionale.

Diverse sue opere appartengono a collezioni pubbliche e private sparse nel territorio nazionale e internazionale. Attualmente è docente di Discipline plastiche.

 

Ultime mostre:

“Generazione primordiale” per Pistoia Capitale della Cultura (2017);

“La scelta”, palazzo Renato Dell’Andro, Bari (2016);

“Dalla cenere migliore risorgo”, Belpasso, CT (2016);

Menzione III Ed. Premio Accademico Internazionale “Apollo Dionisiaco”, Roma (2016);

Monumento alla rinascita “Vitae”, Giovinazzo, BA (2015);

Vincitore del “Franco Zeffirelli for the Arts”, New York (2015);

Tra le altre mostre di rilievo, due esposizioni di scultura presso “The Phyllis Harriman Mason Gallery”, New York (2015).

 

 

Per informazioni e per contattare l’artista Nicola Illuzzi:
nicolailluzzi@hotmail.it
www.nicolailluzzi.com
Ricordiamo ai nostri lettori ed agli artisti interessati che è possibile candidarsi alla selezione della quarta edizione di questa interessante iniziativa scrivendo ed inviando un portfolio alla nostra redazione: redazione@smarknews.it
image_pdfimage_print

LEAVE A REPLY

Login with:
Powered by Sociable!