“Quattro metà” è il film prodotto da Cattleya presente nei primi posti in classifica su Netflix, dal primo giorno d’uscita, il 5 gennaio scorso. Una commedia romantica, diretta da Alessio Maria Federici, con protagonisti Ilenia Pastorelli, Matilde Gioli, Giuseppe Maggio e Matteo Martari. Il film inizia con Luca e Sara che invitano due amici a cena e affrontano il discorso dell’esistenza dell’anima gemella. Da qui i due padroni di casa iniziano a raccontare la storia di quattro loro amici e di come li abbiano fatti conoscere per provare a combinarli insieme.

Noi di Smart Marketing abbiamo avuto la fortuna di intervistare chi questa storia l’ha ideata e scritta, lo sceneggiatore Martino Coli, che dopo diverse esperienze su importanti set cinematografici, ha visto la sua sceneggiatura diventare un film di successo su Netflix.

Come è arrivata la tua sceneggiatura dal tuo pc ad essere un film del catalogo Netflix?

“Il processo è quello canonico che segue una sceneggiatura, scrivere una cosa decente ed inviarla ad un produttore; con Cattleya ho un ottimo rapporto e in questi anni non eravamo mai riusciti a fare qualcosa insieme, era una mia speranza ed anche una loro volontà e quando ho scritto il soggetto è piaciuto molto a Francesca Longardi [Produttrice e Responsabile del settore Sviluppo di Cattleya N.d.R.], quindi hanno attivato il film. Purtroppo a causa del Covid ci siamo dovuti fermare per un anno esatto, infatti, doveva partire a marzo 2020, poi è stato fermato e abbiamo girato esattamente un anno dopo con tutte le restrizioni del caso. Il processo comunque non è stato rocambolesco, ma abbastanza dritto, ho scritto una cosa che è piaciuta e hanno prodotto il film.”Nell'immagine una scena del film "Quattro metà" - Smart Marketing

Ma facciamo un passo indietro. Leggendo la tua biografia, si leggono nomi come Leonardo Pieraccioni, Fausto Brizzi, Paolo Genovese, Vincenzo Salemme, con cui hai lavorato, ma anche la vittoria di un concorso della Rai con la tua sceneggiatura “Taxi Therapy” e il lavoro in una grossa produzione inglese, il film “Inkheart”. Insomma, hai sempre saputo di voler lavorare nel mondo del cinema? Da dove nasce questa passione?

“La passione per il cinema è nata prestissimo, da bambino volevo fare il regista di cartoni animati, poi crescendo questo si è tradotto in amore per il cinema e volontà di fare cinema. Ho studiato in una scuola di cinema a Parigi e poi tornato in Italia ho fatto l’assistente per Pieraccioni e per “Inkheart”, una grande produzione inglese; nel frattempo ho compreso un po’ di più cosa fosse il cinema, che è una bestia strana…un film viene fatto da centinaia di persone, è un’arte collaborativa, lì ho capito che quello che mi interessava di più fare era la scrittura, volevo fare quello e mi sono dedicato a quello. Ho avuto la fortuna di lavorare con gente molto brava e umanamente impeccabile come Paolo Genovese, Vincenzo Salemme, Fausto Brizzi e questo film per me è un grande traguardo, perché è il primo film che scrivo da solo quindi anche continuando a lavorare con altre persone, questo comunque è un film che sognavo, una tappa importante. Vivere una cosa che pensi, sviluppi e scrivi interamente tu e vederla poi nascere così com’era è una grande soddisfazione, il mio soggetto di partenza del 2015 era proprio così come il film.”

E l’esperienza sul set?

“L’esperienza sul set è molto formativa per comprendere meglio i meccanismi. Bisogna scrivere sapendo come funziona un set, tenendo presente che alla fine dovrà essere messa in scena da persone alle quali tu puoi complicare o semplificare la vita. Se uno ci tiene al risultato, vuole che le cose vengano realizzate così come le aveva pensate e bisogna avere l’accortezza di pensarle in modo, appunto, realizzabile. Durante l’esperienza sui set ero molto giovane ed è stata importante per me, infatti, con Pieraccioni si è instaurato un bel rapporto, lui mi ha incoraggiato molto a scrivere, è nata un’amicizia, è lui che mi ha presentato Paolo Genovese.”

Nell'immagine la copertina del romanzo "Quattro metà" di Martino Coli - Smart Marketing
La copertina del romanzo “Quattro metà” di Martino Coli.

Ora il successo di “Quattro metà”. Questa storia romantica è anche un romanzo omonimo, uscito l’11 gennaio. Possiamo trovare nel libro qualcosa rimasto fuori dalle riprese?

“Ci sono scene rimaste fuori perché cinema e narrativa sono due mezzi diversi, ci sono cose che funzionano da un lato e non funzionano dall’altro. Tutta la cornice nel film è diversa, perché non mi sembrava efficace raccontare la storia di contorno così come l’ho raccontata nel libro. Nel libro hai l’opportunità di dilungarti di più chiaramente ma la storia a grandi linee è rimasta la stessa; è una storia fatta di incastri, quindi cambiare un elemento solo per il gusto di cambiarlo, porterebbe ad un collasso generale della struttura.

Ci sono un po’ di cose che erano già in sceneggiatura però poi nel film si è finito per farne a meno, per ragioni di ritmo, di montaggio, di durata oppure perché c’è sempre il contributo che danno i registi e gli attori, in un film è fondamentale che diano il loro contributo e percepiscano il film come un lavoro di tutti e non semplicemente come un dire le battute scritte. Se nel film le interpretazioni sono così convincenti è proprio perché gli attori hanno sentito i personaggi e questa è una grande soddisfazione per me.”

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Come vedi il futuro del cinema in Italia, in questo momento così delicato per la cultura e lo spettacolo? E del tuo futuro professionale cosa ci racconti?

“Il futuro del cinema globale è sicuramente incerto perché la pandemia non ha fatto altro che girare il coltello nella piaga che già esisteva, quindi non sono in grado di esprimermi su questo, penso che si arriverà ad una situazione in cui in sala avranno ragione di esistere solo veramente i grandi film e i film d’autore. Fortunatamente avranno sempre più spazio tante realtà diverse, le piattaforme, che sono la casa ideale per film medi e mediopiccoli. Per il cinema italiano non la vedo così cupa, perché questa situazione fa sì che tu abbia una piattaforma molto più grande di quella di una volta; “Quattro metà” ha fatto in meno di una settimana 7 milioni e mezzo di ore di visualizzazione, quindi è un palcoscenico che un film identico dieci anni fa non avrebbe potuto raggiungere. E’ una previsione anche piena di speranza, perché speriamo che il cinema non si estingua come industria italiana. Se la situazione da certi punti di vista è preoccupante, ci sono anche ottime ragioni di sperare in bene e di trovare nuovi stimoli per fare cose interessanti. Per quanto riguarda i miei progetti per il futuro dopo l’uscita del film e del libro, ci sono in cantiere sia un altro libro che un altro film, una serie, però non c’è niente di sicuro.”

Durante questa intervista il film è al secondo posto su Netflix nella classifica dei film visti in Italia. Ti godi questo meritato successo adesso.

“Secondo posto in Italia è un grande risultato, è stato primo per tutto il primo weekend, poi è stato quarto film più visto al mondo su Netflix e questo è una cosa che neanche nei miei sogni più arditi avrei immaginato.”

 

Nell'immagine lo sceneggiatore Martino Coli - Smart MarketingMartino Coli nasce a Genova nel 1985. Dopo la maturità classica si trasferisce a Parigi per studiare cinema presso l’ESEC e poi a Roma quando viene selezionato per frequentare il corso Rai Script. Nel 2012 con Taxi Therapy vince il bando per le migliori sceneggiature originali under 35 e inizia a vendere i primi soggetti e i primi copioni, trovando abbastanza coraggio da tornare a Genova, dove vive tutt’ora. Nel 2016 è co-sceneggiatore del film Se mi lasci non vale, di Vincenzo Salemme e nel 2019 di Se mi vuoi bene, di Fausto Brizzi. A gennaio 2022 esce su Netflix Quattro Metà, il primo film scritto interamente da lui e dal quale viene tratto l’omonimo romanzo, il suo primo, edito da Sperling & Kupfer.

Filmografia

Quattro metà (2022 Regia di Alessio Maria Federici) Soggetto e Sceneggiatura

Se mi vuoi bene (2019 Regia di Fausto Brizzi) Sceneggiatura

Se mi lasci non vale (2016 Regia di Vincenzo Salemme) Soggetto e Sceneggiatura con Paolo Genovese

Taxi therapy (2012) Sceneggiatura

Inkheart – La leggenda di Cuore d’Inchiostro (2008 Regia di Iain Softley) Assistente alla regia

Una moglie bellissima (2007 Regia di Leonardo Pieraccioni) Assistente alla regia

 

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