L’arte oratoria di una volta oggi è nello storytelling, l’opportunità di “raccontare” stimolando i sensi e l’immaginazione.

Pensate che informazione e comunicazione siano la stessa cosa? Posso confermarmi che vi sbagliate…e vi spiego perché.

Informare nella sua etimologia del termine significa portare qualcuno a conoscenza di qualcosa mentre comunicare esattamente significa rendere noto, far sapere.  La differenza c’è ed è sottile e va letta tra le righe dell’intenzione perché è lì che tutto si svela e diventa chiaro. Sono due volti della stessa medaglia che mostrano due diverse realtà e sollecitano diverse attenzioni.

communication-transfomrationL’informazione pura e veritiera è l’arte dell’ “informare” per il solo scopo di farlo e con la sola necessità di esercitare un diritto di cronaca o di condividere un’informazione che mette al centro il potere della veridicità di quello che si sta raccontando, senza fronzoli o mezze verità.

La comunicazione è l’informazione rivisitata per attrarre e coinvolgere, è la pillolina magica che indolora le notizie più negative o che mette del pathos solleticando le curiosità e invogliando sempre più a leggere, approfondire, ricercare e perché no, se lo scopo ultimo è fare business, portare ad acquistare un prodotto/servizio.

La comunicazione è un abbellimento destinato a convincere il consumatore che un prodotto è superiore o più innovativo ad altri sul mercato, l’elettore che  il candidato scelto risponde ai requisiti espressi dal cittadino, il lettore che quella testata è più vicina alla propria ideologia e così via per qualsiasi forma di messaggio che diventa evocativo, accattivante nascondendo un retro-pensiero: stuzzicare l’interesse del destinatario al fine di raggiungere l’obiettivo di chi lo mette in pratica.

Ecco che se pensiamo alle nuove modalità di fare informazione, ci rendiamo conto che si avvicinano sempre più allo stile “comunicazionale” che a quello puramente informativo. Dai telegiornali ai programmi di approfondimento, dall’utilizzo di tutti i media di massa ai social e con l’avvento del digitale la sinergia tra rapidità tecnologica e l’uso di massa degli strumenti di comunicazione, ne ha accentuato le differenze.

storytelling-2Così l’arte del comunicare diventa una strategia, una “marketing solution” dove scende in campo la trasformazione dell’informazione in nuovi modelli di comunicazione, nuove soluzioni, nuove possibilità, nuovi canali che partendo dalla realtà dei fatti o dalla verità di una informazione diventa Storytelling, un marketing narrativo innovativo dove l’informazione è potere ma il modo in cui lo si fa è innovazione: traducendo e promuovendo le “cose” in parole, immagini, suoni, percezioni rendendole vere ed entusiasmanti

Fare storytelling significa:

  • Creare emozioni legate ad un prodotto/un brand/un fatto/un’iniziativa;
  • Accendere i “sensi” per comunicarne il valore;
  • Raccontarne la storia;
  • Creare una nuova concezione, posizionare nella mente dell’ascoltare un significato percepito;
  • Coinvolgere e non convincere, perché in realtà questo succede naturalmente;

Siamo immersi in un universo narrativo dove l’informazione è un continuo evolversi attraverso canali sempre più nuovi e di impatto stimolando i sensi e raccontando STORIE che possono più o meno interessarci.

Citando H. Lasswell, “la comunicazione è chi dice, che cosa, a chi, per mezzo di quali canali, con quali effetti”; un circolo seduttivo che apporta valore nella persuasione e che solo utilizzandolo nel modo corretto e con i canali e mezzi giusti, porta al risultato.

telefono-senza-filoI tempi del “telefono senza filo” dove il messaggio iniziale non corrispondeva mai con quello che in realtà si voleva trasmettere sono finiti, oggi vi sono tutte le possibilità e gli strumenti per Comunicare efficacemente, basta saperlo fare!

 

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