Sono sempre di più le iniziative di solidarietà e le donazioni di influencer, privati celebri, aziende e grandi gruppi per sconfiggere il Covid-19, il virus impietoso che in poco tempo ha rivoluzionato le nostre vite, le nostre abitudini e scosso ogni certezza. L’Italia si sta piegando da settimane a questa emergenza inaspettata, piangendo le sue vittime ma provando a reagire in ogni modo, anche grazie a gesti di buon cuore. Ecco alcune delle realtà che hanno deciso di dare attivamente una mano con un impegno principalmente economico, ma spesso anche produttivo che potrebbe fare la differenza in queste settimane di massima allerta. Ne abbiamo selezionate alcune che ci hanno colpito.

Scopri il nuovo numero > Tutto andrà bene (?)

Questo particolare momento necessita di una azione collettiva che vada oltre il semplice ottimismo che da solo non basta, anche se comunque aiuta. Solo insieme si può uscire da questa situazione.

Crowdfounding Ferragnez

Una delle prime iniziative di solidarietà di cui si è parlato molto, già all’inizio del mese di Marzo, è stato il crowdfounding dei Ferragnez, lanciato sulla piattaforma Go Found Me e volto a raccogliere fondi per la creazione di nuovi posti letto in terapia intensiva all’Ospedale San Raffaele di Milano. Chiara Ferragni e Fedez hanno dato il buon esempio donando per primi 100 mila euro… e nel giro di poche ore la coppia, grazie al suo grande seguito, è riuscita a raccogliere già 800 mila euro. 

Al momento è ancora possibile donare ed è già stato superato l’obiettivo dei 4 milioni di euro fissato

Un bell’esempio di come utilizzare il potere degli influencer a fin di bene! 


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Gli aiuti dal mondo della moda 

Sono tante le donazioni per l’emergenza covid19 arrivate anche dalle aziende della moda: Bulgari ha deciso di sostenere l’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma per l’acquisto di uno strumento da utilizzare per lo studio del coronavirus, un microscopio di ultima generazione di tipo Leica Thunder Imager 3D Cell Culture & Live Cell Il Gruppo Armani ha invece fatto una donazione al San Raffaele, al Luigi Sacco, all’Istituto dei tumori di Milano, all’ospedale Spallanzani di Roma e alla protezione civile, per un importo totale di  un milione e 250 mila euro. Mentre gli stilisti Dolce & Gabbana hanno preferito sostenere uno studio sulle risposte del sistema immunitario al coronavirus coordinato dall’immunologo Alberto Mantovani e la loro donazione è andata dunque all’Humanitas University.  La Maison fiorentina Gucci ha fatto invece due donazioni, per un valore complessivo di 2 milioni di euro, a favore di 2 campagne di crowdfounding: una italiana per la Protezione Civile e una a livello globale con la donazione attraverso la campagna di Facebook COVID-19 Solidarity Response Fund. 

 

 

 

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Non solo donazioni 

Alcune aziende della moda hanno anche riorganizzato la propria produzione per potersi attivare nella realizzazione di dotazioni di protezione individuali. E’ il caso del Gruppo Prada, che produrrà nel perugino 80.000 camici e 110.000 mascherine o di Armani, che ha sospeso tutta la sua attività produttiva qualche giorno fa, seguendo le direttive dell’ultimo decreto, per poi riconvertire tutta la produzione con l’obiettivo di produrre mascherine e camici destinati al personale sanitario.

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Coca Cola Foundation

The Coca Cola Foundation, ovvero il fondo della multinazionale dedicato alle emergenze, ha fatto una donazione di 1,3 milioni alla croce rossa italiana con cui potranno essere acquistate ambulanze, mezzi per l’assistenza delle persone a casa, dispositivi medici ecc… Inoltre il gruppo Coca Cola ha deciso di regalare i suoi prodotti ai più di 10 mila operatori sanitari degli ospedali italiani che ogni giorno sono in prima linea per combattere questa terribile emergenza e di spospendere tutti le sue campagne pubblicitarie a partire dal mese di Aprile. 

Amazon e le donazioni

Anche Amazon ha donato 3,5 milioni di euro per l’emergenza, suddivisi in 2,5 milioni alla Protezione Civile Italiana e 1 milione per sostenere no profit ed enti che operano nei territori in cui vivono e lavorano i dipendenti Amazon. Inoltre, per spingere alle donazioni dei clienti alla Protezione Civile e semplificare il processo, Amazon ha lanciato un pulsante che permette di donare sul suo sito e anche tramite Alexa, il suo celeberrimo assistente virtuale.   

Decathlon e le maschere da snorkeling

Decathlon Ha donato 10 mila mascherine easybreath da sub dopo la sperimentazione fatta da Società Isinnova che ha puntato a  trasformare la maschera decathlon da snorkeling in maschera per la terapia sub-intensiva grazie all’inserimento di un nuovo componente (la Valvola Charlotte) per il raccordo al respiratore, da utilizzare soprattutto in pronto soccorso per i pazienti in attesa che hanno necessità di ossigeno.

 

 

 

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Mc Donald’s Italia insieme ai suoi franchisees e la sua fondazione

Insieme alla  Fondazione Ronald McDonald ha donato 1 milione di euro per il nuovo ospedale COvid-19 di Fiera Milano e per l’acquisto di macchinari di terapia intensiva dell’ospedale Buzzi di Milano.  Inoltre, come si legge sul sitoMcDonald’s Italia e Fondazione per L’Infanzia Ronald McDonald hanno avviato una collaborazione con Fondazione di Comunità Milano onlus e costituito un Fondo dedicato nel quale potranno confluire le successive donazioni da parte di dipendenti, fornitori e partner del sistema McDonald’s Italia”.

La lista dei contributi e delle donazioni è ancora lunghissima e siamo ben felici di dire che non basterebbe un articolo solo: oltre alle sopra citate realtà spiccano anche aziende in diversi settori: Esselunga, Conad, Coop per quanto riguarda il settore dei supermercati; ma anche Intesa San Paolo e Mediolanum per il settore finanziario; Enel che ha stanziato 23 milioni tramite la sua onlus Ener Cuore, ed Apple che da quello che abbiamo appreso da un tweet di Tim Cook, ha fatto una importante donazione alla Protezione Civile italiana il 19 Marzo. A queste si aggiungeranno certamente altre donazioni anche meno note.

Insomma, sono in tanti a tenderci la mano in questo momento in cui il nostro paese ne ha così tanto bisogno. Non possiamo che esserne grati e continuare a sperare che #Tuttoandràbene.

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