Molte delle inquietudini, dei pensieri negativi e del malessere che viviamo in certi momenti della nostra vita, molto spesso non sono figli diretti della situazione che stiamo vivendo, ma dalla sua non accettazione.

Quando non accettiamo qualcosa, di fatto la rifiutiamo. E quando ci poniamo dal lato del rifiuto non facciamo nulla per migliorare la condizione che stiamo vivendo, per accoglierla. Anzi, ne amplifichiamo gli aspetti negativi e la rendiamo ancora più pesante. Rifiutando una data situazione, perdiamo l’occasione di imparare, di crescere e di trovare soluzioni. Quando invece la accettiamo, ci impegniamo a renderla più a nostra misura.

Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza. (San Francesco)

Tutto questo sembra abbastanza banale, direte. E a pensarci bene un po’ lo è. Solo che non userei il termine “banale”, ma “semplice”. Perché le cose semplici non sono banali, ossia ordinarie, ma potenti. E come tutte le cose semplici, e potenti, sono anche facile da comprendere; più difficili è invece applicarle.

In questo lungo periodo che ci ha visto costretti in casa, molte delle nostre abitudini sono state stravolte. Dopo un primo momento di assoluta sorpresa, alcune persone non hanno fatto altro che cercare di rifiutare questa situazione, pensando magari di poter tornare alla normalità nel breve tempo (ignorando, o meglio, rifiutando, tutte le notizie che di fatto affermavano il contrario), mentre altre l’hanno accolta, andando a lavorare su quello che potevano migliorare.

A differenza delle prime, le altre persone hanno sostituito attivamente il caffè al bar con il rito della colazione a casa; la vita frenetica con una più riflessiva e basata su nuove consapevolezze; le cene al ristorante con il piacere di prepararsi da mangiare; interpretato il tempo a disposizione non come “tempo perso” ma come “tempo guadagnato”. Tutte cose molto semplici, ma che nel tempo hanno determinato un solco importante tra chi quella situazione l’ha subita e chi l’ha vissuta.

È la nostra risposta alle situazioni che viviamo a fare la differenza. Siamo liberi di impegnare tutte le nostre energie per rifiutare un momento scomodo, o per migliorarlo. Nel primo caso saremo succubi, nel secondo padroni. E, oggi, che con i vaccini vediamo la luce in fondo al tunnel, invece di sentirci “liberati”, potremmo sentirci “accresciuti”. Questo è il valore di accettare. 

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Laureato in Informazione e Sistemi Editoriali presso l’Università degli Studi di Bari presso la quale ha conseguito anche il Master di I livello in Comunicazione Sociale e Sanitaria. Cura le relazioni con i media, con gli operatori dell’informazione e con i clienti per diverse realtà produttive ed ha ideato ed organizzato eventi culturali seguendone la promozione. Ha esperienza nel campo della formazione come docente, nell’area della comunicazione e del marketing, e come coordinatore. Oggi è editore e responsabile di redazione del Mensile “Smart Marketing”.

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