Gli storici e gli storici dell’arte sono concordi nel dire che il Rinascimento si sviluppò sia in risposta alle grandi epidemie di peste che avevano flagellato l’Europa e l’Italia, sia perché la voglia di ricostruzione e rinascita aveva fatto fiorire, oltre alle arti, pure l’economia e le città.
In tempi più recenti pensiamo ai soldi del Piano Marshall ed al Boom economico che si sviluppò in Europa dopo la II Guerra Mondiale, dapprima in Germania, ma poi anche in Italia, dove la “ripresa” fu così incredibile che si parlò addirittura di “Miracolo Economico” e sociale.
Anche in questo caso più recente a fiorire furono tutti i comparti produttivi e culturali, grazie sia agli investimenti, che pure alle “infrastrutture”. Possiamo concludere che senza un adeguato “ecosistema” non avremmo avuto né il Rinascimento né il Miracolo Economico e Sociale.

 

Ma perché vi sto parlando di questo?

Perché un ecosistema tecnologico adeguato è necessario anche alla fioritura della rivoluzione tecnologica messa in atto dall’Intelligenza Artificiale, ed è proprio questo l’argomento dell’interessantissimo 9° episodio del podcast “Alla scoperta dell’Intelligenza Artificiale”, ideato e promosso dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA) e Radio IT (il primo podcast network italiano sull’information tecnology).immagine2

A dialogare con il giornalista di Radio IT, Igor Principe, c’è infatti il prof. Marco Aldinucci, docente di High Performance Computing all’Università di Torino, che ci parlerà di tutte quelle tecnologie come High Performance Computing, 5G, Blockchain, cloud, edge/fog computing, necessarie affinché le innumerevoli I.A. che popolano le nostre vite possano svolgere al meglio i loro compiti e fornire i loro incredibili risultati.

Prendiamo ad esempio l’High Performance Computing (HPC), in italiano Calcolo ad Elevate Prestazioni, che sono le tecnologie utilizzate da computer cluster per creare dei sistemi di elaborazione in grado di fornire delle prestazioni molto elevate, nell’ordine dei PetaFLOPS, ricorrendo tipicamente al calcolo parallelo.

Il protagonista del 9° podcast, Marco Aldinucci, docente di High Performance Computing all'Università di Torino.
Il protagonista del 9° podcast, Marco Aldinucci, docente di High Performance Computing all’Università di Torino.

Siccome le Intelligenze Artificiali si nutrono esclusivamente di dati, va da sé che senza una potenza di calcolo adeguata i loro algoritmi sarebbero inutili, perché le risposte che fornirebbero ci metterebbero mesi, se non anni, ad essere elaborate.

Per consentire le performance delle I.A. sono quindi necessari dei “super computer”, che, ci spiega Marco Aldinucci, permettono di svolgere milioni di miliardi di operazioni al secondo e quindi fornirci le risposte in tempi sempre più brevi. Anche in Italia sono presenti dei super computer come Marconi 100, installato presso il consorzio interuniversitario CINECA.

Ma in Italia è presente anche un secondo super calcolatore, l’HPC5 di ENI, che attualmente è in sesta posizione fra i supercomputer più potenti del mondo, oltre che il primo in Europa. Attivo presso il Green Data Center di Ferrera Erbognone (Pavia), viene utilizzato dalla compagnia per custodire i dati di tutte le esplorazioni e di tutti i giacimenti scoperti da ENI in oltre settant’anni di storia e ad elaborare i metodi migliori per estrarre gli idrocarburi che ancora contengono.

Ma, al netto di questi due super computer, in Italia, continua Aldinucci, per molte altre voci dell’ecosistema la situazione non è semplice ed anche un po’ sconsolante, perché: “come è nostro costume, prima costruiamo un quartiere di una città, poi ci poniamo il problema di fare le fognature, i mezzi di trasporto e i servizi”.

Se volete saperne di più sull’ecosistema tecnologico italiano, non vi resta che infilare le cuffie ed ascoltare questo interessantissimo podcast che ci racconta che non solo una tecnologia, ma pure una società si sviluppa e conosce un vero progresso solo se c’è un “ecosistema” che lo consente.

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