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Chissà se qualcuno si è mai chiesto quali siano le tradizioni natalizie in quegli angoli di mondo sconosciuti a noi occidentali. Il nostro viaggio sarà bizzarro e cercherà di portarci nel giro di pochi minuti (il tempo di leggere questo articolo) in quei posti di mondo le cui tradizioni natalizie sono sconosciute. Il Natale, si sa, è la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù. Cade il 25 dicembre per la maggior parte delle Chiese cristiane occidentali e greco-ortodosse. Il nostro viaggio virtuale comincia dall’Italia, dove, fare l’albero di Natale è una tradizione che accomuna la famiglia a partire dall’8 dicembre. Ma uno dei modi più importanti per celebrare il Natale è la scena della natività rappresentata col presepio, nata con S. Francesco D’Assisi nel 1223 a seguito di un viaggio a Betlemme e alla stalla dove – si pensa – sia nato Gesù. Una delle città conosciute a livello mondiale per i suoi presepi, è Napoli. Infatti si pensa che il primo presepe napoletano risalga al 1205 nella Chiesa di S. Maria del presepe, molto prima dunque che S. Francesco D’Assisi rendesse popolare la rappresentazione. Nel corso degli anni, fare il presepe è diventato un’arte e a mano a mano accanto alle classiche statuette che accompagnano la natività (pastori, artigiani, lavandaie,…), si sono affiancati personaggi d’attualità quali politici, vip dello spettacolo, magistrati, attori, icone del cinema e dell’arte. A tal proposito quest’anno entra nella cultura popolare del presepio anche la statuetta del fondatore della PopArt, Mr. Andy Warhol. Tra i piatti tipici della tradizione culinaria, troviamo il cappone, l’agnello, il cotechino, lo zampone, le lenticchie, portatrici di danaro e fortuna. E per finire il classico panettone.

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Dall’Italia, spostiamoci in Australia. Trovandosi questo continente nell’emisfero sud del globo, qui il Natale cade in periodo estivo.
Pertanto ci si ritrova in spiaggia a festeggiarlo facendo barbecue. In generale, le famiglie decorano case e giardini con mazzi di Bursaria Spinosa, un piccolo albero della vegetazione australiana che si caratterizza per il colore rosso pallido che le sue foglie acquisiscono proprio nel periodo natalizio. Le decorazioni invece possono includere immagini poco consone al Natale classico, come canguri e koala con il cappello da Babbo Natale e le sciarpe rosse. Una speciale tradizione iniziata nel 1937, a Melbourne, sono i “Carols by Candlelight” (o Canti al lume di candela) che si svolgono alla vigilia di Natale e coinvolgono migliaia di persone. Si stendono coperte in terra e si canta tutti insieme i canti di natale, accompagnati dalla danza della luce delle candele. Il dolce di Natale per eccellenza è il Pudding, preparato secondo la tradizione mescolando a turno l’impasto e affidandogli a turno uno speciale desiderio. Spesso vi si nasconde dentro una fede d’argento, come garanzia di felicità coniugale, e una carta da gioco o una monetina, come simbolo di fortuna e ricchezza. Un altro dolce tipico australiano per il Natale è la Paylova, cucinata con fragole, frutto della passione e panna montata.

natale-africaAltro viaggio e subito siamo in Africa. Qui il Natale solitamente coincide con la fine della raccolta del cacao, motivo per cui non in tutti i paesi africani si festeggia il 25 dicembre, ma anche il 7 Gennaio, secondo il rito della Chiesa Copta ortodossa. Per l’occasione i lavoratori tornano alle loro famiglie e i giovani girovagano per le strade dei villaggi o delle città cantando canzoni e inni natalizi. Nei paesi cristiani come il Kenya e il Ghana ci si reca in chiesa per assistere alle funzioni religiose. L’albero di Natale è uno dei simboli della festività, anche se a volte invece dell’abete, per ovvie ragioni climatiche, si addobba la palma, come in Liberia. Uno dei piatti tradizionali della cucina africana per Natale è il nyama choma, l’arrosto di capra. In Sud Africa invece, il Natale cade in piena estate quindi, invece del “classico” Natale con la neve, si va tutti in spiaggia e si usano i fiori per decorare case e chiese. Si fa un pranzo all’aperto un po’ all’occidentale, a base di tacchino, roast beef, maialino da latte, riso giallo con uva passa, verdura e plum pudding. In Ghana, e Congo, invece, si mangiano riso e pasta di patate, manioca o mais, il fufu, zuppa di okra, polenta e carni. In Egitto la notte di Natale si mangia il fata, che consiste in pane, riso, aglio e carne bollita. In Etiopia il giorno di Natale è il 7 gennaio e si mangiano la injera, una frittella di pasta acida come il pane e il Doro wat, uno stufato di pollo piccante, serviti in cesti decorati fatti a mano. Ultimo volo e ci spostiamo in continente asiatico.arbol_de_navidad_en_la_playa_

Nelle Filippine – che celebrano la più lunga stagione natalizia del mondo – prevale la scena della natività, molto diffusa, ricca di luci e decorazioni. Tradizionalmente, il giorno di Natale è accompagnato da un periodo pre-natalizio di celebrazioni religiose che iniziano il 16 dicembre e che durano nove giorni, fino alla Vigilia. La vigilia di Natale, poi, è la notte più attesa, la cosiddetta noche buena o “buona notte”, e rappresenta la tradizionale festa del Natale dopo la messa di mezzanotte. I membri della famiglia pranzano tutti insiemi, con il queso de bola o palle di formaggio, di solito edam, e hamon o prosciutto di Natale. In Corea del Sud e a Timor Est, è presente una vasta comunità di cristiani, dove il Natale è celebrato ed è considerato una festa ufficiale. A Taiwan, il 25 dicembre è considerato il giorno in cui si è sottoscritta la Costituzione della Repubblica Cinese nell’anno 1947. Ed è estremamente popolare, come se fosse Natale.

6214Il Giappone considera il giorno 25 dicembre vacanza ufficiale ed ha adottato la stessa tradizione occidentale natalizia di Santa Claus, ma il giorno più importante è il 1º gennaio. Inoltre viene considerato un giorno da passare con la persona amata. In India, in molte scuole, questo periodo, viene considerato come vacanze natalizie; iniziano poco prima di Natale e terminano pochi giorni dopo, di solito il 1º gennaio. In Hindi il Natale viene chiamato Bada Din, (il grande giorno) ed anch’esso celebra Santa Claus e l’acquisto di doni.

Tutte queste storie ci raccontano un popolo, una cultura. Siamo sicuri però di non perdere il vero significato del Natale? Che non si limiti solo ad un susseguirsi ciclico di tradizioni, oggetti, luci, colori? Sappiamo veramente vivere questi protocolli col vero significato? Il pensiero che dovrebbe accomunare tutta l’umanità è il vivere il Natale per quello che veramente è: natività, il donarsi all’altro, il riscoprire l’altro.

Tutte cose che auspico per i nostri lettori come augurio di un sereno Natale.

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