Il calcio, questa grande passione che unisce milioni di persone e tifosi più o meno appassionati, è una delle più grandi macchine da soldi che si possano conoscere.

Il calcio proprio perché legato a doppio filo alla passione – che si sa, muove tutto – è uno di quei settori che può vantare numeri davvero importanti ed un seguito pressoché inesauribile. L’Europa in questo senso la fa un po’ da padrona, potendo contare su campionati storici e sempre più competitivi. Certo c’è l’emergente Cina che con investimenti ultra-milionari cerca di attirare grandi giocatori e con essi il grande pubblico, o l’America latina dove vi è un tifo viscerale.
Ma è il calcio europeo con la sua storia e le sue squadre a fare la differenza. Non è un caso infatti che quando si disputa la “Coppa del Mondo per Club” – che per i nostalgici come me si chiamerà sempre e solo “Coppa Intercontinentale” –, a spuntarla sono quasi sempre proprio le squadre europee.

Come detto il settore del calcio, e nello specifico quello europeo, vale tantissimo. Sì, ma quanto nello specifico?

Secondo quanto riporta Annual Review of Football Finance 2018 di Deloitte il mercato relativo al mondo del calcio europeo vale oltre 25 miliardi di euro. Tra l’altro questo è un numero in aumento, +13% rispetto all’anno passato. Una crescita a doppia cifra, come dicono quelli bravi.

Questi numeri sono supportati essenzialmente dai ricavi registrati dai 5 maggiori campionati europei, ossia Premier League, Liga spagnola, Bundesliga, Serie A e Ligue 1: quasi 15 miliardi nella stagione 2016/2017 realizzati dalle Big Five. Ovviamente i ricavi televisivi sono quelli che più trainano il settore.

La Serie A, dopo anni non ai massimi livelli, ritorna alla ribalta.

Per la prima volta la Serie A supera i 2 miliardi di euro complessivi, grazie anche all’importante apporto dato dall’Inter che cresce del +8%. Inoltre le squadre italiane beneficeranno anche delle nuove norme per determinare chi si qualificherà alle competizioni UEFA. In sostanza potendo contare su quattro squadre classificate nella fase a gironi della Champions League per il 2018/19 si potranno chiudere migliori accordi televisivi, con un probabile aumento dei ricavi. Proprio relativamente agli accordi internazionali sui diritti televisivi per la Serie A, sempre l’Annual Review of Football Finance 2018 di Deloitte stima una crescita dell’80% (340 milioni di Euro all’anno) rispetto all’accordo esistente.

E i singoli Brand quanto valgono? Quali sono le top squadre di calcio europee per ricchezza?

Secondo uno studio prodotto da Brand Finance la squadra più ricca è il Manchester United FC. Il valore del suo brand super l’1,6 miliardi di euro. Ben distanziate sono le due squadre spagnole più in vista – Real Madrid e Barcellona– il cui brand vale rispettivamente 1,337 e 1,285 miliardi di euro. Fuori dal podio, al 4° posto, il Bayer Monaco con i suoi circa 1,2 miliardi di euro.

E le italiane?

Purtroppo non rientriamo neanche nella Top10.
La 1^ delle italiane è la Juventus che si posiziona all’11° posto di questa speciale classifica. La segue l’Inter al 13° posto e il Milan al 19simo.

È evidente quindi che sempre più la competizione passerà prima su un piano finanziario e poi sui campi da gioco. Le squadre internazionali hanno capito già da tempo che il calcio è fortemente legato al business e che come tale deve essere approcciato. Stadi di proprietà, merchandising, marketing, investimenti e diffusione del brand, sono i capisaldi per quelle società sportive che intendono gestire le squadre come delle aziende.

La direzione è tracciata e non si torna indietro. D’altronde esistono società quotate in borsa, abbiamo preso confidenza con termini tipo “fair play finanziario”, le società falliscono (vedi il Bari) e/o comunque devono dimostrare di avere bilanci in regola (vedi il Milan).
In questo senso la Juventus si sta muovendo molto bene, dentro e fuori dal campo. A mio modo di vedere, unica in Italia. E i risultati di una pianificazione manageriale si vedono tutti. Non si può infatti pensare che sia un caso che in otto anni si passi dall’avere in rosa gente come Grygera (con tutto il rispetto possibile) ad un fenomeno assoluto come Cristiano Ronaldo.

Chissà quando anche le altre squadre italiane ne trarranno seriamente esempio.

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