Il lato social di Expo 2015. Un’occasione mancata?

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Jessica Palese (23)

 

 

 

 

palazzo italia Mancano solo pochi giorni all’inaugurazione di Expo 2015, la tanto attesa e tanto chiacchierata Esposizione Universale che avrà luogo nella città di Milano dal 1° maggio al 31 Ottobre. Messa da parte la bufera degli scandali che ne hanno scandito l’organizzazione, è tempo di ultimare i preparativi per aprire le porte al pubblico. Nell’era del web 2.0 è naturale domandarsi quanto sia attivo sui social un evento di risonanza mondiale.

Al momento in cui si scrive, la pagina Facebook ufficiale conta 1.316.481 like e 126.563 talking about this, l’account Twitter raccoglie 462.000 followers e il profilo Instagram ha 71.900 seguaci. Cifre non altissime per un evento di portata planetaria.

I post di Facebook sono scritti interamente in italiano accompagnati dall’hashtag ufficiale #EXPO2015 e suddivisi per rubriche, tra cui: Magazine che raccoglie notizie ed interviste, Ambassador che mostra i testimonial della manifestazione e Taste The Planet che è un contenitore di ricette. Non si parla solo di cibo, però, ma anche di natura, arte e cultura. E’ presente anche una speciale sezione dedicata al virtual tour dell’Esposizione. Eppure, a fronte del milione di like, sono pochi i “Mi piace” ai post della pagina, così come le condivisioni. I commenti, poi, non trasudano entusiasmo e positività, bensì scetticismo e polemiche. C’è assenza di dialogo e si avverte l’assenza di un social media manager che si occupi di rispondere ai commenti e alle domande.Expo2015

Scarsa interazione anche su Twitter, piattaforma utilizzata più che altro per sponsorizzare gli eventi dedicati alla manifestazione, che certamente soffre la mancanza di immagini.

In quanto a numeri, se la passa sicuramente meglio il profilo Instagram, che può vantare migliaia di cuoricini per ogni fotografia e commenti positivi.

Cosa c’è dunque alla base dello scarso successo sui social? Dai commenti che si possono leggere in rete, il popolo del web si sente lontano da questa manifestazione a causa dello scandalo legato alla corruzione, dei cantieri non ancora terminati, della mancata costruzione di edifici utili alla comunità, dello scarso rispetto per la natura sul territorio che ospita i padiglioni. Soprattutto, la gente si domanda dove sia finito il principio di sviluppo sostenibile su cui l’Expo 2015 doveva fondarsi. Avverte l’eccessiva istituzionalità della manifestazione e la mancata vicinanza ai reali problemi del pianeta, rappresentati dalla crisi economica, dalla fame e dalle emergenze sanitarie.

expo_2015Come aveva spiegato la responsabile Social Media Expo, Susanna Legrenzi l’idea iniziale era di
«Trasformare Expo in un grande contenitore di storie». Eppure, il pubblico non si sente vicino a questo grandioso evento dall’impronta troppo istituzionale e burocratica. Non rimane che sperare che l’avvio dell’Esposizione Universale possa far cambiare idea ai più e possa trasformarsi in un’occasione di confronto per perseguire un obiettivo comune: la garanzia di un’alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri.

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