La FC Bari 1908 è fallita e la squadra non è stata iscritta al campionato di Serie B. Una ferita aperta per tutti i tifosi ed un colpo economico per tutto l’indotto.

Sì, perché l’errore che si può commettere, ad una prima analisi superficiale della situazione, è non considerare come il calcio si regga sulla passione dei tifosi e, di conseguenza, sulle loro tasche. Dagli abbonamenti allo stadio a quelli di tv e piattaforme digitali che trasmettono le partite, dai gadget al merchandising fino alle trasferte. Un pezzo dell’economia italiana beneficia dell’impatto del calcio sull’economia. Dal ristoratore al commerciante, dall’albergatore al pubblicitario.

Allora non sarà difficile immaginare che, come la mancata partecipazione della nazionale ai mondiali di Russia più in grande, anche il fallimento della squadra della città, in questo caso il Bari, sia un colpo terribile non solo per la passione dei tifosi. Quella non è legata alla categoria, i veri tifosi seguono la squadra a prescindere dalle sue fortune sportive.La curva FC Bari 1908

In questi giorni si sono avvicendate tante voci sul futuro della squadra, ma ancora non si vede nulla di concreto. Il calcio è un mezzo eccezionale anche per la notorietà e non sono mancati i casi di “Salvatori della Patria”, prontamente presentatisi in conferenze stampa e destinatari di paginate sui giornali, ma poi finiti chissà dove.

Inutile aggiungere la portata mediatica, in particolare sui social, di una squadra che rappresenta un’area metropolitana di 1,2 milioni di persone.

Implementando il lavoro svolto si potrebbero ottenere maggiori risultati che vadano a contribuire, in concreto, alla sostenibilità economica della gestione del club.
L’immagine del “Patron” è un vecchio ricordo, oggi le società si reggono su se stesse, alcun persino quotate in Borsa. Allora, tutte le componenti possono e devono partecipare al loro sostegno.

In particolare, vorrei soffermarmi su una possibilità che Facebook sta introducendo gradualmente: i gruppi a pagamento.
Proprio così, Facebook sta dando la possibilità, per ora molto limitata e collegata solo a tre settori tra i quali non c’è lo sport, di avviare gruppi nei quali per accedere l’utente dovrà abbonarsi. Questa opportunità potrebbe rivelarsi clamorosa per molte società, soprattutto delle categorie inferiori, perché di fatto toglierebbe i confini alla passione dei tifosi.

Una società di Serie D, come rischia di essere il Bari, ma con un enorme bacino di utenza potrebbe organizzare il suo canale tematico direttamente online.

Raccoglierebbe iscritti da tutto il mondo senza la minima difficoltà. Questo garantirebbe entrate certe e durature anche a quelle piazze che non possono accedere facilmente al grande pubblico, ma che sappiano fare del senso di appartenenza ad una comunità il proprio valore aggiunto.

Ecco perché anche una squadra caduta in disgrazia potrebbe trovare giovamento o addirittura accelerare la risalita grazie a strumento come i gruppi Facebook a pagamento.

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