I cinque film italiani sulle vacanze

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Tutto ebbe inizio negli anni ’50, finita la stagione del Neorealismo, gli italiani avevano bisogno di ridere, o perlomeno di sorridere con il cinema, incitati anche dal sopraggiunto benessere economico. Sono infatti gli anni in cui l’Italia vive un boom economico inarrestabile, il PIL è in vertiginoso aumento, arriva la televisione, nel 1956 Roma si aggiudica per il 1960 l’organizzazione dei XVII Giochi Olimpici, la Dolce Vita romana sta raggiungendo i massimi storici…e il rinnovato benessere fa si che i luoghi turistici, balneari per eccellenza vengano presi d’assalto. Perché? Perché ora l’italiano può spendere, perché può godersi i frutti del suo lavoro.

Nel decennio compreso tra la metà degli anni ’50 e la metà degli anni ’60 l’Italia visse una stagione di crescita economica e di cambiamenti sociali veloci e intensi, e divenne una delle maggiori potenze industriali.

Lo sviluppo economico superò addirittura quello demografico (pure evidente) e ciò ebbe come conseguenza un miglioramento diffuso del tenore di vita (i primi apparecchi televisivi, la storica 500). Molti dei film girati in quegli anni testimoniano sia questi cambiamenti, sia le tante contraddizioni ad essi collegate. Ha così inizio la voga del film turistico, branca della commedia all’italiana. Quella del film turistico-balneare diventa una vera e propria moda che nel giro di pochi anni arriva a produrre una moltitudine di pellicole del genere. Si trattava di ambientare le pellicole nelle più importanti località turistiche italiane, e spesso località balneari, con il luogo di consueto già pre-annunciato dal titolo. Un piccolo escamotage di produttori e sceneggiatori destinato a fare epoca, e come ovvia conseguenza il film veniva girato in piena estate, facendo aumentare ancora di più il mito dell’Italia della “Dolce Vita”.

Proviamo ora a fare una piccola selezione delle pellicole, che meglio hanno espresso, nella storia del nostro cinema, questo sottogenere di successo della commedia all’italiana.

  1. Vacanze romane(1953), di William Wyler. Con Gregory Peck e Audrey Hepburn. Film a dir poco epocale, “Vacanze romane” è la tappa fondamentale nel percorso che aveva attirato verso Roma, destinazione Cinecittà, divi e professionisti di Hollywood. Era l’epoca in cui Roma veniva soprannominata per la prima volta la “Hollywood sul Tevere” e il centro del cinema mondiale, almeno fino alla fine degli anni ’60. Nel film lo scenario è Roma, con le sue bellezze artistiche, la poesia dei suoi paesaggi, con la sua voglia di vivere, con il suo charme, con le sue serate fashion di Via Veneto. E’ fuori discussione che l’accoppiata Audrey Hepburn-Gregory Peck sullo sfondo di una Roma piena di colori e di vivacità lasci davvero il segno nell’immaginario comune. L’immagine rimasta nella memoria collettiva è infatti, quella di Gregory Peck e Audrey Hepburn sulla scalinata di Trinità dei Monti: quando le Arti si fondono creando un cortocircuito artistico di incredibile livello estetico.

    Vacanze Romane
    Vacanze Romane
  1. Vacanze a Ischia(1957), di Mario Camerini. Con Vittorio De Sica, Peppino De Filippo, Isabelle Corey, Antonio Cifariello. Il film, diretto da un vecchio maestro di cinema come Mario Camerini, si issa fin da subito come uno dei migliori del genere, anche grazie alla presenza di stelle del cinema, come Vittorio De Sica, Peppino De Filippo, Nadia Gray e Antonio Cifariello. La pellicola, che tra le altre cose ottenne un considerevole successo al botteghino, mette in evidenza le bellezze di Ischia e venne finanziata dal commendator Angelo Rizzoli anche per fare un pò di propaganda ai suoi investimenti sull’isola, ma nel contempo ci guadagnava la stessa immagine di Ischia.

    Locandina de Vacanze a Ischia
    Locandina de Vacanze a Ischia
  1. Racconti d’estate(1958), di Gianni Franciolini. Con Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Michélé Morgan, Gabriele Ferzetti. “Racconti d’estate” nato da un’idea di Alberto Moravia, nonostante l’apparenza scanzonata, sa offrire molte annotazioni di costume e di vita spicciola per niente superficiali. Sotto l’affresco dell’italiano in vacanza si snodano episodi di vita vera, degni della migliore commedia all’italiana. C’è Ferzetti industriale che potrebbe far fare carriera al marito della Koscina, c’è Dorian Gray cortigiana indipendente e sfortunata, e soprattutto c’è la splendida abiezione di Sordi accompagnatore-mantenuto di una cantante grassissima. Molto riuscito anche l’episodio con Mastroianni, questurino incaricato di accompagnare alla frontiera una bella prigioniera francese (Michèlè Morgan), della quale si innamora.

    Locandina de Racconti d'estate
    Locandina de Racconti d’estate
  1. Torna a settembre (1961), di Robert Mulligan. Con Gina Lollobrigida, Rock Hudson, Sandra Dee. Una commedia di co-produzione italo-americana, girata sulla riviera di levante della costa ligure. Le bellezze sono da cartolina, così come quella della Lollobrigida, qui al massimo del suo splendore. Per il film si aggiudicherà il Golden Globe come miglior attrice del mondo della stagione 1961.

    Torna a settembre con Gina Lollobrigida e Rock Hudson
    Torna a settembre con Gina Lollobrigida e Rock Hudson
  1. Sapore di mare(1983), di Carlo ed Enrico Vanzina. Con Jerry Calà, Karina Huff, Marina Suma, Christian De Sica, Virna Lisi. Una commedia nostalgica, attuale e mai volgare, ‘Sapore di mare’ dei fratelli Carlo ed Enrico Vanzina uscito nel 1983 è divenuto ormai un cult, uno dei piccoli classici del cinema italiano anni ’80. Il film non presenta una vera e propria trama, ma si limita a descrivere un insieme di situazioni e sottostorie di cui sono protagonisti alcuni ragazzi in vacanza a Forte dei Marmi nei primi anni ’60, ragazzi provenienti da tutta Italia con origini sociali e culturali diverse. Il film è infarcito di una malinconia autentica, che imperversa per tutta la sua durata, nostalgico e divertente al punto giusto, grazie alle hit anni ’60 e alla caratterizzazione di Jerry Calà, che nel primo piano finale riesce a far raggiungere l’apoteosi malinconica di un’epoca ormai andata.

Insomma, a conti fatti, ciò che questi film descrivono non è altro che la meraviglia di un’epoca irripetibile. Un’epoca che ha fatto storia, che oggi è nostalgia, che oggi è malinconia, perché non tornerà più. Non tornerà più quella spensieratezza, quella voglia di fare, quell’impeto e quella classe cinematografica che avevano fatto diventare Roma la “Hollywood sul Tevere” e il nostro cinema, il più invidiato del mondo.

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