Raffaello CastellanoLa storia che voglio raccontarvi parla di politica partecipata, cittadinanza attiva, reazione alla crisi (pandemia) e rigenerazione urbana.
Conoscete Ollolai?
Ollolai è un piccolo paesino di circa 1200 abitanti in provincia di Nuoro, nella Barbagia, una delle zone più tipiche della Sardegna.
Come sempre più spesso sta succedendo nel nostro Paese, che, ricordiamolo, sta vivendo quello che viene chiamato inverno demografico, Ollolai si stava spopolando e così nel 2018 l’allora sindaco Efisio Arbau – in passato noto come l’avvocato-pastore, già consigliere regionale – decide di vendere una ventina di immobili del centro storico che stavano cadendo a pezzi alla cifra simbolica di 1 euro. Il contratto prevede l’onere da parte degli acquirenti di ristrutturare e soprattutto utilizzare le abitazioni. È così che il piccolo paesino salta, per la prima volta, alla ribalta mediatica, anche internazionale; alla chiamata del sindaco, infatti, rispondono 2.500 aspiranti nuovi cittadini da tutto il mondo.

Ma non finisce qui: visto che la fortuna aiuta gli audaci, la storia di questo interessante progetto di rigenerazione urbana giunge fino in Olanda, più precisamente ad una casa di produzione televisiva che organizza addirittura un reality show, “Ollolanda”, che spedisce in Barbagia cinque famiglie dai Paesi Bassi per sperimentare stili di vita e ritmi locali; inutile dire quanto anche questa sia stata una pubblicità utilissima per rilanciare l’immagine di Ollolai.

Intanto siamo arrivati alla fine dell’estate del 2019, precisamente al 30 agosto, e un evento, triste questa volta, rimette sotto i riflettori il centro montano: è addirittura il notissimo attore ed ex governatore della California Arnold Schwarzenegger a parlare di Ollolai, quando dai social e in un video parla della scomparsa del suo grande amico e grandissimo culturista italiano Franco Columbu, l’unico vincitore italiano del Mister Olimpia, originario della Sardegna, nato appunto ad Ollolai. Come tutti gli interventi di Schwarzenegger, il video, la storia di Franco Columbu ed il nome di Ollolai fanno il giro del mondo.

Arnold Schwarzenegger e Franco Columbu.
Arnold Schwarzenegger e Franco Columbu.

E siamo giunti al 2020, l’anno della pandemia, e prima ancora delle riaperture di maggio, con il turismo che comincia a scalpitare, Olloali riesce ad attrarre tantissimi smart-workers: manager di New York, docenti di Londra, dottorandi dell’università di Bologna e tanti altri che hanno preferito trascorrere la quarantena nella natìa Sardegna e che poi sono rimasti anche durante l’estate.

Così arriviamo ad oggi: grazie ad un progetto di rigenerazione urbana, grazie ad un reality olandese, grazie a Arnold Schwarzenegger e grazie allo smart working viene lanciato un programma di riordino urbano, che sta coinvolgendo tutti gli attori del territorio, di oltre 4 milioni di euro, denominato “Ollolai Capitale”.

Scopri il nuovo numero: “Holiday working”

Se l’anno scorso abbiamo scoperto il remote, lo smart e il south working, oggi si fa strada un nuovo concetto di lavoro: l’holiday working. Con un pc al seguito ed una connessione a internet è possibile lavorare ovunque, mantenendo inalterati i livelli di produttività. La rivoluzione è compiuta: non importa dove lo fai, ma cosa fai!

I 4.439.700 euro – finanziati dalla Regione Sardegna, da privati e dallo stesso Comune – serviranno per intervenire su una quarantina di immobili, sugli spazi del centro storico, per realizzare un centro polifunzionale con uno spazio culturale, uno formativo, uno informativo e un’area di coworking voluta e progettata dagli smart-worker rientrati in paese durante la pandemia.

Il comune si è addirittura dotato di una community manager, Silvia di Passio, che sta coordinando tutti i soggetti promotori, i finanziatori, ma pure la cittadinanza, le associazioni e perfino le scuole, affinché la nuova Ollolai sia davvero l’espressione di tutta la comunità.

La veduta aerea della Chiesa di San Michele ad Ollolai.
La veduta aerea della Chiesa di San Michele ad Ollolai.

Un fulgido esempio di politica partecipata, cittadinanza attiva, riqualificazione urbana e reazione alla crisi, che ha trasformato Ollolai da paese a rischio scomparsa per spopolamento e crollo demografico a centro polivalente ed attrattivo per tutta una serie di lavoratori, che quest’anno, come in parte già accaduto l’anno scorso, andranno alla ricerca di posti Covid-free, non troppo affollati, magari immersi in una natura lussureggiante, ma allo stesso tempo perfettamente in grado di soddisfare le esigenze di connessione a banda larga, spazi di co-working, intrattenimento culturale e prezzi accessibili.

Tutto per poter appagare quel desiderio, mai sopito, di coniugare vacanza e lavoro, e che la pandemia da Coronavirus ha notevolmente incrementato ed accelerato, perché, diciamocelo, il termine holiday working sarà pure recente, ma noi altri è una vita che vorremmo lavorare dai luoghi in cui trascorriamo le vacanze, non 20 o 30 giorni, non due o tre mesi, ma tutto l’anno.

Vi lascio alla lettura di questo numero che parla appunto di Holiday working, dove troverete gli articoli di approfondimento dei nostri contributor su quella che nei prossimi anni sarà la tendenza di viaggio e spostamento prevalente, perchè saranno milioni gli smart workers e i nomadi digitali che andranno a creare un nuovo mercato del viaggio e delle vacanze, che solo centri, ma meglio sarebbe dire comunità, dinamici, partecipati e lungimiranti come Ollolai sapranno intercettare e attrarre, con una ricaduta economica e di immagine che noi possiamo solo ipotizzare.

Buona lettura!

 

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