In quest’ultimo anno così cupo, così difficile, in molti hanno sentito sulle spalle la pesantezza della vita così come l’abbiamo vissuta, o meglio non vissuta e mai come in questo periodo la voglia di riprendercela viverla a pieno ci fa desiderare di cavalcare l’onda!

Holiday working può significare tante cose: può far riferimento ai nomadi digitali che con l’occasione della ripresa decidono di percorrere luoghi e spazi nuovi e lavorare da ogni dove, smart worker che presi dalla iperconnettività decidono di lavorare in luoghi dove possono conciliare il lavoro e momenti di pausa per il corpo e per la mente ma soprattutto può significare prendersi un momento per lavorare su se stessi; sul proprio essere per migliorare ciò che si vuole diventare; per assaporare quel momento in cui nonostante l’onda sembra sopraffarci, in realtà ci sta solo dando la possibilità di spingerci oltre i nostri limiti e permetterci di conoscerci meglio.

La ricerca quotidiana del nostro noi dovrebbe essere una continua scoperta fatta di attimi di ordinaria follia dove poter ri-conoscere se stessi e capire se si sta diventando una persona che non ci piace più oppure può accadere di scoprirci migliori e potremmo rimanere meravigliati da ciò che siamo diventati. Quest’analisi così profonda ci sarà davvero solo quando con piena consapevolezza si decide di fermarsi un momento, allontanare la routine e dedicarsi un attimo dove semplicemente fermarsi a riflettere avvolti dall’onda delle emozioni che pian piano crescono dentro.

Scopri il nuovo numero: “Holiday working”

Se l’anno scorso abbiamo scoperto il remote, lo smart e il south working, oggi si fa strada un nuovo concetto di lavoro: l’holiday working. Con un pc al seguito ed una connessione a internet è possibile lavorare ovunque, mantenendo inalterati i livelli di produttività. La rivoluzione è compiuta: non importa dove lo fai, ma cosa fai!

Può sembrare facile prendersi una pausa dal mondo, ma in realtà è di una complessità che spesso richiede calma e preparazione ma soprattutto volontà e tempo. E’ un vero e proprio lavoro per se stessi, un lavoro di introspezione, un lavoro di compassione, un lavoro di amore per il proprio io che necessita un allontanamento da tutto ciò che quotidianamente ci dà pensiero.

Quale periodo migliore se non quello delle vacanze per guardarsi dentro e scoprirsi dei “surfisti alla ricerca del proprio io”?

La camera verde, è quel luogo così intimo dove il surfista entra in contatto con l’anima dell’onda fino a farla diventare sua, è la ricerca continua dell’onda perfetta da cavalcare con la quale trovare la giusta sintonia.  E’ il momento in cui raggiunge una sorta di “stato di grazia” e felicità; è l’incontro con la vera essenza dove poter stare un attimo isolati dal mondo un po’ come quando si decide di fermarsi e dedicarsi un attimo, chiudendo dietro la porta e lasciando il mondo fuori per “entrare” nella parte più profonda di noi.

La camera verde, la continua scoperta che è in ognuno di noi, è il luogo tutto nostro, il posto astratto e intimo, nel quale prendere l’onda giusta, che custodiremo gelosamente. A volte è dura, possono trascorrere giorni, settimane o mesi nell’intento di trovare l’onda giusta, quella da cavalcare e una volta trovata non si può più tornare indietro. Si vive la scoperta, si vive con gioia il momento.

E dopo un anno buio è il momento per tutti di prendersi una vacanza per lasciare andare ritmi intensi ed esagerati, per trovare la propria onda da cavalcare, provare l’esperienza e ritornare rigenerati con un bagaglio di consapevolezza e una “camera verde” dove è bellissimo trovarcisi dentro!

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