“Italiani e Social Media” è il recente studio condotto da Blogmeter (società italiana che si occupa di social media intelligence) su 1500 persone residenti in Italia e di età compresa tra i 15 e i 64 anni, per capire i motivi che ci spingono ad usare i social media, quanto siamo colpiti dalle pubblicità presenti sui social e che tipo di impatto hanno i cosiddetti influencer.

Il 42% degli intervistati è sostanzialmente passivo, si limita cioè a leggere contenuti di terzi; il 45% legge, scrive e commenta; il rimanente 13% pubblica propri post senza mostrare troppo interesse per i contenuti degli altri.

Facebook resta il social più utilizzato – l’84% dichiara di utilizzarlo più volte al giorno/settimana – seguito da You Tube e Instagram.  Una nota importante viene fuori da questa indagine: l’uso di Facebook Messenger come strumento per comunicare con le aziende ha registrato un +7% rispetto all’anno precedente.

Blogmeter ha identificato due tipologie di social in base all’uso più o meno frequente che ne fanno gli utenti:

  • Social di cittadinanza, come Facebook, You Tube, WhatsApp e Instagram (ossia quei social media che utilizziamo più volte al giorno e che per questo concorrono a determinare le nostre identità di relazione);
  • Social funzionali, come Trip Advisor e Facebook Messenger (ossia quei social media che utilizziamo meno di sovente, ma che rispondono ad un bisogno specifico).Italiani e Social Media

Da questa classificazione si deduce che le aziende che utilizzano i social come ennesimo canale della loro comunicazione aziendale più complessiva, per parlare al loro target hanno davanti a loro due strade ben definite: dovranno assumere o il ruolo di “amico” o il ruolo di risolutore di bisogni e necessità precise.

Gli italiani e la pubblicità sui social media.

Buone notizie per i produttori di pubblicità sui social.
Per il 26% degli utilizzatori di Facebook e per il 33% degli utilizzatori di Instagram la pubblicità sui social risulta stimolante e 1 intervistato su 3 non distingue i contenuti sponsorizzati da quelli organici. Molto meno positivamente è considerata la pubblicità su You Tube, questo molto probabilmente perché in questo caso la pubblicità si frappone tra noi e la visione del video, mentre nel feed news degli altri social l’adv risulta meno impattante.

Due note interessanti lato e-commerce: chi usa frequentemente i social media è più propenso ad acquistare online e il 50% degli intervistati ha dichiarato che incrementerà lo shopping online.

La Generazione Z ed il ruolo dei Social Influencer.

Per il 37% degli intervistati tra i 15 e i 24 anni (la cosiddetta Generazione Z) la pubblicità sui social media (specie su Facebook e Instagram) viene reputata utile e il 5% di loro ha dichiarato di aver fatto un acquisto perché promosso in qualche modo da un Social Influencer.

Dallo studio “Italiani e Social Media” di Blogmeter risulta poi che questa generazione preferisce avere un contatto diretto con le aziende attraverso servizi di messaggistica istantanea. Il digitale, cioè, risulta essere lo strumento di comunicazione maggiormente prediletto e non uno dei possibili canali di comunicazione. Questo vale per le relazioni tra pari, ma come si è visto anche per la comunicazione con le aziende.

Fonte della ricerca:Italiani e Social Media”.

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