ivan-zorico-01-minIl calcio è una passione prima che essere uno sport.
Una passione che nasce da piccoli e non ti lascia più. Nasce quando per la prima volta ti trovi davanti ad una palla e senti l’irrefrenabile voglia di calciarla. Poi cresci e scopri che esistono delle persone che indossano delle maglie bellissime e corrono dietro un pallone, che sono acclamati dalla folla in epici stadi, che “calciano come te” e che, quando segnano, esultano proprio come te. E lì, in quel momento, la passione diventa amore.

Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Solle: “Come spiegherebbe a un bambino che cosa è la felicità?”. “Non glielo spiegherei” rispose. “Gli darei un pallone per farlo giocare”. (Eduardo Galeano)

Poi non si sa bene come, di tutte quelle maglie bellissime e colorate te ne piace una ed una sola. Forse ti sceglie lei, forse tuo fratello maggiore o tuo padre te la faranno amare o forse gli dei del calcio lavoreranno per te, ma dal momento preciso in cui l’avrai scelta sarai per sempre legato ai destini di quella squadra, di quei colori. Aldilà delle fortune alterne della tua squadra del cuore. Che ti farà impazzire di gioia o di sconforto, tu l’amerai e seguirai sempre e comunque.

Questo è il calcio: amore e passione. E chi non lo segue, non può capire. Il calcio è più che un semplice sport.

Quello che invece tutti possono capire è che dietro questa grande passione, si muovono interessi economici molto grandi.

Il mondo è cambiato, non è più quello di una volta. E anche il calcio non fa differenza. Prima esistevano i “Patron” – figure mitologiche parificabili agli antichi mecenati – che tutto o quasi potevano e facevano, ora esistono società quotate in borsa, consigli d’amministrazione e bilanci da far quadrare e controllati scrupolosamente dagli organi di controllo internazionali.

Le società sportive si sono trasformate in aziende che hanno interessi non solo all’interno del proprio mercato – pardon, campionato di competenza – ma che cercano di esportare il proprio brand anche in altri mercati per raggiungere quante più persone possibili, farle appassionare e aumentare in questo modo i propri ricavi attraverso il merchandising e la vendita dei diritti televisivi, su tutto.

A questo mondo è dedicato questo numero di Smart Marketing. Il titolo è venuto da sé: “Fantacalcio”.

E non poteva essere altrimenti dato che siamo in piena sessione estiva di calciomercato. Un calciomercato scoppiettante, soprattutto per la Serie A (e finalmente dopo tanti anni di Purgatorio), che ha visto portare in Italia alla corte della Juventus il più grande giocatore in circolazione al momento: Cristiano Ronaldo, alias CR7.

Uno di quei giocatori che, per tornare all’incipit iniziale, farà sognare tanti bambini e che inevitabilmente avranno l’imprinting Juventus. D’altronde pur essendo milanista non ci posso fare niente e non posso avanzare pretese né lamentarmi della situazione attuale: con i vari Montolivo e Borini in rosa non posso mai pensare che dei bambini s’innamorino del Milan.

Ai miei tempi era diverso: c’erano i Weah, i Maldini, i Desailly, i Savićević… insomma mi fermo perché mi sto commovendo.

Fantacalcio, ho detto, è il titolo del numero di questo mese. Ma è anche uno dei giochi più amati e praticati da quei tanti bambini/adulti che, crescendo, hanno visto pian piano sfumare il sogno di diventare calciatori professionisti, ma che mantengono ben saldo nel cuore lo stesso ardore. Tra questi ci sono anch’io ed una schiera di altri amici fuori di testa che ancora si ostinano, non più proprio giovanissimi, a dedicare tempo a questo pazzo gioco.Il fantacalcio, il calcio e una passione che nasce da bambini

E ovviamente non saremo i soli: tra qualche giorno ci saranno migliaia di ragazzi (più o meno diversamente giovani) seduti intorno ad un tavolo, o qualcuno collegato via Skype, che si accenderanno per l’asta del fantacalcio. Studiare le possibili formazioni, cercare di individuare quel giocatore che avrà il miglior rendimento stagionale, strappare l’attaccante con più gol nelle gambe, per poi finire mestamente per comprare il solito scarto di turno (vedi Kalinic, esperienza diretta).

Ma come detto, il calcio è passione e non è solo uno sport. È voglia di stare insieme e sognare di indossare quella bellissima maglia di cui ti sei innamorato bambino, o quantomeno dirigerli, anche solo come Fantallenatori.

Qui trovi tutti gli articoli dedicati al nuovo numero – Fantacalcio - e come sempre ti invito a farci sapere cosa ne pensi. Buona lettura.

Ivan Zorico

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