ivan-zorico-01-minMancano pochi giorni al 4 marzo e ci troviamo quindi nel vivo della campagna elettorale.
Una delle campagne elettorali che, secondo molti osservatori, stenta a produrre una discussione pubblica tesa a risolvere i problemi del paese e che non da risposte su come creare opportunità per il futuro.

Una campagna elettorale fatta per radicalizzare le fazioni, per esacerbare gli animi e per creare un clima del “noi contro voi”.

Pur avendo in Italia una corruzione che costa 100 miliardi di euro all’anno, un debito pubblico che supera di gran lunga i 2000 miliardi di euro – lo ripeto, 2000 miliardi di euro – ed una disoccupazione del circa il 12%, con quella giovanile ben più alta (oltre il 30% a livello nazionale), sembra che nel dibattito politico vi sia spazio solo per le battaglie contro l’”Europa maligna” e contro l’immigrato che toglie il lavoro agli italiani.

Non so, ingenuamente, mi sarei aspettato che si parlasse di temi quali la diminuzione del debito pubblico o di come cercare di portare all’interno del mercato del lavoro generazioni di giovani ormai da tempo alla finestra in attesa di mettersi alle spalle gli effetti deleteri di una crisi infinita o di ricevere buste paghe degne di questo nome, per i più fortunati che in questo periodo sono riusciti a trovare un lavoro.
Così, solo per fare i primi due esempi che mi vengono in mente.

Nossignore. Meglio parlare della fantomatica Europa che ci limita nell’azione di governo (voglio ricordare, a scanso di equivoci, che in Europa ci sono i rappresentanti politici anche di quei partiti che tanto la denigrano e che quindi in quella sede votano quelle stesse leggi/trattati da cui poi prendono le distanze: fantastico!) o dare fiato alle trombe dei produttori di fake news che tanto vanno a nozze, ad esempio, con le notizie sugli immigrati causa, a loro dire, di tutti i mali del mondo.Fake news e propaganda

Non dico che la questione dell’immigrazione non sia un tema di cui parlare, anzi. È un tema politico e come tale dovrebbe essere affrontato. Con capacità e moderazione e non come uno spauracchio da sventolare per portare acqua al proprio mulino elettorale.
Ricordiamoci che si parla di vite umane, persone.

Ma si potrebbe parlare di infrastrutture, alta velocità, ambiente, istruzione, energie rinnovabili, nuove tecnologie, digitale, etc. etc, ed invece ci ritroviamo a guardare i proclami elettorali, le interviste in TV e i profili social dei vari esponenti e partiti politici in cui c’è la gara a rincorrere lo slogan più acchiappa like/consenso o a scambiarsi accuse reciproche.

Non è un caso che quello dell’astensione pare essere il partito più nutrito. Non certo una cosa di cui andare fieri in un paese democratico che dovrebbe basarsi, appunto, sulla legittimazione popolare.

Ivan Zorico

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