Editoriale Settembre 2015 – Raffaello Castellano

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Raffaello Castellano (244)

 

 

 

 

 

Raffaello CastellanoSettembre, si sa, è il mese delle ripartenze: ricomincia la scuola, riprendono i vari campionati sportivi, si torna piano-piano alla normalità dopo il periodo, più o meno lungo, di ferie di cui si è goduto. Molti di noi fanno buoni propositi per i tre mesi che ci separano dal Natale e dal Capodanno, c’è chi si iscrive in palestra, chi ad un corso di lingue, chi si fa l’abbonamento per lo stadio o per il teatro. Insomma, settembre è il mese delle ripartenze.

Ma, se spostiamo la nostra analisi dai singoli individui al Paese, vediamo che la “ripartenza” non è mai una cosa facile. Esattamente un anno fa il nostro giornale pubblicò un numero che si chiamava appunto #Ripartitalia, dove i nostri collaboratori proposero ciascuno un’idea per far ripartire, per far tornare a crescere il nostro Paese. Il successo di quel numero ci ha spinto a riproporre altre idee e suggerimenti per il sistema Italia, che, nonostante il Job Act  e le altre semi-riforme del Governo Renzi, si trova in un periodo di stasi che è precedente alla crisi stessa. È di pochi giorni fa infatti la notizia che Moody’s ha alzato le stime sul Pil dell’Italia, ora visto in crescita dello 0,7% nel 2015 (+0,5% secondo le previsioni precedenti) e dell’1,2% nel 2016 (+1% in precedenza); tassi di crescita come si vede assai modesti, per non dire irrisori.

Ma poniamoci una domanda: qual è il vero freno alla crescita del cosiddetto PIL nel nostro Paese? Molti di voi lettori staranno pensando alla pressione fiscale, altri alla disoccupazione, altri al divario fra ricchi e poveri, altri ancora all’euro forte che frena le esportazioni del Made in Italy.

Beh, io voglio proporvi un’altra “possibile” spiegazione: e se il vero freno alla crescita di un paese industrializzato come il nostro fosse il “Benessere”? Se a frenare la crescita fosse il reddito di partenza alto del nostro Paese?

A sostenere questa, all’apparenza controversa e fantasiosa, tesi è un noto sociologo italiano esperto di statistiche ed economia, Luca Ricolfi, che nel suo libro “L’enigma della crescita” (Mondadori, 2014) smonta, dati alla mano, molte nostre erronee convinzioni sui fattori che stimolano o frenano la crescita.

Luca Ricolfi è professore ordinario di Psicometria presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Torino, responsabile scientifico dell'"Osservatorio del Nord Ovest", è  inoltre editorialista di La Stampa e tiene una rubrica su Panorama.
Luca Ricolfi è professore ordinario di Psicometria presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Torino, responsabile scientifico dell'”Osservatorio del Nord Ovest”, è inoltre editorialista di La Stampa e tiene una rubrica su Panorama.

“Mi sono reso conto che a dispetto di tutte le medicine con cui ci illudiamo di poter stimolare la crescita, quella del reddito di partenza (y al tempo 0) è di gran lunga la forza dominante che governa le traiettorie delle nostre economie. E tale forza gioca nettamente e pesantemente contro la crescita, e in questo senso è una controforza: un reddito di partenza elevato è un formidabile freno alla crescita, un freno che si può neutralizzare solo con enormi sforzi di trasformazione strutturale del sistema economico-sociale, ossia cercando di modificare le altre variabili che influenzano la crescita”.

La chiave del famoso boom economico italiano degli anni ’50 e ‘60, passato alla storia come il Miracolo Economico Italiano, ebbe la sua molla principale proprio nella voglia di ricostruire, di ricominciare, di tornare a produrre di un Paese, l’Italia, che usciva dalla seconda guerra mondiale devastato e dilaniato nel corpo, nella geografia e anche nell’animo. Furono proprio l’estrema indigenza, la “fame” del popolo italiano a produrre un recupero ed una ripresa economica che, appunto, fu miracolosa.

Quindi, la nostra storia recente ci insegna che non tutto il male viene per nuocere e che lì dove alcuni vedono solo macerie, altri vedono opportunità.

startupppOpportunità, è questo il leitmotiv di questo nuovo numero di  #ripartItalia: i nostri collaboratori si sono ingegnati per proporci ciascuno una propria idea di ripartenza. E, a proposito di collaboratori, questo mese abbiamo due new entry. La prima è una donna, si chiama Anna Rita Leone (classe 1984), in possesso di una Laurea Magistrale in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, che in questo suo primo articolo ci propone l’idea della “lentezza” quale controcorrente strategia per “ripartire” in un mondo che ha fatto della fretta il suo modus vivendi. La seconda new entry è Domenico Palattella (classe 1988), laureando in giurisprudenza, con una passione sfrenata per il cinema, soprattutto italiano, tanto da aver scritto una biografia sul grande attore Renato Rascel, “Arrivederci Rascel, vita e miracoli di un vero artista” (Photocity Edition, 2014), oltre ad aver fondato un’associazione ed un blog, “La Dolce Vita”, che propone da tre anni una interessantissima rassegna di cinema, “Il Grande Cinema Italiano”, nel centro storico della sua Massafra.

La Copertina d'Artista di settembre di Smart Marketing realizzata dall'artista Ezia Mitolo.
La Copertina d’Artista di settembre di Smart Marketing realizzata dall’artista Ezia Mitolo.

Domenico Palattella coadiuverà il sottoscritto nella rubrica di cinema, affrontando soprattutto i film della cinematografia italiana, estrapolando, di volta in volta, gli insegnamenti ed i suggerimenti che ogni film ha da proporre. Il suo primo articolo ci parla proprio del Miracolo Italiano e di come il cinema italiano lo ha saputo raccontare con grande perspicacia e profondità.

Infine, permettetemi di ringraziare l’artista di questa Copertina d’Artista, Ezia Mitolo amica di vecchia data, che ha proposto la suggestiva opera “Voglio fare un sacco di cose”, che rappresenta un grande cuore che si schiude ad un nuovo inizio, quello che personalmente auguro a tutti i nostri lettori.

 

Raffaello Castellano

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