Editoriale Novembre 2016 – Raffaello Castellano

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Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti d'America (USA)
Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti d'America (USA)

Raffaello Castellano (184)

 

 

 

Raffaello CastellanoAltro che caldo, l’autunno è stato bollente!

L’elezione dell’imprenditore e personaggio televisivo newyorkese Donald Trump come 45º Presidente degli Stati Uniti, successore del democratico Barack Obama, ha lasciato tutto il mondo sbigottito.

Ma, a ben vedere, a rimanere sbalorditi e sorpresi sono stati soprattutto giornalisti, osservatori politici ed esperti analisti. Il popolo americano ha fatto, né più né meno, ciò che il popolo britannico ha fatto con il referendum sulla Brexit, ossia ha votato di pancia.

L’ondata di populismo, ed in certi casi estremismo, del politicamente scorretto, che vince  e convince, non deve sorprenderci, soprattutto non noi Italiani che, in questo campo, non ci facciamo mancare niente, con i vari Berlusconi, Grillo e Salvini lì a dimostrarlo.

Il mondo, il popolo, le masse (per usare una definizione cara ai sociologi del secolo scorso) stanno virando molto velocemente e nettamente verso un voto che, in un modo o nell’altro, non è per qualcuno, o per qualcosa, ma è “contro” qualcuno o qualcosa, un voto di pancia che in ultima istanza è un voto di “protesta”.

L’elezione di Donald Trump è lì a dimostrarcelo in tutta la sua lampante evidenza. Durante la campagna elettorale, la più dura e esacerbata che l’America ricordi, il tycoon ha avuto una buona parola per tutti: immigrati, neri, messicani, donne; eppure ha raccolto migliaia di voti anche da queste categorie. La cosa che sorprende più di tutto è il fatto che abbia preso i voti anche dalle classi più povere d’America, che, pur di non votare un candidato “troppo” politico, hanno votato un miliardario.donald-trump-repubblicani-usa-1030x615

Ho sempre pensato che la preferenza di voto sia una delle decisioni che vanno meglio ponderate; credo fermamente che la pancia debba guidarci nelle nostre decisioni solo quando si tratta di fame e cibo, e che le altre decisioni della nostra vita vadano fatte di “testa”, di cervello, insomma pensandoci bene ed a lungo.

Le emozioni devono essere sempre presenti e forti in noi, ma debbono essere “temperate” dalla razionalità, “affilate” dalla logica, “battute” dal martello del dubbio sull’incudine del rigore. Solo così possiamo “decidere” con un margine sottilissimo di errore, solo così esercitiamo il nostro dovere di cittadini, di entità raziocinanti e diveniamo autentici esseri umani.

Ma lasciamo la politica internazionale e veniamo ad argomenti più piacevoli e leggeri: questo numero è dedicato, in fondo, al Natale che verrà, ed è stato magnificamente illustrato dalla bravissima Antonia Bufi, che ci ha proposto un Babbo Natale contemporaneo, che sceglie e compra i suoi, ed i nostri, regali attraverso un tablet, su internet, metafora disincantata ed amara dei tempi in cui viviamo.

Già m’immagino queste feste 2016, le famiglie riunite, a casa o al ristorante, tutti indaffarati a smanettare sui propri tablet e smartphone, totalmente incuranti degli “altri” seduti a tavola, delle festività e del clima natalizio, completamente immersi nella propria vita virtuale e, allo stesso tempo, totalmente disincagliati dalla vita vera.

13Ecco, io mi auguro che questo Natale 2016 sia l’occasione per riscoprire i legami veri, la vita autentica, gli amici reali e gli affetti familiari.

Qui, ora, in questo momento, auguro a ciascuno di noi di festeggiare il Natale che verrà, “di pancia”, pieno di emozioni, di sentimenti e di vita vera. La razionalità, solo questa volta, lasciamola per le decisioni più serie, magari per quelle politiche.

Ma, badate bene, come in tutte le cose della vita le buone intenzioni non bastano, bisogna lavorare ed agire affinché si tramutino in abitudini, fatti e cose concrete, altrimenti rimarranno solo buoni propositi e lettera morta. Del resto lo aveva già detto Karl Marx: “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”.

Tanti Auguri!

Raffaello Castellano
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