Editoriale N° 6 – Raffaello Castellano

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Raffaello Castellano (120)

 

 

Raffaello CastellanoParliamo di numeri: 140 paesi partecipanti, 20 milioni di visitatori stimati, 1 milione di metri quadrati di superficie complessiva del sito espositivo, 6 mesi di durata dell’intera manifestazione. Molti di voi sicuramente avranno capito che stiamo parlando dell’EXPO 2015, che verterà sull’argomento del Cibo (il sottotitolo infatti è Nutrire il Pianeta). Ma accanto a queste cifre ci sono anche queste: 870 milioni di persone che hanno sofferto di denutrizione nel biennio 2010-2012, 2,8 milioni di persone che muoiono, ogni anno, per malattie legate all’obesità o al sovrappeso.
Il mondo, alla vigilia della grande Esposizione Universale, è diviso fra abbondanza e povertà, fra chi muore di fame e chi non riesce a fare un singolo pasto al giorno , e chi invece ha fatto del mangiare smodatamente una vera patologia e butta nella spazzatura moltissimi alimenti ancora buoni (secondo la FAO, ogni anno finisce nelle pattumiere 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, un terzo di quello prodotto). Le questioni psicologiche di questo paradosso sono affrontate da Armando De Vincentiis nel suo pezzo, al quale vi rimandiamo. Nel frattempo è un po’ che, guardando la televisione, assistiamo al proliferare di programmi legati alla cucina, che, dopo quelli sportivi, sono i più visti e quindi i più programmati dai vari network. Ogni canale ha il suo programma di cucina, il suo chef stellato, il suo talent legato al cibo.
Cibo, cibo, cibo dovunque ci giriamo, eppure l’Italia, patria di una delle tre grandi gastronomie mondiali (le altre due sono quella francese e quella cinese), è fra i primi paesi europei per malattie legate all’abuso di cibo ed incidenza di obesi, sopratutto fra i bambini: Quello che manca sembra essere una vera cultura del cibo ed educazione alimentare, in barba alla nostra tanto declamata, ma assai poco applicata, “dieta mediterranea”, che recentemente è stata inserita dall’UNESCO fra i Patrimoni Immateriali dell’Umanità. Ma, come spesso accade, proprio ciò che sembrava ci stesse danneggiando, e sto parlando della Crisi economica, ci sta costringendo a rivedere il nostro rapporto con il cibo: per la prima volta, dal dopoguerra, anche gli evoluti paesi europei si stanno confrontando con il problema della povertà, che sta stringendo paurosamente i cordoni della spesalogo-smarknews-quadrato-e-sito alimentare pro capite. Anche noi Italiani, notoriamente buongustai e goderecci in fatto di cibo, abbiamo ridotto notevolmente questo capitolo di spesa. Anche i programmi tv si sono adeguati: sul canale La7 il grande chef Jamie Oliver sta conducendo un programma dal titolo “Ricette a 5 euro”, dove insegna come valorizzare alimenti poveri, riutilizzare gli avanzi, usare al meglio dispensa e congelatore; i trucchi che ogni ristorante, che lo sappiate o no, applicano da sempre. In Italia un suo epigono è il noto chef fiorentino Fabio Picci, famoso per le sue numerose partecipazioni televisive. Ma l’antesignano di tutti questi cuochi pluristellati della porta accanto è comunque italiano, o meglio italiana: si chiamava Amalia Moretti Foggia Della Rovere, classe 1872, una delle prime donne a laurearsi in Italia, che dal 1926, prima con una rubrica di consigli medici (la sua prima laurea era in scienze) e successivamente, dal 1929 fino al 1947, con la rubrica “Tra i fornelli” e lo pseudonimo di Petronilla, insegnò ad un Paese retrogrado e scarsamente informato norme igieniche, scientifiche e culinarie, fornendo consigli pratici per cucinare con poco cibo e tanta fantasia. L’Italia allora aveva molta fame e poco cibo e Petronilla, dalle pagine de La Domenica del Corriere, che tirava 1.170.000 copie “settimanali”, come una blogger ante litteram dispensava ricette e consigli.
Un esempio, Amalia Moretti Foggia Della Rovere, di competenza, capacità divulgative e fantasia culinaria, alla quale tutti i Picci e Oliver sono debitori, alla quale ogni giornalista dovrebbe guardare con ammirazione (oltre 800 gli articoli scritti come Petronilla), ai cui preziosi consigli ogni italiano dovrebbe tornare, per combattere la crisi con poco cibo e tanta fantasia.
Buona lettura e buon appetito.

Raffaello Castellano

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