Editoriale Gennaio 2015 – Ivan Zorico

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 Ivan ZoricoPanta rei: tutto scorre! Così Eraclito rappresentava e spiegava quello che ci circonda. Un continuo divenire nel quale tutto si muove e nulla rimane immobile.
E in effetti oggi, come ieri, il mondo intorno a noi corre veloce; sempre in continua trasformazione. Noi stessi oggi, a pensarci bene, non siamo più quelli di ieri e tantomeno quelli di domani. Tutto è in perenne movimento.
Ma c’è stato un tempo in cui un Qualcosa ha interrotto bruscamente questo ciclo. Ed è stato qualcosa che ha segnato profondamente la storia dell’uomo, come mai prima di allora. Un qualcosa che ha toccato, intimamente, il senso stesso della parola umanità. Qualcosa, quindi, che non poteva scorrere e che non poteva passare, proprio perché non rientrava in nessuna logica ascrivibile all’essere umano e al mondo così come lo si conosceva. O almeno, purtroppo, così si poteva immaginare. Lo stesso qualcosa che, è bene ricordarlo, è successo in casa nostra. Nelle nostre strade, nei nostri quartieri, nelle nostre città e nel cuore dell’Europa intera.
Questo qualcosa ha un nome; si chiama Shoah! Una parola che, sinceramente, faccio sempre fatica a pronunciare. Troppe sono le immagini che mi vengono alla mente. Troppe sono le emozioni suscitate dai libri, film e documentari che negli anni hanno cercato di campoconcentramento (1)raccontare quello che è successo fra il 1939 ed il 1945. Ma soprattutto mi è ingestibile pensare di cosa è stato capace l’uomo: 6 milioni di Ebrei (di cui 8000 italiani) uccisi dai nazisti nei campi di sterminio, allo scopo di creare un mondo più “puro”. E prima che iniziasse quella che i tedeschi chiamavano la “soluzione finale”, gli ebrei negli anni precedenti al 1939, subirono pesanti denigrazioni ed emarginazioni dalla vita sociale, dapprima in Germania e poi negli altri Paesi europei. Il 27 Gennaio 1945 avvenne la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, ad opera delle truppe dell’Armata Rossa. In quel giorno si mise (in qualche modo) la parola fine a quel massacro, tanto che, il 27 Gennaio, è poi divenuto per tutti il giorno della commemorazione. Per l’appunto: il “Giorno della Memoria”.
Quando in redazione ci siamo ritrovati a dover scegliere l’argomento per il mese di Gennaio, la scelta è stata obbligata! Non si poteva parlare di null’altro. Proprio perché come ho scritto, si tratta di Qualcosa che esula dal tempo e che ci costringe alla perenne riflessione. Certo voi lettori abituati a leggere su Smart Marketing notizie riguardanti aspetti economici e nuove tecnologie, vi starete domandando il perché di questa scelta tematica. Cosa può avere in comune un giornale che parla di comunicazione, economica e social network con la Shoah?
Purtroppo sono costretto a contraddirvi. E proprio perché ci sono moltissimi aspetti coincidenti con la nostra anima editoriale. Il primo: una grande crisi economica avvenuta in Germania intorno agli ’20 del secolo scorso ha generato l’ascesa al potere di Hitler. Il secondo: oggi, “nuovi populismi” si cibano di vecchie ideologie e proliferano anche per mezzo delle nuove tecnologie, ancora una volta, in tutta l’Europa. Il Terzo: l’arma più potente, capace di trasformare l’animo di milioni di persone, è stata la Comunicazione e la Propaganda.
La copertina del numero 9 di Gennaio 2015 di Smart Marketing, opera originale dell'artista Giulio Giancaspro.
La copertina del numero 9 di Gennaio 2015 di Smart Marketing, opera originale dell’artista Giulio Giancaspro.
All’interno del giornale troverete quindi testimonianze video, articoli di apprendimento e rubriche in grado di raccontare, sempre a nostro modo, quello che è avvenuto ormai 70 anni fa. Ma non ci siamo fermati solo a questo. Troverete dei parallelismi con quello che è stato definito l’11 settembre europeo (Charlie Hebdo e i fatti di Francia) e con l’avanzare del populismo nel vecchio continente. Questo numero è per giunta impreziosito da due interventi davvero significativi: l’intervista al Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici,ed un articolo a firma del Presidente dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) di Taranto, Giovanni Battafarano.
Voglio anche ringraziare l’artista ed il graphic designer Giulio Giancaspro che ha realizzato la copertina del giornale che, come sapete, annuncia l’uscita del nuovo numero.
Grazie ovviamente a tutti i collaboratori che si sono impegnati per raccontare ed analizzare questo delicatissimo tema, con la consueta professionalità e dedizione.
Questo è quindi il nostro piccolo contributo per non dimenticare. La redazione spera che incontri i vostri favori, che aiuti a pensare e che, in qualche modo, possa essere anche utile.
Grazie e buona lettura.

Ivan Zorico

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