Editoriale Aprile 2016 – Raffaello Castellano

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Raffaello Castellano (137)

 

 

Raffaello CastellanoDue anni di vita, 24 copertine, quasi 300 gli articoli: sembra ieri quando, il 4 febbraio 2014, alle 16:56, l’amico Ivan Zorico, emigrato dalla fiorente Puglia in quella triste e plumbea area di Milano in Lombardia, mi scriveva su Messenger:  “we, bello, senti, ma perché non ce lo facciamo anche noi???”, allegandomi il link di un sito che spiegava gli adempimenti burocratici per registrare un giornale. Subito dopo postava un secondo messaggio, scrivendo: “dobbiamo pensare solo ad un’area tematica di interesse ben definita per differenziarci da quegli on line prettamente farciti di cronaca locale” e fu così che, fra una fitta corrispondenza in chat ed alcuni densi appuntamenti al bar con portatile e scartoffie varie, prese forma quello che, a distanza di due anni, è diventato un piccolo ma significativo punto di riferimento per oltre 3000 lettori al mese.
Il sottoscritto ed Ivan Zorico si erano conosciuti pochi anni prima (Aprile del 2011) a Taranto, entrambi partecipanti ad un Corso di Formazione Professionale dal titolo altisonante  “Esperto di Marketing Culturale dei Sistemi Ambientali e Culturali”, lui fresco di una Laurea Magistrale in Informazione e Sistemi Editoriali, conseguita all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, io con un’esperienza di 15 anni come operatore culturale, reduce da un praticantato giornalistico di due anni, presso la redazione de “La Voce di Massafra”, dove mi occupavo delle pagine culturali del settimanale, di Antonio Dellisanti Editore. È curioso che una delle amicizie più significative della mia vita sia nata ad un corso di formazione professionale: una volta, neanche tanto tempo fa, le amicizie più intense, dopo quelle scolastiche, avvenivano durante il servizio di leva, ma sarà anche questo un segno dei tempi, in un’Europa oramai pacificata; il governo di Bruxelles propende per cittadini obbiettori di coscienza ma super-istruiti.Conversazione
Non sapevamo ancora che quelle 600 ore passate al corso avrebbero dato vita prima ad un’Associazione di promozione Sociale dal nome ERIS e poi, a distanza di qualche anno, anche a questo progetto editoriale. Ma furono certamente questi studi sul Marketing Culturale e l’attività, frenetica e coinvolgente, della neo associazione ERIS a condizionare la scelta di puntare proprio sul marketing e la cultura come aeree tematiche per il giornale; sapevamo che lì, su quelle pagine, web o cartacee che fossero state, avremmo potuto sviluppare le nostre idee e coltivare le nostre passioni.
Da subito siamo stati circondati da una serie di collaboratori entusiasti e motivati, in primis l’amico e mentore Luca Battista, architetto professionalmente schizofrenico, come lui stesso si definisce, e grande esperto di informatica e nuove tecnologie (era stato uno dei professori del corso di Marketing Culturale), che progettò il sito della testata e ci indottrinò su WordPress (che io già conoscevo e bazzicavo un po’).
Sono stati tanti altri che si sono avvicinati: penso ad Armando De Vincentiis, illustre psicologo, consulente scientifico del CICAP e scrittore, a Christian Zorico, economista e gestore Fixed Income ed Equity, a Jessica Palese, esperta in marketing e comunicazione con un Master in Social Media Marketing and Community Managament, a Diego Durante, anche lui esperto di marketing e comunicazione, a Simona De Bartolomeo, laureata in scienza della comunicazione e con una notevole esperienza nella gestione di secondo compleanno bloguffici stampa e nell’organizzazione di eventi, oltre che frequentatrice del corso di Marketing Culturale di cui sopra e tra i fondatori dell’associazione ERIS, a Maddalena D’Amicis, Perito Commerciale ed esperta di Marketing e Comunicazione d’Impresa, oltre che fine ed anticonvenzionale esperta ed appassionata di musica (anche lei frequentatrice del corso di Marketing Culturale e tra i fondatori dell’associazione ERIS). Penso a Domenico Palattella, appassionato, anzi fanatico, di cinema italiano e Critico Cinematografico, penso ad Anna Rita Leone, neo laureata in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, oltre che grande appassionata di filosofia, ed a tutti gli altri che hanno contribuito a fare del giornale ciò che è oggi.
Due anni non sono pochi, neanche on line, soprattutto se consideriamo gli andamenti del mercato editoriale in Italia, la concorrenza, la mancanza di inserzionisti pubblicitari e tanti altri piccoli e grandi problemi che solo chi si butta in un’avventura imprenditoriale conosce e può capire.
Noi di Smart Marketing abbiamo investito energie e risorse in questo progetto proprio quando altre testate chiudevano i battenti, abbiamo creduto nelle nostre idee, nei nostri sogni, nelle nostre capacità e nelle varie professionalità che ci hanno seguito. Abbiamo creduto in un’informazione libera, abbiamo creduto nella cultura come cardine del progetto, abbiamo creduto nell’innovazione come spinta al progetto, abbiamo creduto nell’approccio multi disciplinare come leitmotiv del progetto, da ultimo abbiamo creduto nell’arte come collante che tenesse insieme tutte le categorie precedenti.
L’arte, proprio quella che dal gennaio 2015 fa capolino dalla copertina del nostro magazine, in quell’iniziativa, più che mai fortunata, de La Copertina d’Artista, che è diventata un osservatorio privilegiato per analizzare l’informazione, la politica, il costume, le nuove tecnologie, i fatti e noi stessi attraverso gli occhi di quegli oracoli dei giorni nostri che sono appunto gli artisti.SLIDER 2 ANNI SMART MARKETING STANDARD - RAFFAELLO
La copertina d’artista si è poi evoluta nella collettiva d’arte contemporanea “News-Cover. Notizie, Immagini e visioni ai tempi dell’Infotainment che, mentre scrivo questo editoriale (fine aprile), è alla sua terza tappa, ospitata nella splendida chiesa di Sant’Andrea degli Armeni in città vecchia a Taranto, e che poi proseguirà nel Laboratorio Urbano Mediterraneo di San Giorgio Jonico dal 20 maggio al 19 Giugno.
Cosa resta da dire? Forse solo un grande grazie a tutti quanti i collaboratori, gli artisti e soprattutto a voi lettori che ci incoraggiate a proseguire questo nostro cammino; per ringraziarvi e chiudere questo lungo editoriale e riassumere e ribadire l’importanza della cultura, prenderò in prestito le parole del grande politico, filosofo, giornalista, linguista e critico letterario italiano, troppo in fretta dimenticato, Antonio Gramsci:
“Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.”

Raffaello Castellano

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