Va dove ti porta la wi-fi. Questo è il motto del lavoro agile che in tempi di pandemia sta andando per la maggiore. I dati dell’Osservatorio The World after Lockdown di Nomisma e Crif dicono che siamo passati da una nicchia del 3% degli occupati nel 2019 al 34% delle aziende nel 2020 sul totale degli occupati. Da meno di un milione si è arrivati ben presto a 7 milioni, divisi in 5 nel settore privato e 2 nella pubblica amministrazione.

Lo studio di Assolombardia con il Politecnico di Milano è andato ad analizzare anche la percentuale di lavoratori potenziali, per lo più white collar, che effettivamente possono o avrebbero potuto svolgere il lavoro da remoto. Nel 2019 la percentuale di impiegati che effettivamente svolgevano un lavoro a distanza in aziende con più di 10 dipendenti era pari al 15%. A marzo 2020 il dato è salito al 43,9 per scendere al 33,8 nel settembre 2020. L’idea è che il valore potrebbe stabilizzarsi, anche in periodo post pandemia, intorno al 35,7%.

Questa nuova normalità riguarderà quindi una buona fetta di impiegati e portando a rivalutare anche gli spazi e l’idea di spostamenti.

Uno dei punti cruciali nella scelta dell’abitazione è sempre stato quello della vicinanza al posto di lavoro, anche se negli anni la mobilità del mercato dell’occupazione ha costretto a rivedere, almeno parzialmente, gli spostamenti. Spesso poi sono le stesse aziende a richiedere la vicinanza al posto di lavoro, rendendo questo parametro una prima scrematura delle candidature.

Scopri il nuovo numero: “Holiday working”

Se l’anno scorso abbiamo scoperto il remote, lo smart e il south working, oggi si fa strada un nuovo concetto di lavoro: l’holiday working. Con un pc al seguito ed una connessione a internet è possibile lavorare ovunque, mantenendo inalterati i livelli di produttività. La rivoluzione è compiuta: non importa dove lo fai, ma cosa fai!

La possibilità attuale di lavorare da casa o in luoghi dedicati ha fatto rivalutare l’idea degli spazi e la scelta di zona abitative più distanti, influenzando anche il mercato immobiliare. La preferenza di aree immerse nel verde, a volte anche isolate, è stata una delle grandi rivoluzioni della pandemia.

Le città si spopolano a vantaggio delle periferie.

L’incontro tra domanda e offerta potrebbe essere nelle proposte delle case a 1 euro, che molte aree rurali o montane hanno accolto con difficoltà in un recente passato e invece ora diventano opportunità interessanti. L’idea di cambiare vita sembra essere possibile. L’unico limite, ovviamente, la connessione internet ultraveloce.

E se, nell’attesa di cambiare residenza, si sta pensando alle vacanze, il lavoro a distanza permette anche un trasferimento temporaneo in località turistiche, per chi vuole ci sono le classiche case vacanza al mare, ma alcune nazioni mettono a disposizione dei veri e propri bonus economici per chi decide di trascorrere le vacanze all’estero.

Dagli sconti sui soggiorni di Malta alla quarantena in yatch di lusso per chi decide di avventurarsi fino in Thailandia. Con una connessione, sembra davvero tempo di riprendersi un po’ di spazio nel mondo.

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