Quanto spesso negli ultimi tempi ci imbattiamo in concetti nuovi ma talmente sentiti che ci sembrano già vecchi? E’ il caso di parole come rivoluzione digitale e digital transformation talmente entrate nell’uso comune che forse non ci si è mai realmente fermati a capire che cosa vogliono davvero dire.

Per rivoluzione digitale si intende l’espansione che prodotti e servizi digitali hanno visto negli ultimi anni in diversi settori con impatto sociale, economico, politico.

Per stare ai tempi di questa “rivoluzione” ecco che le aziende si devono attrezzare innovando le organizzazioni e cogliendo l’ampia opportunità che il digitale fornisce loro. La tecnologia è un valido mezzo che ci proietta verso l’innovazione ma da sola non basta, anzi non è sufficiente.

E’ opportuno creare una visione verso l’innovazione dove la cultura digitale sia alla base della formazione delle persone e il #digitalmindset una strategia. Va creato quel qualcosa chiamato anche #digitaldistruption quel cambiamento mentale che si mette in discussione ricercando elementi innovativi, momenti ispirazionali, supporti tecnologici che guidano un radicale e definitivo cambiamento anche rispetto al modello di business fino a quel momento attuato.

E’ una trasformazione che cambia radicalmente il modo di lavorare e le modalità con le quali l’azienda si relaziona con i propri stakeholders, un’immagine diversa, un modo di comunicare diverso, un modo di vendere altrettanto diverso.

La grande sfida non è creare una cultura del digitale e farne parte integralmente ma, evitare che sia semplicemente una moda, un trend. Questo accade quando non si sa realmente dove si vuole andare, quella visione che ci si auspica non è realmente nitida e quell’integrazione che ci si aspetta tra tecnologia e mentalità, in realtà, è solo presente sulla carta.

La difficoltà sta anche nel fatto che non esistono le regole da seguire alla lettera ed ogni azienda è a sé e reagisce a modo suo a questo cambiamento. La chiave giusta sta nell’identificare la strada che è maggiormente percorribile e che più facilmente porta ai grandi risultati. Perché di grandi risultati si tratta e parlano chiaramente i dati che prevedono un forte incremento delle spese in ambito digital su tutti i settori dall’healthcare ai beni di lusso, nessuno escluso.

D’altronde come si può chiudere gli occhi quando intono a noi l’Internet of Things rende ogni oggetto connesso, i Big Data ci forniscono informazioni su qualsiasi cosa e l’Intelligenza Artificiale è il futuro presente?

L’importante è sapere come muovere le carte e farsi guidare da chi sa come stare al tavolo da gioco.

Coa'è la Digital Transformation

Tre i grandi pilastri sui quali focalizzarsi:

  1. Trasformazione della Customer Experience
  2. Trasformazione dei processi operativi
  3. Trasformazione dei modelli di business

Prestando, però, grande attenzione a elementi che possono sembrare scontati ma che senza i quali non sarà possibile fare la differenza.

Grande attenzione, infatti, va sulle persone che dovranno riuscir a lavorare in un ambiente sempre più collaborativo e coinvolgente dove la comunicazione è l’aspetto più importante, quello che permetterà di rendere le diverse fasi del progetto di trasformazione digitale più semplice.

Ci vuole competenza e conoscenza in un piano strategico integrato dove la tecnologia è un puro strumento che deve lasciare convivere con tanti processi obsoleti, “analogici” ancora un po’ retrò ma che fisiologicamente non possono essere dall’oggi al domani cancellati.

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La grande sfida è, infatti, proprio questa il nuovo potrà sorpassare il vecchio solo quando quest’ultimo avrà effettivamente dato il proprio massimo, se ancora una piccola parte di esso può essere utile a preparare al cambiamento allora vuol dire che ancora non si è pronti a passare il testimone.

Mi chiedo non è come la vita? Siamo forse anche noi delle macchine che lavoriamo fino a quando non abbiamo più nulla da dare per passare il testimone?

Si è così, ma questa è la versione pessimistica dell’esistenza, quella tradizionale, quella obsoleta, quella “analogica”

La versione innovativa e digitale ci direbbe, invece, che il giovane si appresta a camminare in quella strada realizzata dal vecchio con tanti sacrifici che a missione compiuta “regala” il suo sapere a disposizione del nuovo che sarà anche esso vecchio tra un po’… e il ciclo si ripete!

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