La 66esima edizione dei David di Donatello entra nel vivo con le attesissime nominations di quella che sarà ricordata, tristemente, come l’edizione dell’anno “senza cinema”, per le ormai note motivazioni “pandemiche”. Nella giornata del 26 marzo scorso sono state annunciate alla stampa le candidature, dei David, che ricordiamolo con orgoglio, in ossequio alla gloriosa storia del cinema italiano, sono i secondi premi nazionali più prestigiosi del mondo, dopo i famigerati Oscar hollywoodiani. Risaltano subito all’occhio due candidature che ci riportano malinconicamente ai fasti del nostro passato: troviamo Sophia Loren candidata come migliore attrice protagonista per “La vita davanti a sé”; e Renato Pozzetto candidato come migliore attore protagonista per “Lei mi parla ancora”.

Pupi Avati e Renato Pozzetto sul set del film "Lei mi parla ancora".
Pupi Avati e Renato Pozzetto sul set del film “Lei mi parla ancora”.

Recordman di nominations si issa “Volevo nascondermi”, di Giorgio Diritti, che ottiene l’incredibile cifra di 15 candidature; seguono con 14 candidature Hammamet” di Gianni Amelio e con 13 Favolacce” dei D’Innocenzo.

Occupiamoci ora delle 4 categorie strettamente attoriali. Cinquina di livello estremo, forse mai così alta nel nuovo millennio, per la qualità dei nomi che lo compongono, quella del migliore attore protagonista: Kim Rossi Stuart per Cosa sarà, Valerio Mastandrea per Figli, Pierfrancesco Favino per Hammamet, il già citato Renato Pozzetto per Lei mi parla ancora e infine Elio Germano per Volevo nascondermi. Bisogna dirlo, anche la stessa categoria declinata al femminile, è di altissimo livello, arricchita dalla presenza tra le candidate, della “leggendaria” Sophia Loren, che per forza di cosa, sembra essere la naturale favorita. Accanto a lei troviamo Vittoria Puccini per 18 regali, Paola Cortellesi per Figli, Micaela Ramazzotti per Gli anni più belli e Alba Rohrwacher per Lacci.

Un gradino più in basso, ma sempre di ottimo livello, le due categorie dei migliori attori non protagonisti. Al femminile la cinquina si compone così: per 18 regali Benedetta Porcaroli, per Favolacce Barbara Chichiarelli, per Hammamet Claudia Gerini, per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose Matilda De Angelis e per Magari Alba Rohrwacher. Miglior attore non protagonista: per Favolacce Gabriel Montesi e Lino Musella, per Hammamet Giuseppe Cederna, per L’incredibile storia dell’Isola delle Rose Fabrizio Bentivoglio, per Lacci Silvio Orlando.

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Esattamente coincidenti invece, le due categorie principali, quelle più ambite, ovvero miglior film e migliore regia: Favolacce (Fabio e Damiano D’Innocenzo), Hammamet (Gianni Amelio), Le sorelle Macaluso (Emma Dante), Miss Marx (Susanna Nicchiarelli) e Volevo nascondermi (Giorgio Diritti). Nella categoria miglior canzone originale abbiamo la presenza di Laura Pausini con Io si (Seen) per La vita davanti a sé di Edoardo Ponti, figlio della grande Sophia Loren. Ebbene Laura Pausini è in lizza per un incredibile e memorabile “triplete”, per usare un termine calcistico: ha già vinto ai Golden Globe, ed è candidata sia agli Oscar che ai David. Accanto all’ovvia favorita della categoria, tra gli altri, abbiamo anche Claudio Baglioni per Gli anni più belli e Checco Zalone per Tolo Tolo. Quest’ultimo film, in lizza anche per il David Giovani è già sicuro di assicurarsi la statuetta del David dello Spettatore, conferito al film che nell’anno solare precedente, ha staccato più biglietti in sala.

Citiamo ora la categoria come miglior film straniero, ricco di pellicole e di registi che hanno fatto grande il cinema mondiale: 1917 di Sam Mendes, I miserabili di Ladj Ly, Jojo Rabbit di Taika Waititi, Richard Jewell di Clint Eastwood, Sorry we missed you di Ken Loach. E poi a seguire ci sono tutti gli altri premi, alcuni tecnici (come miglior effetto sonoro, miglior acconciatore, miglior montatore, migliore scenografia, migliore sceneggiatura), alcuni legati alla regia (migliore regista esordiente) e alcuni legati ai generi filmici (miglior documentario e miglior cortometraggio, quest’ultimo già assegnato ad Anne di Stefano Malchiodi e Domenico Croce).

La cerimonia di premiazione si svolgerà martedì 11 maggio in prima serata su Rai 1, condotta per la sesta volta, la quarta di fila, da Carlo Conti, con i candidati che probabilmente saranno in presenza e non collegati da casa come accadde l’anno passato, un po’ sulla falsariga dell’organizzazione dello scorso Festival di Sanremo: senza pubblico e con candidati, operatori e conduttore sottoposti a tamponi preventivi.

 

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