Dalle nozze di stagno a quelle di oro di 5 capolavori assoluti del cinema.

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Il nostro mensile dedica questo numero agli anniversari importanti del 2019 ed io, per parlare di cinema, ho a disposizione tantissimo materiale, eterogeneo ed interessante. Fare una selezione dei film che quest’anno compiono un anniversario importante non è stato semplice, numerosi i generi e tanti i capolavori. Ho provato a sceglierli partendo da un anniversario fresco come quello dei 10 anni, dove è ancora semplice ricordare il film e le sensazioni che ci ha lasciato, fino ad arrivare a quello dei 50 anni, le nozze d’oro di pellicole indelebili.

10 anni di “Avatar” (2009)

E’ il film che detiene il record come campione d’incassi al botteghino con 2,8 miliardi di dollari (record che potrebbe essere superato da “Avengers: Endgame”). Film di fantascienza ideato e diretto dal regista James Cameron (già campione d’incassi con il colossal “Titanic”), narra la storia di Jake Sully, un ex marine sulla sedia a rotelle, che è stato reclutato per viaggiare anni luce fino al pianeta Pandora, dove si sta estraendo un minerale che è la chiave per risolvere la crisi energetica sulla Terra. L’atmosfera sul pianeta, però, è tossica per gli umani, quindi, sono stati creati degli esseri simili in tutto agli umani che, invece, si trovano al sicuro dentro la base e che guideranno, collegando le loro coscienze, questi avatar, ibridi sviluppati geneticamente dal dna umano unito al dna degli abitanti nativi di Pandora, i Na’vi. Opera che ha segnato la storia del cinema, soprattutto per gli effetti speciali, essendo stato concepito dal regista appositamente per la visione in 3D; tra i tanti premi, è vincitore di 3 Oscar: Miglior fotografia, Migliori effetti speciali e Miglior scenografia.

20 anni di “Essere John Malkovich” (1999)

Film nato dal connubio tra il visionario regista Spike Jonze e l’inventivo sceneggiatore Charlie Kaufman, è la storia di Craig (John Cusack), burattinaio che, spronato dalla moglie Lotte (una giovanissima Cameron Diaz, che non siamo abituati a vedere così trasandata), trova lavoro come archivista, in una ditta che si trova al settimo piano e mezzo di un grattacielo di New York. Ma ancora non capiamo cosa c’entra l’attore John Malkovich in tutto questo. Craig un giorno scopre per caso, dietro un armadio, un passaggio segreto, un tunnel e percorrendolo si ritrova catapultato in un’esperienza unica: essere John Malkovich. Il regista statunitense esordisce alla regia nel 1999, con questa perla cinematografica, grottesca e surreale, che catapulta lo spettatore in una storia assurda, per poco più di 100 minuti, e il protagonista in un altro corpo, per soli 15 minuti.

30 anni di “L’attimo fuggente” (1989)

Capolavoro del regista Peter Weir, ambientato nel 1959, con protagonista il grande Robin Williams, nei panni del prof. John Keating, che in questo film ci regala un’interpretazione toccante ed illuminante. L’insegnante guida con passione la sua classe del collegio maschile Welton, nell’emozionante mondo della letteratura e della poesia e con i suoi metodi poco ortodossi segnerà per sempre le loro vite. E’ difficile scegliere il miglior film dell’attore americano che troppo presto ci ha lasciati, ma sicuramente questa è una delle pellicole in cui maggiormente ci ha entusiasmato e commosso. Oscar alla Miglior sceneggiatura originale allo sceneggiatore Tom Schulman, per un film pieno di riferimenti e citazioni letterarie.

40 anni di “Apocalypse now” (1979)

Francis Ford Coppola dirige il film di guerra che rimarrà indelebile nella storia del cinema. Ambientato durante la guerra in Vietnam, segue la vicenda del capitano dei corpi speciali Benjamin Willard, che riceve l’ordine di uccidere il colonnello Kurtz, che sta combattendo una guerra personale ai confini fra il Vietnam e la Cambogia. Le riprese di questo imponente film diventano un’odissea, tra alcol e droghe, complicazioni con la polizia, problemi di salute del regista e degli attori, la sua realizzazione finisce per durare un totale di dieci anni. Nonostante tutto questo, il film vince due premi Oscar, per la Miglior fotografia (all’italiano Vittorio Storaro) e per il Miglior sonoro ed anche la Palma d’Oro a Cannes, con una versione neanche definitiva.

50 anni di “Prendi i soldi e scappa” (1969)

E’ il primo film diretto, interpretato e sceneggiato, da Woody Allen, e racconta la storia di un rapinatore maldestro i cui tentativi di delinquere si risolvono sempre in numerosi grotteschi disastri; entra ed esce di prigione finché viene condannato a ottocento anni di carcere. Il regista gira un finto documentario, con lo stile del documentario, infatti, realizza filmati di repertorio e interviste, dando vita a gag semplici ed efficaci, che nel corso della sua produzione cinematografica rappresenteranno la sua personale ed inconfondibile cifra stilistica. Nel 2000 l’American Film Institute ha inserito “Prendi i soldi e scappa” al 66° posto della classifica delle migliori cento commedie statunitensi.

Il mio augurio per questo anniversario è che il 2019 (così come gli anni successivi) possa regalarci altri capolavori, da poter ricordare, con piacere ed emozione, tra 10, 20, 50 anni. 

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