Dal corto d’autore al brand storytelling: i nuovi spot di Natale

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A Natale siamo tutti più buoni, vestiti di rosso, pieni di dolci e propositi per il futuro, pronti a spendere e fare regali.

Sarà ancora la pubblicità ad animare il commercio?

Dal trend che da alcuni anni seguono molte major sono le emozioni a vincere sulle offerte speciali. Non sempre sono esattamente spot per reclamizzare prodotti, spesso è la storia collegata al brand che suscita sentimenti e immedesimazione.
E’ una nuova frontiera di storytelling, per chi è nativo digitale (ma non solo), vive su Youtube e non ha problemi a ritagliarsi 4 minuti per un corto d’autore. Per chi è meno dedito alla lettura, raccontare una storia emozionante tramite immagini, musica evocativa, immedesimazione è la formula vincente e sempre più aziende adottano questa strategia in periodi proficui come il Natale.

I costi non sono per tutti e le tempistiche per l’ideazione, il progetto, la realizzazione e la messa in onda sono decisamente più lunghi di un semplice storyboard da cui estrapolare uno spot. Ciò che attira i grandi registi è la possibilità di sbizzarrirsi con idee creative e inedite; ciò che solletica le aziende è la possibilità di realizzare qualcosa di esclusivo con un vasto seguito.
L’idea alla base è di incuriosire il pubblico con pochi spezzoni in TV per lasciare grande spazio (e si spera anche viralità) alla rete.

Non ci possono essere corti d’autore senza social network e influencer che ne parlano.

E se da cosa nasce cosa, un video tira l’altro ed è a colpi di visualizzazione che se ne arriva a parlare anche in trasmissioni TV e telegiornali amplificando l’effetto mediatico.
Questa rappresenta una politica a lungo termine volta a istruire i giovani di oggi per renderli consumatori fedeli di domani, anche se per il momento il loro potere o decisione d’acquisto sono troppo esigui.
Alla base di tutto c’è la storia, distintiva ed emozionante, mentre il brand è nascosto tra le situazioni che si intrecciano. Più si cela e si camuffa, più entra prepotentemente nella testa di chi segue lo spot che si trova spiazzato quando, nel bel mezzo del film, compaiono elementi distintivi che ricollegano al marchio.

Una sorta di pubblicità subliminale? Forse.

O ci piace credere siano solo storielle a cui affezionarsi, regali sotto l’albero che le aziende ci fanno per divertirci, impressionarci e immedesimarci.

Quest’anno il fenomeno virale per eccellenza è lo spot dei supermercati Sainsbury’s che è arrivato fino a noi dall’UK.

Ma anche aziende nostrane, sopratutto quelle stagionali hanno voluto impressionare con le emozioni in rete. La TV infatti è sempre più restia a offrire spot di lunga durata e i costi infinitamente più alti del web la fanno sempre più abbandonare. Mediaset stessa dichiara che gli introiti della pubblicità sulle sue reti televisive sono in netto calo e sopravvive solo quella nei canali dell’offerta calcio.

E quando il Natale passa, sarà un’altra kermesse, ricorrenza o festival a permettere a grandi autori di sbizzarrirsi con nuovi copioni, reinventando e raccontando storie già sentite o mai scritte.

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