Pizza, mafia e mandolino. E’ solo questo che rende famosa l’Italia? Fortunatamente no.

Un piccolo spezzato di mondo, un territorio unico e variegato che in pochi chilometri regala esperienze diversissime. Un settore su cui puntare che non sente la crisi sembra essere quello del turismo, che, favorito da una geografia così particolare, offre sempre grandi soddisfazioni. Ma si può sempre migliorare. E si possono sempre correggere gli errori.

Ecco una carrellata delle worst e best practice nostrane.

  1. Uffici promozione turistica chiusi

Al primo posto tra le peggiori cose che possono capitare ad un turista c’è quella di trovare gli uffici di promozione e di prima necessità chiusi, o con orari impossibili.

Un esempio? In molte zone balneari per avere notizie sugli eventi e sul territorio non è possibile ottenere informazioni dopo le 18. Alcune strutture e uffici in zone a vocazione turistica chiudono per ferie la settimana di ferragosto. Oppure ancora servizi di prima necessità (come il medico) sono aperti solo 2 ore al giorno, oppure le farmacie che non offrono servizi nelle ore centrali della giornata a causa della calura estiva.

  1. Orari dei negozi non per turisti

L’incubo di ogni turista è cosa fare in vacanza nelle giornate di pioggia.

Il problema si aggrava se musei e monumenti sono chiusi, in manutenzione, parzialmente funzionanti, come lamentano numerosi centri di dimensioni notevoli. E che dire degli esercizi commerciali che non vanno in contro alle esigenze del visitatore? Troppo spesso lontano dalle spiagge dalle 13 alle 17 è difficile trovare anche solo una gelateria aperta, con il rischio di perdere quella clientela che non ama rosolarsi al sole nelle ore calde. In montagna la situazione non migliora. Per chi ama la natura ma il brutto tempo è in agguato spesso l’unica alternativa a barricarsi in hotel sono i centri commerciali.

Uffici promozione turistica chiusi

  1. Turismo improvvisato per le strutture ricettive

Hotel non all’altezza delle promesse, servizi poco accessibili, locali che non resistono neppure una stagione e grandi strutture che crollano.

E’ il caso di Gallipoli dove si calcola una perdita di turisti dal 20 al 60% (Corriere della Sera, 6 agosto 2018). Ma come questo numerosi altri comuni risentono degli scarsi investimenti per promuovere e sostenere il territorio che tendono a favorire chi si improvvisa albergatore. Con prezzi più contenuti spopolano le case in affitto dei privati, i B&B nella stanza degli ospiti che non incentivano lo sviluppo delle iniziative sul territorio. Federagit Confesercenti Marche denuncia l’abusivismo delle guide turistiche che, oltre a togliere il lavoro ai professionisti, per pochi euro inventano tour enogastronomici, visite rurali escludendo musei e strutture che contribuirebbero a creare reddito.

  1. Siti non aggiornati o con info inesatte

Il web è diventato una di quelle comodità a cui si fatica a rinunciare, anche in vacanza.

E così, in un posto nuovo, chi non prova a cercare le migliori attrazioni? Oppure come poter cenare in un ristorante senza aver visto le recensioni o aver cercato la strada con le mappe di Google? E tra localizzazioni, orari di apertura, numeri di telefono, servizi attivi, le ricerche si moltiplicano anche in ferie. Ma quando un sito non è aggiornato, che fare? Quando sul web un esercizio commerciale risulta aperto e invece poi, recandosi sul posto lo si trova chiuso, la delusione durante le vacanze è ancora maggiore. Lo stesso dicasi per i prezzi che si riferiscono all’anno (o agli anni) precedenti e non sono aggiornati, i programmi delle manifestazioni obsoleti, le pagine social che si contraddicono. E così, nel dubbio, il turista si indispone e non partecipa a nulla.

  1. Campanilismo e manifestazioni che si sovrappongono

Nessuno cede il passo e in una terra ricca di tradizioni come la nostra spesso in pochi chilometri si trovano numerosi eventi.

Se ben alternati e distribuiti possono diventare un enorme vantaggio, anche grazie alle reciproche sponsorizzazioni. Ma se ciò che vince è il campanilismo e non voler variare di una settimana la manifestazione il rischio è il cannibalismo del pubblico. Così spesso si trovano sagre e feste paesane che si rubano la platea a colpi di artisti altisonanti e più famosi pur di non cedere il passo e fare squadra.

Ecco alcun piccole facili pratiche da copiare.

  1. App per viaggiare

Spopolano le app sui viaggi.

Da quelle dedicate ai trasporti, alla condivisione dell’ombrellone, ai suggerimenti sulle migliori spiagge con tanto di recensioni. Nel settore turistico c’è da sbizzarrirsi. Un’idea in più per le strutture ricettive è la possibilità di acquistare una applicazione predefinita da personalizzare con i dati dell’albergo, gli orari di colazione, pranzo, cena e i relativi servizi, le mappe per raggiungere la struttura e un collegamento diretto ai servizi di promozione turistica. Un’app estemporanea, giusto il tempo di una vacanza, che aiuta a rimanere in contatto con l’hotel.

  1. Hotel green in Trentino

Il Trentino è al primo posto per le vacanze ecosostenibili e offre svariati hotel a basso impatto.

Tutte le strutture aderenti risultano certificare e offrono iniziative “slow” a contatto con la natura. Con la creazione delle Reti di Riserve, i Comuni che vogliono volontariamente aderire possono approfittare di maggiori connessioni e integrazioni nelle proprie biodiversità. Un’occasione in più per staccare la spina e rallentare i ritmi con un occhio all’ambiente.

Hotel green in Trentino

  1. Albergo Etico ad Asti

Dopo la nascita alcuni anni fa ad Asti ora si sta diffondendo anche a Roma (apertura nell’autunno 2018) e Bratislava.

E’ l’albergo etico: un hotel gestito da ragazzi con sindrome di Down e disabilità intellettive. Dopo un periodo di formazione nel settore con docenti esperti in comunicazione turistica accessibile, marketing alberghiero sui bisogni speciali, professionisti di cucina e bar saranno inseriti in hotel per offrire una reale possibilità di inclusione sociale. Non manca, ovviamente, oltre a un sito internet aggiornato una pagina Facebook di tutto rispetto! Ottimo per chi non vuole rinunciare alla comodità ma vuole anche sostenere un’iniziativa etica.

  1. Reception 4.0 a Genova

Un finanziamento di 40 mila euro per dotare le reception di hotel, B&B, agriturismi e strutture ricettive di hardware e software per spingere la promozione turistica sul territorio e acquistare in modo rapido e semplice i servizi extra.

I dispositivi messi a disposizione saranno dotati di 4 sezioni:

  • Discovery, con mappe, foto e video della città;
  • info utli, su mezzi e servizi di prima necessità;
  • news, con aggiornamenti su mostre ed eventi;
  • Game, con intrattenimento a tema.

Un modo efficace di reinvestire la tassa di soggiorno che arricchisce i comuni ma spesso scompare senza ottenere benefici sotto il rilancio dei servizi.

  1. Non far morire le sagre con i decreti sulla sicurezza

Risale alla scorsa estate il decreto che inasprisce le regole sulla sicurezza anche per le sagre e le manifestazioni di paese e che ha fatto tremare numerose Pro Loco che hanno dovuto sborsare dai 1000 ai 5000 euro extra per  poter garantire la manifestazione.

Nonostante le maglie sembrino essersi un po’ allargate sono i grandi eventi, quelli che raccolgono più pubblico, ad essere penalizzati. Dal Salento alla Liguria, non sono scampate le feste più attrattive che non hanno infuocato il cielo con spettacoli pirotecnici, deludendo più i locali che i turisti. Di fronte ai rischi, sicuramente importanti da considerare, bisogna anche ripensare al valore storico, culturale e folcloristico di queste manifestazioni così radicate nel territorio per non rischiare di perderle.

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