Cosa rende un comunicatore un comunicatore di successo? Cosa fa di un insegnante un bravo insegnante? E soprattutto cosa ci permette di ottenere quello che desideriamo quando lo chiediamo?

Certamente molte persone sono talentuose per nascita. Hanno, sin da piccoli, la capacità di fagocitare l’attenzione altrui, di risultare simpatici o interessanti e, semplicemente essendo naturali, riscuotono enorme successo. Ma non bisogna disperare perché tutto si può imparare. Il sistema scolastico, di ogni grado, è particolarmente attento a istruire giovani studenti indottrinandoli con nozioni, date, formule e regole grammaticali. La conoscenza dei principi del buon parlare e un’ottima base di cultura generale fanno sempre comodo ma non possono essere ritenute esaustive ai fini della comunicazione.

Cosa lo è allora?

Il professore Mehrabian dell’Università della California ha cercato di dare una risposta a questa domanda e con uno studio psicologico che ha coinvolto centinaia di persone ha raccolto dei risultati interessantissimi che danno una nuova prospettiva alla materia. Secondo questo esperimento i parametri attraverso i quali una conversazione verrebbe valutata e percepita sono altri rispetto al contenuto estrinseco del discorso. Nello specifico un’affermazione viene intesa:

  • Solo per il 7% dal suo contenuto
  • Per il 55% dalle movenze del corpo
  • Per il 38% dalla modulazione della voce.

I risultati sono stupefacenti, ben il 93% della percezione di una comunicazione è affidata a come viene detto e non a quello che viene detto. Pensiamo a quante volte abbiamo preparato un esame, un incontro, un colloquio, impegnandoci approfonditamente sul contenuto da verbalizzare e ignorando tutto il resto. A quante volte una brillante presentazione è stata boicottata da un atteggiamento insicuro del fisico o da una esagerata gestualità. A quante volte ci siamo appisolati ascoltando una conferenza tenuta da un oratore monotono e senza ritmo. A quante volte abbiamo guardato l’orologio invocando il suono della campanella durante una lezione insostenibile di qualche professore.

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Se da un lato non abbiamo armi di difesa contro i cattivi conferenzieri dall’altro abbiamo diverse armi di attacco per non fare la stessa fine quando tocca a noi parlare. Analizziamo, in questa sede, come il corpo può aiutare il successo di una conversazione.

Le potenzialità comunicative del corpo

Il fisico dell’uomo risponde il più delle volte agli stimoli in maniera istintiva. Se da un lato questo appare scontato dall’altro bisogna accettare il fatto che il corpo non mente. L’esteriorità di un essere umano è lo specchio del suo più intimo pensiero. Quando un individuo è insicuro o spaventato, quando gioisce o è speranzoso, il corpo dimostra e comunica queste emozioni interiori in maniera tanto istintiva quanto efficace. Cercare di nascondere le proprie sensazioni in alcuni casi risulta un’impresa veramente ardua (ad esempio è il caso della paura), in altre, con esercizio e auto controllo, si riescono ad ottenere ottimi risultati. Un sorriso o una stretta di mano, le braccia incrociate o le spalle scese, sono indizi premonitori del tenore della conversazione.

È possibile, tuttavia, cambiare la propria postura in maniera volontaria mentre si conversa. Questo può trasformare il senso dell’intero discorso (il 55% dipende da questo), dare maggior valore al contenuto e renderlo più credibile e veritiero. La maggior parte dei giudizi su un individuo derivano dalla semplice osservazione del suo corpo: mia moglie è arrabbiata, il capo ha avuto una bella notizia, mio figlio è capriccioso. Spesso queste opinioni precedono qualsiasi forma di comunicazione verbale e gli si attribuisce un importante valore soprattutto nel giudizio sugli estranei.

Ricerche scientifiche hanno dimostrato che la postura che maggiormente rappresenta il dominio, anche nel regno animale, è quella dell’espansione. Quando ci si sente forti si tende ad occupare più spazio: mani sui fianchi, braccia in alto a forma di V (soprattutto in caso di vittorie sportive), si stendono le spalle, insomma ci si allarga. Come in natura, il concetto istintivo è semplice da afferrare, più spazio occupo, più sono grande, più sono forte. Agli occhi di un interlocutore questo atteggiamento, sostenuto da una buona dialettica, normalmente viene associato ad una persona di spessore, un’autorità nella sua materia, sicura di sé. Al contrario, quando la sensazione è di insicurezza ci si rende piccoli (si cerca l’invisibilità), si abbassano le spalle, ci si rannicchia.

Una curiosità psicologica che può fare la differenza

Così come le emozioni influenzano i movimenti del nostro corpo, allo stesso modo la postura può influenzare il nostro modo di sentirci. E ancora, così come il nostro atteggiamento fisico determina il giudizio degli altri su di noi allo stesso modo il linguaggio non verbale ha il potere di modificare quello che noi stessi pensiamo di noi. Piccoli cambiamenti nel modo di comportarsi possono portare nel lungo periodo ad importanti trasformazioni.

Assumere una postura di forza e sentirsi sempre all’altezza della situazione possono, pertanto, diventare le carte vincenti per una comunicazione efficace e di successo.

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