“Great Resignation” – grandi dimissioni, è il termine coniato per indicare la tendenza che soprattutto in seguito alla pandemia da covid-19 vede le/i dipendenti dimettersi volontariamente in massa dai propri posti di lavoro, forse a seguito di una maggiore consapevolezza dell’impiegare al meglio il proprio tempo e sentirsi maggiormente appagati.  Il fenomeno è apparso nell’estate 2021 negli Stati Uniti e poi si è allargato anche in Europa e nel nostro Paese ha toccato la cifra di quasi 2 milioni di lavoratrici e lavoratori  (precisamente 1.925.371), pari a circa l’8% del totale, un trend che  non sembra arrestarsi (dati inps aggiornati a marzo 2022) soprattutto tra i più giovani.

Sfiderei in realtà chiunque che durante il periodo di “chiusura” forzata non abbia detto o almeno pensato almeno una volta, mollo tutto e vado via. Complice la possibilità di non potersi muovere e quindi l’opportunità di sognare orizzonti lontani solo con la mente, ha fatto si che si ha avuto più tempo fermi a pensare al proprio futuro e a come migliorarlo per non sentirsi vittime di un sistema che per alcuni, evidentemente non bastava più.

Ed ecco che comprendendo il trend, sono spuntati annunci con titoli pronti a “vendere” esperienze indimenticabili per cambiare la propria quotidianità: dal libraio scalzo a piedi nudi alle Maldive, alloggiando gratuitamente in una suite esclusiva dal valore di 36 mila dollari a notte, al guardiano del faro sull’isola di East Brother, in California guadagnando 112K euro l’anno.

Nell'immagine una ragazza mostra una busta con la scritta "Resignation" - Smart Marketing
Image by Freepik.

È stato subito boom di richieste per rispondere al desiderio di lavorare all’aperto di chi si è assuefatto di computer seduto ore infinite ad una scrivania con il desiderio forte di ritrovare il proprio IO.

Penso, infatti, che proprio di questo si tratti, di rallentare, di riprendersi i propri spazi, di ritrovarsi, di riscoprirsi e riappropriarsi della possibilità di ascoltare la vocina interiore che sempre troppo spesso viene sopraffatta dai rumori del tram tram continuativo della quotidianità.

E’ l’invito a ritrovare la propria strada, perché il semplice atto del prendere consapevolezza di voler cambiare qualcosa può fungere da catalizzatore del cambiamento che necessariamente deve partire da dentro accorgendosi di quanto un cambio di prospettiva è necessario, scegliendo di guardare ciò che ci circonda con occhi nuovi.

Scopri il nuovo numero: “Le grandi dimissioni”

Il lavoro assorbe tanto di noi e allora perché non impiegare il proprio tempo, energie e capacità per un progetto personale? O per un’azienda che sentiamo più vicina sotto l’aspetto valoriale e che riconosce opportunamente quanto valiamo?

Il nostro progredire, non è sempre lineare, spesso per arrivarci è necessario percorrere strade che per trovarle è opportuno perdersi… per poi ritrovarsi e sentire che si è nuovamente padroni di sé stessi, della propria strada, della propria vita… partendo anche e soprattutto da sé.

Leggi ricomincio da me

dalla propria quotidianità e quindi dal proprio lavoro, che occupa la maggior parte delle ore della nostra vita.

Fai il lavoro che ti piace e non lavorerai nemmeno un’ora in vita tua…

Il vero segreto è avere il coraggio di rischiare non attaccandosi troppo a quanto di materiale è intorno a noi se pur conveniente e comodo, ma se non è ciò che ci rende felici evidentemente lasciare andare è la soluzione, l’unica cosa di cui siamo certi è che tutto cambia e che abbiamo il potere di vivere felici, basta fare scelte intelligenti!

Forse i “grandi dimissionari” l’hanno già compreso o semplicemente hanno deciso di riappropriarsi della loro felicità per poterne goderne a pieno!

 

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