ivan-zorico-01-minProbabilmente c’è sempre stata la smania di successo. E probabilmente c’è sempre stata la voglia di mostrare cosa si ha (in più o meglio degli altri). Ma oggi, evidentemente, tutto questo è assai amplificato. Non abbiamo mai avuto questa possibilità di paragonare la nostra vita con quella degli altri e viceversa. Sino a non molti anni fa, il tuo termine di paragone erano gli amici del quartiere, della tua città; quelli con cui avevi fatto le scuole o l’università. Capivi se la tua vita era soddisfacente, paragonandola ad un gruppo limitato di tuoi simili. Oggi, invece, ti puoi confrontare letteralmente con il mondo intero. E non solo. La cosa più potente è che lo puoi fare (e lo fai) h 24, sette giorni su sette. Praticamente in ogni momento della tua giornata, aprendo un qualsiasi social, sei sottoposto alle vite di persone (cfr. solo alla loro parte migliore, quella che decidono di farti vedere) che hanno percorsi simili ai tuoi, ma anche molto distanti. Sei esposto ad una infinità di messaggi che ti fanno sentire a disagio: c’è sempre gente che viaggia più di te, guadagna più di te, vive più di te. Non ha fine. Ci sono sempre nuove storie.

Mi dirai: “e ma non devi paragonare la tua vita a quella degli altri…devi stare bene con te stesso, è quella l’unica cosa che conta”. Non mi trovi non d’accordo; di più! Vero è che, per arrivare a questo grado di consapevolezza, bisogna fare un lavoro di crescita personale enorme. E non è detto che ci si arrivi mai. O, quantomeno, ci potranno essere momenti in cui potremo essere più sensibili.

Perché ti dico questo in un editoriale che pone al centro il tema del potere dei libri?

Perché, proprio poco tempo fa, abbiamo vissuto un lungo periodo in cui questa vita artefatta si era presa un break: dovendo restare a casa, c’era ben poco da mostrare. O, meglio, si mostravano e condividevano momenti di vita comune nei quali chiunque poteva riconoscersi senza difficoltà.

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Tra il 2020 e il 2021, complici le varie restrizioni, abbiamo giocoforza acquistato più libri e acquisito un’abitudine alla lettura; certo i dati del 2022 sono in calo, ma sono ancora superiori a quelli non dopati pre-pandemia del 2019. Vogliamo pensare che questo sia un risultato tangibile del fatto che, probabilmente, questa pandemia qualcosa di positivo ce l’ha lasciata.

Le persone hanno piano piano ripreso contatto con sé stesse, hanno riflettuto e immaginato vite diverse da quelle che conducevano sino a poche settimane prima. Le loro priorità sono cambiate ed anche i loro pensieri. Sono nate nuove consapevolezze. Ne abbiamo parlato tanto anche qui, su queste pagine virtuali (se ti va di approfondire ti consiglio questi pezzi: clicca qui, qui e qui): il periodo di isolamento ed il tempo a disposizione hanno contribuito a porci domande, e a cercare risposte, troppo a lungo ignorate.

Ma, secondo me, c’è stato anche dell’altro. E qui arrivo al punto.

Nei due anni di pandemia, in Italia, si sono comprati molti più libri: nel 2021 il mercato editoriale italiano è cresciuto rispettivamente del 16% e del 18% rispetto all’anno precedente. Insomma, abbiamo letto di più. Non so te, ma ogni volta che apro un libro mi dischiudo a qualcosa di nuovo. Di volta in volta prendo posizione; mi emoziono; mi diverto; modello le mie idee, me ne vengono delle altre; mi incuriosisco; scopro cose nuove. Cresco e mi evolvo. Negli anni ho sempre cercato di aumentare il numero delle mie letture ed è innegabile che ognuna di esse mi abbia fatto diventare la persona che sono.

Leggere apre la mente, non c’è dubbio.

Come dice lo scrittore Pascal Mercier, “Ci si accorge subito se uno è un lettore oppure no: tra gli esseri umani non c’è differenza più grande”. È questo il potere del libro. Un lettore ha profondità, elasticità e capacità di discernere. Pensa di più; si fa una domanda in più. E, soprattutto, porta con sé il sapere appreso negli anni, ed una infinità di mondi possibili.

In questi due anni qualcosa è cambiato. Le persone sono cambiate. E anche se i numeri del mercato dei libri oggi sono più bassi di quelli registrati nei due anni precedenti, restano comunque superiori di quelli del 2019; segno, questo, che quel qualcosa ormai è endemico.

Tornando a quanto scrivevo all’inizio di questo editoriale, non credo sia un caso che le persone si stiano stancando di tutta quella vita patinata, giovani generazioni su tutte. C’è un certo grado di disaffezione, di voglia di verità, di un nuovo racconto, di una nuova narrazione.

Non so se può esserti utile come consiglio, io l’ho fatto mio: porta sempre un libro con te, tienine sempre uno sulla scrivania. Ogni qualvolta istintivamente ti verrà di prendere il tuo smartphone e di aprire un social, rivolgi il tuo sguardo su quel libro. Leggi anche solo una o due pagine. Falla diventare un’abitudine. Vedrai il risultato. Che il potere del libro sia con te (questa citazione è un regalo per i più nostalgici, come me).

Buona lettura,

Ivan Zorico

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Laureato in Informazione e Sistemi Editoriali presso l’Università degli Studi di Bari presso la quale ha conseguito anche il Master di I livello in Comunicazione Sociale e Sanitaria. Cura le relazioni con i media, con gli operatori dell’informazione e con i clienti per diverse realtà produttive ed ha ideato ed organizzato eventi culturali seguendone la promozione. Ha esperienza nel campo della formazione come docente, nell’area della comunicazione e del marketing, e come coordinatore. Oggi è editore e responsabile di redazione del Mensile “Smart Marketing”.

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