Da tempo, il calcio, è passato dall’essere oltre ad uno degli sport più seguiti del mondo, con milioni di persone che giornalmente vivono con passione le alterne fortune della propria squadra del cuore, all’essere un vero e proprio business.

Società quotate in borsa, fair play finanziario e bilanci più o meno in regola, sono diventati mantra da rispettare e confini imprescindibili entro i quali basare scelte societarie e pianificare intere stagioni, interi cicli.

Nuovo logo della Juventus F.C.. Fonte: juventus.com
Nuovo logo della Juventus F.C.. Fonte: juventus.com

E se allora di business si parla, è ovvio che il marketing e la comunicazione non possono che entrare a gamba tesa (scusate il prevedibile gioco di parole) e diventare pedine fondamentale da muovere per incrementare il fatturato.

E se allora si parla di marketing e comunicazione, non si può non parlare della costruzione, o del rilancio, del brand intorno al quale impostare tutta una serie di azioni a fini commerciali ed aggredire nuovi mercati. Che è poi una conseguenza.

Emily Ratajkowski alla presentazione del nuovo logo della Juventus F.C.. Fonte: juventus.com
Emily Ratajkowski alla presentazione del nuovo logo della Juventus F.C.. Fonte: juventus.com

Arriviamo, quindi, al punto: il 16 gennaio 2017 è stato presentato a Milano Black and White and more”: il progetto di rebranding della Juventus F.C..

Analizziamolo.
Logo, moderno che comprende al suo interno 3 punti fondamentali: la J, ossia l’iniziale della Juventus F.C.; le strisce verticali della maglia ufficiale; il simbolo dello scudetto. Quindi, in un’unica immagine stilizzata sono racchiusi gli oltre 100 anni di storia della Juventus F.C.. Geni!

Spot, in inglese (a voler subito comunicare che la Juventus F.C. ha un respiro internazionale) e fortemente evocativo. Alcuni calciatori di rilievo in primo piano, di oggi e del passato, ma pochi riferimenti alla città di Torino; sempre per non agganciarla troppo territorialmente.

La Juventus F.C., con quest’ultima azione, dimostra quindi di voler perseguire la strada già tracciata da altre società a livello internazionale. Va detto, infatti, che proprio come quest’ultime la Juventus F.C. possiede una stadio di proprietà. Prima società in Italia, tra l’altro.

La strada è tracciata, così come il modello di business.
Cosa faranno le altre squadre italiane per non perdere ulteriore terreno? E soprattutto, quando?

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