AGENZIE VIAGGI: DESTINAZIONE 2.0

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Ivan Zorico (199)

 

Quando pensiamo alla parola Turismo, così come alla parola vacanza, non possiamo non pensare alla parola viaggio.

foto_954_1-300x200Le parole spesso portano con sé un bagaglio di pensieri, significati ed emozioni che rimandano a situazioni, luoghi, sguardi e sensazioni che, neanche a dirsi, ritroviamo anche nella parola viaggio ( e quindi, di riflesso, anche le parole turismo e vacanza).

La storia del Viaggio inizia con i pellegrinaggi, passa dal cosiddetto Grand Tour ed arriva a noi attraverso quello che viene definito il turismo di massa (di matrice post-industriale). Dall’età moderna in poi, il viaggio ha rappresentato una forma di conoscenza, di spensieratezza, di evasione (anche dagli schemi tradizionali) e di svago. Nel 2012, secondo  l’Organizzazione Mondiale del Turismo, per la prima volta nella storia, hanno viaggiato (per turismo e vacanze) più di un miliardo di persone.

Per molti anni, tutto questo <<traffico di persone>> ha avuto come punto di riferimento le agenzie di viaggi che gestivano, guidavano e consigliavano i turisti nella scelta della meta preferita (…si, ma da chi?!).

Il turismo, come tanti altri settori economici, è stato profondamente cambiato dalle nuove tecnologie; quelli che erano i punti di snodo di questo enorme flusso di viaggiatori (appunto, le agenzie viaggi) hanno subito una notevole trasformazione ed un altrettanto ridimensionamento a favore delle nuove piattaforme web. Secondo un’inchiesta dell’Economist di qualche settimana fa, il complesso dei marchi registrati nel settore viaggi riferiti ad Expedia è diventato la prima agenzia viaggi al mondo, con circa 40 mld di dollari di prenotazioni on-line.

Se leggiamo i dati, riferiti all’anno appena passato, promossi Confesercenti-Swg, quasi il 50% degli italiani ha prenotato le vacanze tramite Internet o telefono, evitando quindi di avvalersi dei servizi dell’agenzia viaggi. Inoltre, nel 2012, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale sul Turismo, solo l’8% di chi ha scelto di passare le vacanze nel nostro stesso Paese è entrato in un’agenzia. La percentuale invece sale al 29%, per coloro che hanno soggiornato all’estero. Il tutto, ovviamente, si ripercuote in una ingente riduzione dei volumi d’affari, stimati in oltre il 2 mld di euro.smark2

Le ragioni di questo passaggio (dall’agenzia tradizionale all’on-line) sono molteplici. Indubbiamente, nel corso degli anni con la sempre crescente scolarizzazione, la diffusione delle informazioni e, soprattutto, con l’avvento di internet, il viaggiatore è profondamente cambiato. È più consapevole, sa quale esperienza vuole vivere e, cosa veramente importante, prenota la sua vacanza quando e dove vuole. I consigli e tutte le informazioni necessarie li può ritrovare nei molti blog e forum presenti in rete. E non si tratta certo di un’esperienza distaccata: quei luoghi virtuali sono pieni di vita reale, di storie e di suggestioni, magnificamente narrati (oltre che da racconti) da immagini e video. Il resto poi è semplice. Basta un click e la tua vacanza è prenotata. Il tempo che prima si spendeva ad andare in agenzia, leggere i vari dépliant e al farsi consigliare (e tante volte anche guidare) una meta turistica vicina ai nostri interessi, ora lo possiamo dedicare per sviluppare un percorso alternativo, magari non pubblicizzato dagli operatori del settore, ma veramente incline ai nostri desideri. Perché per dirla con Hesse: “Viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinato a favore del caso, la rinuncia del quotidiano per lo straordinario, deve essere strutturazione assolutamente personale delle nostre inclinazioni”.

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