Magari correrò il rischio di essere smentito ma sinceramente non credo che nel 2019 ci possa essere ancora qualcuno al mondo che non sappia cosa sia Facebook.

Magari ci sarà chi nel mondo occidentale non possieda un account sul social blu ma non posso credere che, anche chi non lo usi, non sappia almeno genericamente cosa sia Facebook.

Cos’è Facebook?

Facebook è un sito web che permette di restare in contatto con i propri amici.

Ecco, questa breve definizione poteva andare bene nel 2004 ma, dopo 15 anni dalla sua nascita, forse appare un po’ troppo semplicistica. Facebook con il passare del tempo è diventato un ecosistema ben più complesso (oggi infatti possiede anche Whatsapp, Messenger e Instagram) e, basando il suo business sulle relazioni, è riuscito a coinvolgere una comunità di persone che giornalmente lo utilizzano per restare aggiornati, condividere esperienze, passare il tempo e molto altro ancora.

Lo slogan: “Facebook aiuta a connetterti e rimanere in contatto con le persone della tua vita”.

L’evoluzione di Facebook

All’inizio l’interfaccia era davvero minimale e semplice, non vi erano alcun newsfeed (arriverà una sua prima versione solo nel 2006) o applicazioni. Nel 2009 arrivarono poi le pagine fan e i tasti “mi piace” e “condividi” (dopo 5 anni il social blu stava prendendo forma). Dal 2010 in poi si sono susseguite nuove versioni, mutamenti estetici ed integrazioni (chat, video chiamate, ecc.).

Cos’è Facebook nel 2019?

Ad oggi Facebook è diventato una piattaforma di advertising, di messaggistica, di video e di marketplace. Oltre ovviamente ad essere una sorta di edicola online in quanto tutti i grandi editori (ma ovviamente non solo) lo utilizzano per diffondere notizie.

Tutti questi servizi sono destinati ad una comunità di persone che ne fruiscono in maniera più o meno consapevole e che sono di fatto il vero punto di forza di Facebook. In breve tempo ha raggiunto numeri impensabili.

Facebook infatti può rivolgersi giornalmente ad un mercato di utenti fidelizzati che non ha precedenti nella storia:

  • Oltre 2 miliardi di utenti medi mensili attivi nel mondo;
  • Oltre 30 milioni di utenti medi mensili attivi in Italia.

È gratis e lo sarà per sempre”, campeggia sulla homepage di Facebook. Ma Facebook non è una onlus e se è vero che noi non paghiamo fisicamente nulla per accedere alla piattaforma social è anche vero che ogni singolo utente attivo rappresenta per Facebook un valore, una fonte di guadagno. Tra ottobre e dicembre 2018 ogni utente connesso valeva per Facebook 7,37 dollari, che rappresenta un progresso annuo del 19%.

Tutti questi numeri hanno ovviamente un riverbero sui profitti di Facebook che continuano a crescere (nell’ultimo trimestre sono aumentati del 61% invece che del 49% come ipotizzato dagli analisti), nonostante gli ultimi scandali legati essenzialmente al tema della privacy e gestione dei dati ed a quello sulle fake news.

Già perché assieme ai grandi successi inevitabilmente arrivano anche i problemi.

Pensandoci non poteva andare diversamente: gestire tutta quella mole di persone e di dati (ricordiamolo oltre 2 miliardi di persone) non è affatto semplice e sicuramente porta delle implicazioni.

Negli ultimi anni stanno montando da più parti voci di protesta (forse anche strumentalmente) sul rispetto della privacy (tema peraltro relativo a tutto il mondo digitale e non solo a Facebook) e sul dilagare delle fake news (che non nascono di certo con i social network). Sono dell’avviso che sicuramente ci sia molto lavoro da fare per migliorare il sistema (e lo faranno, come ha dichiarato Zuckerberg all’F8) ma certamente non sono tra quelli che puntano il dito contro Facebook e gli altri colossi digitali pensando che in questo modo il mondo possa tornare magicamente indietro di 15 anni.

Non è così e forse non saprei neanche immaginarmelo più un mondo pre-digitale.

Perché a parte Facebook, il mondo del web e del digitale si è talmente tanto evoluto in questi anni che non solo ha creato nuove figure professionali e nuove opportunità di sviluppo ma ha cambiato qualcosa di ben più profondo: modi fare, di interagire, di pensare e di comunicare.

Vista in questi termini, più che di evoluzione, si può parlare di rivoluzione.

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