“L’ottimismo è il profumo della vita”, recitava il poeta.
E, guardandosi un po’ intorno, chissà quanto ne avremmo bisogno.
Negli ultimi 5 anni abbiamo vissuto una pandemia (durata circa un paio di anni), varie crisi economiche, e la Storia (quella con la S maiuscola) è tornata drammaticamente a riprendere il suo percorso, anche alle nostre latitudini.
In più aggiungiamoci le conseguenze sociali di un uso eccessivo dei social e quelle di un approccio all’intelligenza artificiale sin troppo leggero, e il gioco è fatto.
Che non sia il periodo migliore di sempre è evidente. E che le persone non stiano vivendo bene, altrettanto. Oramai l’ansia viaggia a braccetto con noi.
Continuando a guardarsi intorno, non si può non notare che qualcosa si sia rotto. Le persone sono sempre più isole costeggiate da dispositivi elettronici. Nei mezzi pubblici e per le strade si vedono visi tristi, grigi, riversi sugli schermi a cercare chissà cosa. Se invece di guardare uno schermo, le persone sono intente a parlare al telefono (che già è un bel passo avanti), è facile trovarsi ad ascoltare conversazioni intrise di recriminazioni e sfoghi.
Non facile.
Sarà un po’ per questo che sui social, e nei corsi motivazionali, spopolano ricette tipo “se vuoi, puoi” e/o “pensa positivo”, che tanto attraggono per la loro semplicità e promessa di efficacia, ma che in realtà tutto fanno tranne che sortire l’effetto sperato. Se non per chi le enuncia. E vende.
Domanda: “Ma allora da dove si riparte?”
Risposta: “Dal respiro”.
Se c’è una cosa che può aiutarci nei momenti difficili, è ricordarci di respirare. Senza addentrarci in analisi di tipo medico-scientifico, credo sia abbastanza intuitivo che il respiro sia alla base di tutto.
Eppure non ci pensiamo, lo diamo per scontato e, a volte, lo maltrattiamo anche.
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Il senso si nasconde nei perché, ma lo scopo vive nei come: ripartire è allora un atto di verità verso ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare.
Ma se gli dessimo la giusta attenzione, ci renderemmo conto di quanto possa essere il nostro migliore alleato, specie in quelle situazioni, e sono tante, nelle quali ci sentiamo a disagio o sotto stress.
Una respirazione consapevole può aiutare a connetterci di più con noi stessi, a calmare la mente dai mille pensieri, a donare lucidità.
Attraverso una respirazione cosciente possiamo recuperare qualcosa che più di altro ci manca: la presenza. Perché solo essendo pienamente presenti a noi stessi possiamo trovare il modo per ripartire.
Senza ricette magiche, ma con consapevolezza.
Ivan Zorico


