L’Italia senza casa di Sarah Gainsforth ci spiega il grande equivoco italiano tra diritto all’abitare e rendita immobiliare

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Crisi abitativa in Italia: cause storiche, rendita immobiliare e politiche pubbliche nel saggio di Sarah Gainsforth. Un libro necessario sull’emergenza casa.
Da dove nasce la crisi abitativa che l’Italia sta vivendo?

Secondo Sarah Gainsforth, giornalista ed esperta di politiche abitative e urbanistica, autrice del saggio “L’Italia senza casa – Politiche abitative per non morire di rendita” (Laterza, 2025), la risposta è chiara: da quando abbiamo deciso che la casa, da diritto e bene con una funzione sociale – l’abitare – è diventata una merce da cui estrarre valore, cioè rendita immobiliare.

Sono state, in primis, le politiche nazionali a determinare questo cambio di paradigma, a partire dal secondo dopoguerra e, in particolare, dal Piano INA-Casa varato da Amintore Fanfani nel 1951.

La politica ci ha convinti – o meglio, indottrinati – sul “valore imprescindibile” del possesso della casa: che l’affitto fosse denaro sprecato, che investire nel mattone garantisse stabilità alle finanze personali e a quelle nazionali.

Di più: secondo l’autrice, in Italia, dal punto di vista economico, ci si è orientati quasi esclusivamente su una delle tre componenti ineliminabili dell’economia capitalistica, la rendita derivante dal possesso di beni mobili e immobili, a scapito delle altre due: i salari (redditi da lavoro) e gli utili (redditi d’impresa).

Non a caso, in Italia i salari non solo sono tra i più bassi d’Europa, ma sono anche quelli che non crescono da oltre 40 anni.

La scelta politica di puntare quasi esclusivamente sul possesso della casa ha agevolato non tanto i ceti più poveri, quanto quel ceto medio che si stava formando nel secondo dopoguerra e che già poteva permettersi di investire nella proprietà. Una dinamica che non solo non è cambiata negli ultimi 70 anni, ma si è ulteriormente accentuata.

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I social sono strumenti. Certo sono in grado di acuire istinti e passioni, ma sono sempre strumenti. Il marketing dell’odio non crea il malessere. Ma lo intercetta, lo amplifica e lo trasforma in valore economico o politico.

Oggi il nostro Paese, diventato un Paese di proprietari di casa, vive uno dei momenti più drammatici dal punto di vista dell’abitare: pochi affitti e a prezzi altissimi, soprattutto nelle grandi città metropolitane; un dilagare incontrollato degli affitti brevi a uso turistico; proprietari che trasformano seconde e terze case in B&B o le tengono sfitte pur di non calmierare i canoni.

Eppure, nonostante l’emergenza abitativa sia tra le più impellenti del nostro Paese, per anni molti non sapevano, altri tacevano, altri ancora facevano finta di niente. Finché, nel maggio 2023, gli studenti fuorisede di città come Milano, Roma, Bologna e Torino non hanno occupato i cortili delle principali università con tende e sacchi a pelo, in quella che i media hanno ribattezzato: la protesta delle tende.

A quasi tre anni da quella mobilitazione, e nonostante le promesse della politica, poco o nulla di concreto è stato fatto. E tutto è tornato, più o meno, allo status quo precedente.

Crisi abitativa in Italia: cause storiche, rendita immobiliare e politiche pubbliche nel saggio di Sarah Gainsforth. Un libro necessario sull’emergenza casa.
L’Italia senza casa
Politiche abitative per non morire di rendita

 

Autori: Sarah Gainsforth

Editore: Laterza

Anno: Aprile 2025

Pagine: 240

Isbn: 9788858156919

Prezzo: € 19,00

Perché dovremmo leggere “L’Italia senza casa – Politiche abitative per non morire di rendita” di Sarah Gainsforth?

Perché, per affrontare davvero l’emergenza abitativa in Italia, dobbiamo prima comprenderne le cause storiche, politiche ed economiche.

Il saggio di Sarah Gainsforth, lo dico subito, non è una lettura facile, vista la mole di documenti e dati che riporta. Ma è un quadro esaustivo, propositivo e pragmatico su come si potrebbe (e si dovrebbe) intervenire. Anche prendendo spunto dalle politiche adottate in Paesi come la Francia o in metropoli europee come Berlino, Barcellona e Amsterdam.

Un libro necessario. Per tutti. Ma soprattutto per quei decisori politici ed economici che hanno promosso e incentivato le politiche abitative degli ultimi 70 anni.

Perché, come ricorda l’autrice:
“Dobbiamo smettere di estrarre valore dalla terra e tornare ad abitare le case”.

Nota
Il libro è tra i cinque finalisti della X edizione del “Premio Alessandro Leogrande per il giornalismo narrativo”, promosso dall’Associazione Presìdi del Libro. I 56 circoli di lettura e Presìdi del Libro sparsi in tutta Italia – tra cui il Laboratorio Urbano Mediterraneo di San Giorgio Jonico – stanno leggendo i cinque titoli in concorso per decretare il vincitore, che sarà annunciato il 9 maggio 2026 al Teatro Fusco di Taranto.

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