L’autolesionismo sarà di tendenza nel 2026

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L'autolesionismo è un atto volontario e intenzionale destinato a provocare danni e dolore al proprio corpo. Da anni è una tendenza radicata nel mondo occidentale, dettata da prassi, mode, comodità e interessi economici. Solo pochi riescono davvero a sgattaiolare da questa subdola tendenza.
Immagine da FreePik.

L’autolesionismo è un atto volontario e intenzionale destinato a provocare danni e dolore al proprio corpo. Da anni è una tendenza radicata nel mondo occidentale, dettata da prassi, mode, comodità e interessi economici. Solo pochi riescono davvero a sgattaiolare da questa subdola tendenza.
Ma in cosa consiste questa abitudine che colpisce quasi tutti gli esseri umani? Facciamo alcuni esempi.

INCI

L’INCI è l’elenco degli ingredienti presenti nei cosmetici. Ormai l’impigo di creme non è più riservato solo alle donne. Secondo Engage Minds Hub, centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica, un italiano su 2 acquista prodotti per la skincare e circa il 19% sono uomini e 4 ragazzi su 10, dai 18 ai 24 anni, utilizzano creme anti-age. Ma quanti di questi leggono l’INCI e sanno cosa è dannoso? Dopo il boom, qualche anno fa, dell’eliminazione dei parabeni seguito poi dai sali di alluminio, siamo ancora lontani da creme non irritanti. Rimangono ancora i petrolati, uno per tutti, la paraffina, la formaldeide, o i ftalati, che possono causare problemi endocrini. Persino alcuni filtri UV delle creme solari possono essere pericolosi.
A volte, per essere belli, si finisce per farsi del male.

ACQUA

Bere 2 litri di acqua al giorno ti mantiene in salute, recitava un adagio. Ma oggi neppure l’acqua è più sicura. C’è quella in bottiglia, che rischia di contenere microplastiche, metalli pesanti e pesticidi. E nell’acqua di ribunetto sono presenti PFAS e cloronitrammide. I primi, già alla ribalta da un po’, possono portare a disturbi endocrini, oncologici e immunologici, mentre le sostante a base di cloro, utilizzate per disinfettare i condotti entro cui passa l’acqua, sono risultate nocive per la salute, ma risultano ancora al vaglio i dosaggi che possono risultare rischiosi. Insomma, non si sa ancora quanta acqua bisogna bere per avere dei danni permanenti.

CARNE

Sarà una nuova strategia di marketing etichettare la carne dichiarando che non contiene ormoni e antibiotici? In teoria c’è una legge del 1981 che ne vieta una buona fetta, ritenendoli cancerogeni e dannosi per la salute di chi mangia. Non ci sono riscontri però sugli altri, definiti necessari, per il benessere e la sopravvivenza dell’animale. L’ISS e altri centri definiscono impossibile quantificare l’ammontare della carne da mangiare per avere dei potenziali danni. Quello che però è sotto gli occhi di tutti è la possibilità di vendere carne extra UE che non deve sottostare ai paramentri richiesti negli Stati membri, con costi estremamente più bassi per i cittadini ma enormi danni per la salute, che, almeno in Italia, si traduce in un costo sociale per la sanità.

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VEGGIE

Anche frutta e verdura sono a rischio, non solo per i pesticidi ma anche per l’acqua, le microlastiche e le tecniche impiegate per il confezionamento. Uno studio condotto dall’Istituo di Diagnosi Ambientale e Studi sulle Acque in Spagna ha rilevato la presenza di additivi plastificanti nell’85% degli alimenti analizzati. Queste sostanze servono per rendere la plastica degli imballaggi più resistente e flessibile. Nel tempo alcuni erano stati vietati perchè dannosi, ma quelli più recenti e moderni non sono da meno. Il tempo passa e continuiamo a farci male.

ABBIGLIAMENTO

Neppure vestirsi è davvero sicuro: le fibre sintetiche, i tessuri riciclati in modi dubbi, le sostanze chimiche utilizzate per colorare gli abiti rendono difficile non amalarsi indossando i capi sbagliati. Oltre alle malattie della pelle, prima tra tutte la dermatite, i coloranti ricchi di metalli e nichel possono portare ad allergie sistemiche. Molti additivi per rendere i tessuti colorati, antimacchia o idrorepellenti possono causare danni al fegato, ridurre la risposta immunitaria e alterare l’assetto ormonale. Uno studio di GreenPeace condotto sui capi definiti Fast Fashion ha riscontrato livelli preoccupanti di sostanze dannose, sopratutto in quelli destinati ai bambini. Disfunzioni alla tiroide, problemi di fertilità, asma, patologie oncologiche, sono solo alcuni dei possibili danni dovuti a indossare questi capi. Chi bello vuole apparire, quanto è disposto a soffrire?

ARREDAMENTO

Anche la casa può essere un luogo potenzialmente pericoloso. Molte vernici, utilizzate per colorare gli arredi, contengono formaldeide. Anche materiali naturali, ritenuti da sempre sani, rischiano di diventare pericolosi. Primo tra tutti il legno. Spesso, le colle utilizzate per unire le varie parti o il truciolare, nascondono elementi profondamente dannosi per la salute. Polvere, formaldeide, composti volatili, radon e piombo sono presenti sui mobili e nelle vernici. Dove potremo mai mettere tutto quello che acquistiamo in modo compulsivo?

C’è una grande differenza tra la buona fede e la colpa. Fino a quando non si sa che qualcosa è dannoso, l’impiego è lecito. Ma nel momento in cui si conoscono i danni, reiterare i comportamenti è ben più che colposo: è autolesionismo moderno.

 

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