“I saved a Angel” il meraviglioso spot di Replay ci ricorda che ogni scelta, anche quando è giusta, ha delle conseguenze

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Verso la fine degli anni ‘90 del secolo scorso e il primo decennio del 2000, la pubblicità televisiva probabilmente attraversa la sua ultima età dell’oro, poco prima dell’arrivo dei primi social network e  quindi dell’inevitabile declino.

A contendersi lo scettro delle pubblicità più iconiche si alternano (come abbiamo visto nelle scorse settimane su questa rubrica), soprattutto i grandi brand degli alcolici come Martini e Campari e quelli sportivi come Nike o Adidas.

Ma in quel lungo decennio si scontrano anche le grandi marche dei jeans, fra le quali due in particolare, Lewis e Replay, si danno battaglia con spot meravigliosi e dal forte impatto emotivo.

Fa parte di questa epica sfida uno degli spot più belli di quegli anni, “I saved a Angel” del 1994 della Replay Blue Jeans.

Lo spot sembra l’intro di un film tanto è bello e curato, siamo lungo una strada americana e vediamo dei detenuti che la ripuliscono dalle erbacce sotto l’attento sguardo dei poliziotti a cavallo. Ad un certo punto uno dei poliziotti urla che è arrivato il momento della pausa e tutti i detenuti si siedono a riposare e bere un po’.

La camera inquadra un ragazzo in camicia di jeans che viene raggiunto da un vecchio che gli chiede: “Ehi ragazzo, cosa hai fatto?”, ed il giovane gli risponde: “Ho salvato un angelo, ogni giorno la vedevo volteggiare sopra di me…” e qui, in questo momento, vediamo un lungo flashback che ci racconta del lavoro del giovane in un circo, dove la trapezista (l’angelo del suo racconto) viene fatta oggetto di molestie da parte del viscido direttore, che un giorno il ragazzo decide di affrontare.

Allora noi spettatori capiamo insieme al vecchio detenuto che il ragazzo ha salvato un angelo liberandola dal suo aguzzino, e in questo momento il vecchio gli chiede: “Lo rifaresti?”, ed è qui che infine appare in sovrimpressione il brand “Replay”.

Una storia di violenza e giustizia, o meglio di una giustizia che passa per la violenza per fermare una violenza ancora più grande. Un vero e proprio film di 60 secondi, che racconta una storia semplice e potente che parla di scelte inevitabili e delle conseguenze che ne derivano.

Tutto giocato sul significato della parola replay, che vuol dire ricominciare, ripetere, rifare.

Quanto mi manca questo tipo di spot, questa volta sono tornato indietro di 30 anni e sono sicuro che molti di voi ricorderanno questa pubblicità e molti di più invece no.

In ogni caso guardate lo spot e magari mandate in replay e fatemi sapere che ve ne pare e se anche voi siete nostalgici almeno un po’ di questo tipo di racconto.

Hai letto fino qui? Allora questi contenuti devono essere davvero interessanti!

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