Emotion AI: l’integrazione dell’intelligenza emotiva e di quella artificiale per avere macchine meno macchine. Sapremo gestirla?

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Nell'immagine una faccia umana ed una artificiale sono contrapposte - Smart Marketing
Immagine generata dall'AI da Freepik.

Steve Jobs nel suo celebre discorso alla Stanford University nel 2005, spiegò di come la creatività consista nell’unire i puntini delle proprie esperienze passate per creare qualcosa di nuovo nel futuro, un processo che si può comprendere solo guardandosi alle spalle, provando a fare le stesse cose da un altro punto di vista, con una diversa angolazione.

Quanto di più vicino al concetto di innovazione che dovremmo considerare quale parte integrante della nostra vita.

Non dovremmo limitare l’idea di innovazione all’utilizzo delle nuove tecnologie sempre più all’avanguardia ma dovremmo aprire gli occhi e cercare di vedere un riflesso nuovo in qualsiasi cosa, perché può essere vista da una nuova prospettiva.

L’innovazione parla ogni giorno di dati, efficienza e progresso, ma tace sull’essenziale del nostro NOI perché sempre più distratti da quanto accade fuori mente la vera evoluzione non riguarda solo quanto nella continua evoluzione ci accade intorno, ma anche e soprattutto quanto succede dentro e dimenticandoci di questa prospettiva lasceremo ciò che di più prezioso abbiamo: la nostra essenza per darsi lo giusto spazio e riuscire a trovare nella propria quotidianità un nuovo modo per essere felici, partendo da sé perché solo chi sa ascoltarsi, oggi, potrà davvero costruire il domani.

Ormai la parola innovazione è utilizzata frequentemente ovunque, molto usata per indicare il cambiamento positivo e la creazione di qualcosa di nuovo.

In ambito aziendale è una parola chiave nel mondo degli affari per indicare lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi, processi o modelli di business.

Nel marketing e nella comunicazione viene usata per posizionare aziende e prodotti come all’avanguardia e per attrarre il pubblico.

Nel dibattito pubblico si parla spesso di innovazione tecnologica, sociale e di processo per descrivere i progressi in vari campi.

Nella cultura rappresenta il desiderio di creare qualcosa di originale e di superare i limiti esistenti.

“Innovazione” è un termine che si è affermato come centrale nel linguaggio contemporaneo, riflettendo l’importanza crescente che la novità e il progresso in tutti gli aspetti della vita.

Ha assunto, nel nostro tempo, la forma di una narrazione totalizzante, promettendo efficienza, progresso, performance e soluzioni, toccando tutti i processi produttivi, le abitudini, la comunicazione, inglobando tutto.

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La procrastinazione porta con sé un’idea tanto rassicurante quanto ingannevole: quella di avere ancora tempo. Ci convinciamo che rimandare equivalga a risolvere. E che, in fondo, ciò che conta, possa sempre aspettare. Pura illusione.

Alla base vi sono i dati, dati che aiutano a misurare a tracciare a profilare, ma chi se non noi stessi?

Ed ecco che per favorire il progresso cediamo parti di noi che nemmeno pensavamo in principio che avremmo mai condiviso ma è diventato talmente normale e di uso comune che non ci si ferma neanche più a riflettere rispetto a questo nuova dare in cambio di un nuovo avere.

I nuovi stili di vita, i nuovi modelli economici, le nuove opportunità dovranno facilitare e non sostituire, la nostra realtà è fatta di immagini, volti, esperienze, emozioni tutto ciò che è tangibile che possiamo toccare e non limitarci ad osservare da uno schermo ed è quanto di più umano che possa esistere e che non dobbiamo perdere.

La diffusione delle nuove tecnologie ci porta ad interrogarci sul fatto se stiamo governando la trasformazione digitale, se la stiamo utilizzando o se invece la stiamo subendo.

Non c’è vero progresso se non c’è rispetto in primo luogo per noi stessi, facendo insorgere il grande tema dibattito rispetto al ruolo essenziale che riveste l’etica in una società dove non è più l’intelligenza emotiva a farla da padrona ma quella artificiale.

L’intelligenza emotiva è da tempo considerata fondamentale per il successo sia personale che professionale e consiste nella capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni, così come quelle degli altri. L’intelligenza emotiva è essenziale per creare relazioni solide, fare scelte ponderate ed essere leader empatici sviluppando le relazioni interpersonali o gestendo i conflitti. Ma anche qui la tecnologia ci sta mettendo lo zampino supportandoci nell’automatizzare quei processi complessi, permettendo all’uomo di dedicare più tempo ad attività che richiedono intelligenza emotiva, ma allo stesso tempo l’intelligenza artificiale aiuta a migliorare la propria intelligenza emotiva fornendo feedback emotivi sulla comunicazione, analizzando le relazioni e suggerendo dove migliorare, supportando nello sviluppare una consapevolezza emotiva. Un aiuto nell’aiuto che bisogna saper governare.

Ecco che le competenze interpersonali diventeranno sempre di più un valore aggiunto che l’intelligenza artificiale non potrà mai eguagliare e sul quale, sebbene l’AI può supportarci va tenuto ben presente che non occorre imparare a utilizzare un nuovo strumento, ma integrarlo nelle proprie abitudini, e adottarlo in modo corretto può fare la differenza ma ancor di più guardare da una prospettiva nuova. Non si tratta solo di tecnologia ma di avere uno sguardo più aperto al cambiamento che non fa demonizzare ma nemmeno esaltare senza limiti, sono gli estremi che da sempre non hanno mai funzionato ma una integrazione di valore e allo stesso tempo una capacità critica di fare le giuste valutazioni saranno gli ingredienti per una giusta gestione momentanea fino alla prossima fase che non escluderà l’integrazione tra le due intelligenze.

Si sente già parlare di Emotion AI, con la capacità di  riconoscere, comprendere e rispondere alle emozioni umane, che mira a creare macchine più empatiche e interazioni uomo-macchina più naturali, sfruttando la sinergia tra le capacità logiche dell’IA e le competenze emotive umane, pur mantenendo l’IA come strumento di supporto e non un sostituto dell’intelligenza emotiva umana… sempre e solo se saremo in grado di prenderci quello spazio sacro dedicato a noi per comprendere il grande potenziale che abbiamo dentro.

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