Si sa, a Natale le sale cinematografiche, da sempre, riprendono un po’ fiato, perché nel periodo delle festività, per tradizione, moda e tendenza, si va al cinema. I produttori lo sanno e dunque è chiaro che i prodotti più popolari vengano tutti distribuiti nel periodo natalizio.
Quest’anno poi, forse più che negli ultimi anni addietro, sembra un ritorno agli sfarzi del passato, perché nell’offerta complessiva ci troviamo davvero di fronte ad una sorta di Natale “all’italiana”, dove sono presenti contemporaneamente tutti e tre i fenomeni comici italiani più rilevanti degli ultimi 25 anni. C’è un trio, una coppia e comico indipendente e cioè Aldo, Giovanni & Giacomo, Ficarra & Picone e Checco Zalone. Interessante anche la differenza di offerta tra le tre situazioni.
A.G.& G. infatti, ci presentano un prodotto un po’ diverso dal solito, per esempio. Il loro Attitudini: nessuna, per la regia di Sophie Chiarello, è infatti un commovente e amicale docu-film sulle loro vite, sulle loro origini, sulla loro amicizia, sui loro successi e anche sui loro flop. E rimane talmente naturale e spontaneo da conquistarti, fin dal primo fotogramma.
E poi ci sono Ficarra & Picone, che continuano con Sicilia Express, distribuito per la piattaforma di Netflix, a navigare in un tipo di cinema dove satira e politica si fondono in un vero e proprio trattato sociale.
Per ultimo, anche perché si dovrà aspettare proprio la sera del 25 dicembre, nominiamo Checco Zalone, che dopo il risultato così e così del suo ultimo film (Tolo Tolo), torna ad affidarsi, con Buen Camino, alle sicure mani di un genio come Gennaro Nunziante.
In verità ci sarebbe anche un quarto film, che pure in questo caso rappresenta un fenomeno comico, che negli ultimi anni, si sta affermando con veemenza. Il 27 novembre scorso, sono usciti in sala Pio & Amedeo, con il loro quinto film, ovvero Oi vita mia. Certo, forse sembra quasi l’errore fatto da Checco Zalone con Tolo Tolo, ovvero dividersi da un regista e autore esperto come Gennaro Nunziante, per provarsi da soli, anche dietro la macchina da presa. Il risultato complessivo è altalenante, perché quel che manca a Pio & Amedeo (volutamente?) è quella dimensione di critica sociale, presente per esempio in Ficarra & Picone, che rimangono il modello moderno e contemporaneo di riferimento, per tutti coloro che vogliano cimentarsi in una accoppiata artistica.
Approfondendo un po’ di più il discorso sui tre film dei tre fenomeni comici italiani già abbozzato sopra, diremmo che Aldo, Giovanni & Giacomo colpiscono i nostri sentimenti, Ficarra & Picone puntano su una comicità evoluta e “impegnata”, mentre Checco Zalone ci delizierà con quella comicità pura e graffiante tipica dei suoi film più riusciti.
Attitudini: nessuna è a tutti gli effetti, il 16esimo titolo cinematografico della carriera dello storico trio. Il lavoro firmato da Sophie Chiarello è un docu-film dove non si può non emozionarsi, e anche parecchio, perché si scoprono gli uomini oltre gli artisti e anche perché A.G. & G. sono personaggi di famiglia che fanno parte della storia di tutti noi. Ci si emoziona poi, perché ci troviamo di fronte ad un album dei ricordi, che i nostri tre amati attori, hanno deciso di riaprire insieme ai fan di sempre. Ogni film, ogni sketch, ogni momento di A.G. & G. ci riporta a qualche ricordo (bello o brutto che sia) passato, dove loro ci sono sempre stati, perché come dice lo stesso Giovanni nel docu-film: “Noi siamo tre clown, ma assieme diventiamo un clown solo”. Il docu-film colpisce anche perché non tocca corde autocelebrative tipiche di tutti i docu-film sulle vite dei grandi attori o registi passati e presenti, ma in sé contiene anche situazioni di autocritica, nei quali i tre attori/amici si interrogano su alcune controversie e su alcune decisioni che con il senno di poi, non avrebbero preso: il rapporto logoratosi con Marina Massironi (che pure nel docu-film è presente), il flop di Fuga da Reuma Park, che nel 2016 ha rischiato di “far finire tutto”, come detto da Giovanni all’interno del lavoro. Da lì, poi il lavoro ti riconduce alla loro rinascita professionale, fatta di spazi che ognuno di loro ha lasciato reciprocamente agli altri, per poter fare anche qualcosa da soli. La coppia cosi, negli ultimi anni, è diventata più “libera”, ma sempre “unita”, e gli ultimi film hanno peraltro dimostrato, che seppur gli anni passano, ci si può ancora divertire. Odio l’estate, nel 2020 piacque molto a pubblico e critica, in un’annata complessa per tutti; il successivo Il grande giorno (2022), vinse il David di Donatello per i migliori incassi dell’annata; e infine questo docu-film che colpisce davvero dritti al cuore. L’anno prossimo, già annunciato ufficialmente, uscirà il loro 17esimo film in trio, in un’opera che segnerà certamente un ritorno al passato, tenendo però ben presente la lezione di Eraclito “tutto cambia, tutto si trasforma”, perché i tre attori, quasi settantenni, sanno bene che la loro comicità va adattata non soltanto ai tempi moderni, ma anche a quello che sono loro in un’età di passaggio come quella che stanno vivendo. Lunga vita ad A.G. & G.: ne abbiamo davvero bisogno.
Come abbiamo sempre più bisogno della comicità intensa, intelligente e graffiante di Ficarra & Picone, che ancora una volta, proseguono il percorso del loro universo comico, che hanno sempre fatto della satira il proprio vessillo. Pungenti, mai banali, con quel garbo e un dialetto siciliano appena accennato, Ficarra & Picone, anche con Sicilia Express lasciano il segno. Questa mini-serie, che in verità è divisa in 5 episodi da 30 minuti, quindi un film a tutti gli effetti, è una favola natalizia che di fiabesco ha poco e niente. Già perché, nonostante i toni siano leggeri, ma non superficiali, si ride, ma in maniera amara. Mentre ci si gusta il film, si ha infatti l’impressione di sentire un peso sullo stomaco e una puntina di ansia, che sale e si incunea tra una risata e l’altra. Dietro ogni battuta, ci sono, infatti, spunti di riflessione che dovrebbero far ragionare tutti, la politica in primis. Ficarra & Picone sono bravissimi nel mantenere sempre alta la tensione e l’attenzione degli spettatori. Si vede benissimo l’amarezza che i due attori/registi hanno per come stanno andando le cose in Italia e in Sicilia. Certo, sia chiaro, non ci troviamo di fronte ad un’opera politica, la mini-serie resta una commedia, ma rappresenta anche una sorta di presa di coscienza che dovrebbe far riflettere un po’ tutti. Ma in fondo, si sa, con la commedia, tutti i grandi registi e attori del passato, hanno saputo dirci più cose intelligenti loro, di un libro di sociologia. Ficarra & Picone, la lezione dei grandi del passato, l’hanno sempre saputa recepire e rimodulare perfettamente. E allora si, questa storia del divario tra nord e sud Italia, questa storia dei due infermieri siciliani costretti ad emigrare a Milano, pur lasciando le loro rispettive famiglie giù in Sicilia, è amara nell’animo come tanta commedia all’italiana di livello degli anni ’60. Solo che poi scoprono un cassonetto “magico”, capace di catapultarli con effetto immediato da Catania a Milano e viceversa e allora la loro vita cambia. Ficarra & Picone, però si pongono una domanda esistenziale: “ma davvero c’è l’intenzione, mai compiuta, di coprire il divario economico e sociale tra nord e sud Italia?”. Ficarra & Picone, come tutti non sanno rispondere e si rammaricano per una terra (la Sicilia, ma anche tutto il sud) che meriterebbe molto di più, che meriterebbe che i propri figli non fossero costretti ad andarsene. La risata con loro, dunque, non è mai fine a sé stessa: riporta sempre a concetti e massime che chiunque dovrebbe conoscere o riconoscere. I due comici siciliani, sono sempre stati graffianti, ma dopo il successo di Incastrati, che analizzava mafia e corruzione siciliana, lasciano il segno anche con Sicilia Express, dimostrandosi particolarmente affini ad una piattaforma come Netflix, talmente “potente”, da lasciare piena libertà di espressione, senza censure, tenendo anche le battute scomode: Ficarra vede un po’ strano Picone e gli dice “ma che sei diventato improvvisamente sovranista?” e Picone “No Salvo, perché?” e lui “No, no, niente…avevo visto questa faccia un po’ da ebete e mi era venuto il dubbio”.
Per quanto riguarda Checco Zalone, bastano soltanto poche righe. Buen Camino è un film classico nella sua carriera. Un film dove si andrà sul sicuro e servirà soprattutto per ridare fiato alle sale cinematografiche. Sarà un successo assicurato, di quelli che nei centri scommesse neanche quoterebbero più, per quanto appare scontato, ma giusto, perché anche Checco Zalone è comico e attore intelligente, che sa dare un’impronta dissacrante al mondo che lo circonda.
Evviva dunque la comicità italiana, che quando sa parlare di noi, sa ancora essere efficace.
Evviva Aldo, Giovanni & Giacomo. Evviva Ficarra & Picone. Evviva Checco Zalone.


