Raffaello CastellanoÈ domenica 29 marzo 2020, una domenica mattina strana; un sole pallido fa sovente capolino fra le nuvole grigie, è il colpo di coda dell’inverno, ci dicono i meteorologi, una perturbazione proveniente dal nord Europa che sta attraversando da quattro, cinque giorni anche la nostra penisola.

La primavera è cominciata da più di una settimana, da oggi grazie al ripristino dell’Ora Legale le giornate si allungheranno, insomma, tutto sommato la “normale” ripresa, lenta e pigra, della bella stagione. Almeno così sembrerebbe, ma non è così, rispetto allo scorso anno tutto è cambiato. Non c’è niente di “normale” in questo inizio primavera.

Dagli inizi di gennaio per la Cina e da metà febbraio per noi Italiani ed il resto del Mondo, la normalità semplicemente non esiste più. La causa è la pandemia di Coronavirus che sta flagellando l’intero pianeta Terra.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Mentre finisco di scrivere questo editoriale, la pagina del Ministero della Salute dedicata al Covid19 (dati aggiornati al 29 marzo alle ore 18:00), ci dice che solo in Italia ci sono 97689 casi totali, di cui 73880 attualmente positivi, con 13030 guariti e, purtroppo, 10779 deceduti. Numeri, freddi numeri, che fotografano una situazione drammatica, che il Governo sta cercando di contrastare a forza di decreti e leggi che vengono emanate oramai quotidianamente.

È una guerra!

È stato detto da tutti, politici, medici, infermieri, giornalisti. Una Guerra globale, senza quartiere, sanguinaria, sistemica, contro un nemico subdolo ed implacabile, una guerra con i suoi eroi, i suoi martiri e migliaia e migliaia di morti.

Guerra è la parola perfetta per definire questa emergenza, e so bene che Susan Sontag già nel 1978 nel suo celebre saggio “Malattia come metafora”, ci aveva messi in guardia dall’usare la metafora bellica per definire una malattia, perché sostanzialmente e moralmente sbagliato. Però io non riesco a non farlo, mai come ora mi sembra che stiamo combattendo una battaglia impari contro un nemico subdolo, potente e letale.

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Questo particolare momento necessita di una azione collettiva che vada oltre il semplice ottimismo che da solo non basta, anche se comunque aiuta. Solo insieme si può uscire da questa situazione.

L’Italia, mentre scrivo, è in prima linea in Europa in questa battaglia, seguita dalla Spagna, e via via da altri Paesi. La solita Europa sembra, per l’ennesima volta, incapace di affrontare la crisi con una politica ed un’azione globale e collettiva, e stenta a dare quegli aiuti che sarebbero “naturali” e “sacrosanti” in una situazione drammatica come questa. Ma, come spesso accade, gli aiuti arrivano da dove meno ce li si aspetterebbe, alcuni disinteressati, altri un po’ meno, come rivela in un ottimo articolo su Formiche.net Igor Pellicciari (professore di Storia delle Relazioni Internazionali all’Università di Urbino e alla Luiss Guido Carli), ma comunque tutti estremamente necessari e graditi.

Ed allora, a cominciare è stata la Cina, che ci ha offerto un pool di medici altamente specializzati provenienti da Wuhan, epicentro dell’epidemia cinese, che è andato in soccorso della Regione Lombardia, la più colpita in Italia. Inoltre, ci ha fornito una prima partita di mascherine, insieme alla promessa di intensificare la produzione, da destinare all’Italia (la Cina è fra i primi produttori al mondo di questi presìdi medici).

Foto di pasja1000 da Pixabay
Foto di pasja1000 da Pixabay

Poi è intervenuta, forse meno disinteressatamente, la Russia, che ha mandato un contingente molto numeroso di militari e tecnici esperti nella gestione e disinfezione di tutti quegli ambienti a rischio chimico/batteriologico/virale/nucleare. Secondo quanto si è appreso, Putin dovrebbe inviare circa 120 specialisti epidemiologici e virologi, ospedali da campo, 100 ventilatori polmonari e 500mila mascherine. Ad oggi, questo è l’aiuto più sostanzioso e concreto offerto da una nazione straniera.

Ed ancora il governo di Cuba, che ha recepito una richiesta dall’Assessore alla Salute ed al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, inviando medici altamente specializzati nella gestione dei virus e farmaci come l’antivirale Interferone Alfa 2B, usato con successo per contrastare il Coronavirus in Cina.

In ultimo, forse l’aiuto più bello, quello della piccola e non ricchissima nazione dell’Albania, che ha inviato un contingente di 30 medici ed infermieri, per aiutare “le sorelle e fratelli italiani”, come ha dichiarato il premier albanese Edi Rama in un video diventato subito virale sul web. Gli Albanesi, ha detto Rama, non hanno dimenticato la solidarietà del popolo italiano: “l’Italia, le sorelle ed i fratelli italiani ci hanno salvati, ospitati ed adottati in casa loro quando l’Albania bruciava di dolori immensi”.

Insomma, vedendo questi casi, e soprattutto l’ultimo, potremmo affermare che la solidarietà, l’accoglienza dei migranti ed altre operazioni umanitarie sono “investimenti” importanti ed a lungo termine, che lasciano un vero e duraturo segno nei popoli che ne sono beneficiari.  In parole povere la beneficenza, l’aiuto che diamo agli altri, è non solo la cosa che ci rende più compiutamente degli autentici “esseri umani”, ma è anche, e permettetemi di essere solo per un momento utilitaristico, la strategia economica di lungo periodo di più sicuro ed ampio successo.

Una lezione antica che già ci aveva insegnato, tra gli altri, lo scrittore britannico Lewis Carroll, quando scrisse: “Uno dei più grandi segreti della vita è che quello che vale veramente la pena di fare è quello che facciamo per gli altri”. Una lezione che i politici sovranisti italiani come Salvini e la Meloni, ma anche europei, sembra non abbiano mai imparato.

Questa massima mi dà l’occasione per una piccola digressione che riguarda il nostro magazine: come sapete il nostro è un mensile on line estremamente specifico e tecnico, occupandosi prevalentemente di comunicazione, marketing e social media. Nel tempo però sono emersi altri focus importanti, come le rubriche di cinema e musica e gli articoli culturali e di costume che i nostri lettori hanno dimostrato di apprezzare. Da ultimo, si è affiancata la rubrica video “Il sonno della Ragione”, che cerca di demistificare tutti quei fenomeni di pseudoscienza, bufale e fake news che purtroppo dilagano sul web, ancora di più in tempi di crisi e paura come questi.

Da quando è scoppiata la crisi del Coronavirus abbiamo chiesto ai nostri collaboratori di incrementare i loro contributi per cercare di stare più vicino ai nostri lettori, costretti a casa dalla clausura forzata e devo dire che i nostri contributor hanno risposto alla grande. In questo mese di marzo, oltre ai soliti 10, 12 articoli dell’uscita mensile, abbiamo pubblicato altri 13 contributi fra video ed articoli di approfondimento sul Coronavirus, ma anche su cinema, musica e serie tv che sono diventati compagni, ancora più importanti, dei nostri giorni di quarantena.

Tredici “pezzi” che, per un piccolo mensile on line senza contributi, senza pubblicità e senza aiuti statali, non sono stati né pochi né facili da produrre, ma che sono stati la maniera di dare il nostro apporto con un informazione puntuale, rigorosa e verificata, alla crisi che stiamo vivendo. Voglio ringraziare tutti i nostri collaboratori che hanno accolto il nostro invito producendo ottimi approfondimenti che vi invito a recuperare e leggere.

Ma cosa c’entra tutto questo con la massima di Carroll e con il discorso che ho appena fatto?

Avete ragione, ve lo spiego subito. Anche io, nel mio piccolo, ho voluto contribuire, ed allora ho proposto all’amico e collega Ivan Zorico una nuova rubrica prettamente social e “sociale” che abbiamo chiamato “Il Buongiorno del Mattino”, che periodicamente, e fino a crisi finita proporrà “massime d’autore”, “citazioni celebri” e “parole di saggezza” accompagnate da un breve post esplicativo che pubblicheremo giornalmente sulle nostre pagine Facebook ed Instagram.

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Anche questa nuova rubrica è una maniera di stare vicino e di tirare su il morale ai nostri lettori.

Ho sempre pensato che le parole ci possano ispirare, ho sempre ammirato la capacità dei grandi autori di condensare un’infinita saggezza in poche righe, ho sempre creduto che le parole abbiano il magico potere di cambiare il mondo. La massima di Lewis Carroll, che avete letto poco sopra, è quella che troverete sui nostri canali social mercoledì 1° Aprile, andate a scoprire questa rubrica ammazza pessimismo e, se vi va, condividete l’ottimismo e la speranza che tutto questo, questa crisi, questa pandemia, questa emergenza, saranno superate e che la guerra al Coronavirus sarà vinta.

Cosa altro dirvi?

Solo una cosa: non rattristatevi, non abbattetevi, non disperate, questa strana “primavera silenziosa”, come l’avrebbe chiamata la prima e più celebre attivista per l’ambiente della storia, Rachel Carson, tornerà a riempirsi di rumori, suoni, profumi, parole ed amori, che noi sicuramente avremo imparato ad apprezzare più intensamente.

Buona lettura e ricordate che alla fine #tuttoandràbene
Raffaello Castellano

 

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