A 50 anni dall’allunaggio noi patiti del content marketing ci siamo chiesti una cosa: cosa avrebbe fatto il famoso Armstrong se avesse avuto a disposizione un telefono cellulare ed una connessione internet?
Semplice avrebbe potuto scrivere anzi narrare la sua esperienza e dare il via allo storytelling più riuscito della storia, diventando uno dei primi storyteller mai esistiti.

Abbiamo parlato di narrazione, e non a caso. Non può esistere lo storytelling senza la narrazione intesa come mezzo per raccontare eventi reali e non, e trasmettere emozioni. Una vera e propria arte che ritrae eventi attraverso parole, immagini e suoni cercando di coinvolgere attraverso le emozioni un pubblico più o meno selezionato. L’esperienza ci insegna che parlare di un prodotto o di un brand attraverso un racconto condiviso su più piattaforme è una delle strategie migliori per farsi conoscere.

Con lo storytelling, il concetto base (e anche il più complesso) è creare su di esso una storia in grado di coinvolgere ed emozionare l’utente finale, tanto da spingerlo a seguire ed infine ad acquistare il prodotto/servizio in oggetto. Per raggiungere tale obiettivo però è fondamentale che di fondo vi sia una strategia che vada a tener conto del proprio pubblico di riferimento, su di esso creare dei contenuti specifici e mirati costruendo immagini e grafiche da condividere sui vari canali rispettando un budget di spesa.

Dei concetti, questi, sicuramente non semplici e che trovano molte difficoltà nella realizzazione ma un forte aiuto, almeno nella diffusione, ci viene data dall’avvento del mobile che ha permesso a tutti di diventare dei narratori in tempo reale.

Una svolta significativa viene sicuramente dai social network.

Con il loro utilizzo così massiccio il marketing è costretto ad adattarsi e a spostare ormai sempre più l’attenzione dal prodotto al consumatore. Se prima il prodotto era al centro dell’attenzione, adesso un ruolo chiave è dato dai bisogni del cliente e all’azienda spetta non solo il compito di soddisfarli ma di farli nascere per poi guidare il consumatore, con racconti unici ed esperenziali alla scelta del proprio prodotto.

Il principale social per il visual storytelling è sicuramente Instagram, segue poi ovviamente Facebook. Una condizione, però, valida ad entrambe è che per poter narrare si ha bisogno di un profilo ben curato, attivo e che segua una strategia.

Per poter fare un buon storytelling sui social bisogna:

  • Raccontare come è nato il brand
  • Con una frequenza quotidiana, raccontare cosa succede e come si evolve
  • Condividere dei valori
  • Interagire con il pubblico e ri-postare contenuti proposti dai propri clienti

Non sempre al centro dello storytelling possiamo trovare un prodotto o un marchio a volte protagonisti di questa tecnica sono delle persone, personaggi famosi: gli influencer.

Quante volte nella nostra vita abbiamo sentito questa affermazione: “Sei bravo ma non sai venderti”…bene ci stanno semplicemente dicendo che non stiamo narrando chi siamo, cosa facciamo e perché dovrebbero scegliere noi.

Da sempre la società ci impone la necessità di esprimere la propria identità per essere accettati all’interno di un sistema. Con l’avvento del mondo digitale questo fenomeno si è amplificato in quanto adesso tutti hanno la possibilità di trasformarsi in storytellers.

Raccontarsi, però, non è semplice dobbiamo cercare di farci conoscere sia come professionisti che come persone curando nei minimi dettagli la propria comunicazione per non rischiare di essere banali ma coerenti e coinvolgenti. Anche in questo caso, vanno analizzati i comportamenti e le strategie in base al canale social che vogliamo utilizzare.

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Se si vuole utilizzare Instagram allora dobbiamo dare spazio a foto, video, immagini, hashtag e contenuti interessanti per cercare di emergere dagli altri. Se invece puntiamo a volere un contatto più diretto con l’utente, magari ponendo delle vere e proprie domande, in questo caso il social da utilizzare sarà sicuramente Facebook. Prediligiamo una narrazione schietta, semplice in grado di creare viralità ed interazione.

Accanto allo storytelling personale, negli ultimi anni, l’arte della narrazione, sta avendo dei grossi successi nel campo politico.
Infatti, il successo di un candidato, invece di un altro, sempre più spesso è determinato dalla capacità di uno o dell’altro di riuscire ad instaurare un rapporto con gli elettori. In questo caso la narrazione avrà lo scopo di emozionare, raggiungere e convincere, attraverso dei racconti, il cittadino chiamato ad esprimere un voto. Attraverso lo storytelling, il politico, dovrà comunicare la sua identità, i valori e le sue opere future con la difficoltà di rendere parte positiva della storia le possibili critiche e attacchi degli altri candidati e sostenitori. I social media diventano i biglietti da visita dei candidati che dovranno evitare l’errore di tenere una narrazione costante solo durante la campagna elettorale per poi abbandonare la pagina.Storytelling: l'arte di narrare una storia.

Le campagne elettorali statunitensi sono delle vere e proprie battagli tra storytelling che si consumano sui social.

Il primo ad utilizzare questa tecnica è stato Obama che attraverso i social network narrava la capacità delle persone di rappresentare il cambiamento e rispondeva agli attacchi della controparte, allora Hillary Clinton che lo accusava di non aver esperienza politica, alternando cenni biografici della sua vita a pratiche nuove necessarie per accantonare il “vecchio”.

Ritornando in Europa, Berlusconi nel 2001, a ridosso delle elezioni, inviò a tutti gli italiani una pubblicazione di 125 pagine a colori, con testi brevi e ricche di immagini che narrava le sue vicende personali e professionali spiegando il perché le sue capacità avrebbero fatto il bene del Paese.

Lo storytelling, infine, è un potente strumento di comunicazione per la promozione di servizi turistici, basata sull’empatia e sulla suggestione.

Le regole da seguire per un buono storytelling turistico sono:

  • Provocare per catturare l’attenzione
  • Raccontare la destinazione
  • Sorprendere con messaggi chiari ed un buon visual

Web e social sono ormai ottimi spazi per promuovere servizi turistici tramite lo storytelling, con lo scopo di aumentare la visibilità e l’engagment, ma è un ottimo modo anche per distinguersi dagli altri competitors e stimolare i viaggiatori ad essere loro gli storytellers continuando il racconto e la loro esperienza di viaggio.

E chissà che il prossimo non sarà sulla luna… Sarete pronti a narrare la vostra esperienza lunare?

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