Nato in informatica da “multiprocessualità”, la possibilità di eseguire più programmi contemporaneamente, il termine Multitasking è ormai un luogo comune per identificare il modo in cui affrontiamo la nostra quotidianità, divenuta apparentemente una nostra abilità di riuscire ad eseguire più attività in contemporanea.

Rispondere ad una e-mail mentre siamo al telefono è solo un piccolo esempio della molteplicità delle cose che facciamo ormai con naturalezza senza rendercene conto, eseguiamo più singole attività dedicando loro lo stretto tempo necessario per portarle a termine.

A pensare di non essere multitasking, oggi, ci si sente quasi emarginati, in una società che corre e che non ha davvero il tempo per fermarsi e dedicare del tempo in più, sia in ambito privato che professionale. Sembra siamo ormai abituati a studiare ascoltando musica, a guardare la tv mentre si fa shopping on line, a lavorare ad una presentazione tra un what’s up e l’altro.

Ci ritagliamo pochi minuti per volta, non dandoci più l’occasione di fermarci e gustarci i singoli momenti che richiedono il tempo necessario.

Viviamo di frammenti, ogni nostra azione viene realizzata nei cinque minuti successivi e sono quei brevi momenti gli unici spazi dedicati alla scelta di un prodotto piuttosto che di un altro, quei pochi attimi tra un’attività e l’altra sono gli unici dove l’attenzione va catturata per indurre ad una scelta, ad un acquisto, ad una preferenza di un prodotto o servizio.

Ecco che i bravi pubblicitari sfruttano lo storytelling o la comunicazione fatta da brevi video spot per catturare l’attenzione dei brevi momenti disponibili di una labile attenzione per rimanere impressi ed entrare nella mente dei consumatori sempre più distratti.

È quanto succede ad una generazione sottoposta a così tanti stimoli che vive effettivamente di frammenti ed è in questi frammenti che si realizza qualsiasi comunicazione influenzatrice o soluzione pubblicitaria.

Ci avete mai pensato? Come faccio ad entrare nella testa e nel cuore di qualcuno che non approfondisce, non riesce dedicarsi in maniera attenta, non ha tempo necessario?

Con una comunicazione breve ma intensa, con un messaggio scioccante o stupefacente, con una storia che segna e che entra in testa senza difficoltà.

Utilizzare storie per vendere prodotti diventa un’arte che prende sempre più piede.

Questa la soluzione dei comunicatori ad oggi che rendono lo spot pubblicitario sempre più un racconto per lo più adatto al web, per una fruizione lampo.

Per il prossimo anno quali saranno le nuove storie che cercheranno di catturare la nostra attenzione e fare la differenza quando proviamo a fare un acquisto?

Dedichiamoci un po’ di tempo per scoprirlo…! :)

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