Quello che a te pare chiaro ed evidente, non è detto che lo sia per tutti.

Questa semplice “lezione di vita” è tanto banale quanto potente. Se formalmente siamo tutti concordi con questa espressione, capita spesso di meravigliarsi quando ci facciamo davvero i conti.

È il caso dei tanti cambiamenti che la rivoluzione digitale sta apportando su di noi e sulla nostra società. Per chi vive per gran parte del suo tempo a contatto con il digitale, è facile pensare che tutte le persone diano per assodati temi e convinzioni che assodati, invece, evidentemente non sono.

Per averne un assaggio basta in effetti ascoltare i pareri relativi agli influencer, rei secondo molti di non svolgere una vera professione (su questa tesi magari ci tornerò più diffusamente in futuro) o, molto più semplicemente, osservare l’espressione stupita (ed anche corrucciata) delle persone che, vedendoti arrivare all’improvviso alle Poste, non si spiegano come abbia fatto a saltare la fila e procedere in tempi brevi verso il tuo appuntamento. La cosa interessante è che, quando sommessamente gli spieghi di aver prenotato il tuo turno tramite l’app, non senti quasi mai una seconda domanda del tipo: “ah, sì… mi spieghi come fare?!”, no piuttosto senti dei mugugni. Segno, questo, di una forma di resistenza al cambiamento.

Bene, se gli influencer (per fortuna non da tutti) sono ancora considerati alla stregua di fannulloni capaci solo di fare delle foto e se (purtroppo) la nostra naturale non apertura al cambiamento ci frena dal farci abbracciare le nuove tecnologie, allora quanto può essere difficile far passare l’idea che il mondo dei videogiochi è un mercato – meglio, un’industria – che vale tantissimo?

Per farlo credo sia meglio affidarci a qualcosa di solido: i numeri. Secondo il “2020 Global Games Market Report” di Newzoo, per il 2020 l’incasso relativo al mercato mondiale del gaming si aggirerebbe nell’intorno di 175 miliardi di dollari.

Sono tanti… pochi?! Giusto per dare un’indicazione, quella dei videogiochi è un’industria che vale tre volte quella cinematografica e della musica.

Ad accorgersi di quanto questo mercato sia davvero così in crescita e quanto questo stia incidendo nel nostro quotidiano, c’è senza dubbio Ikea. Il colosso dell’arredamento “per tutti” (in collaborazione con ROG – Republic of Gamers -, società appartenente ad ASUS e dedicata al settore dei giochi) ha infatti lanciato una serie di prodotti per la casa (dalle sedie per gamer alle scrivanie regolabili, ed altro ancora) proprio per venire incontro alle nuove istanze e ai nuovi stili di vita.

Se non te ne sei accorto, forse anche la tua stessa abitazione, o quella dei tuoi familiari e dei tuoi amici, sta cambiando come sta cambiando la società in cui viviamo. Il gaming, e la rivoluzione digitale non ha a che fare solo con il virtuale, ma è vita reale. Come una fila alle Poste.

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