Se il problema fosse nella sua soluzione?

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Armando De Vincentiis (16)

 

 

 

 

La famiglia Stazi è composta da due genitori ed un figlio di 10 anni che, dopo aver visto un programma televisivo di coetani figli di ricchi industriali che vivono nel benessere senza studiare, ha deciso di non voler più andare a scuola. Ed ecco che spinti dal buon senso “comune” i genitori portano avanti una serie di prediche sull’importanza dello studio, challengedell’impegno per raggiungere determinati scopi nella vita con ovvie insistenze sulla necessità di dover andare a scuola e studiare. Intraprendono, insomma, una serie di attività legate al ripristino della “volontà” del piccolo di tornare a scuola. Una serie di prediche e discorsi che sembrano avere, tuttavia, effetto contrario. Più i genitori evidenziano quanto sia importante andare a scuola più il figlioletto sembra abbandonare l’idea mediante scuse più ovvie tra le quali il malessere mattutino, la paura dei compagni, la difficoltà a concentrarsi e nel seguire gli insegnanti, a suo dire, “brutti e cattivi”. Si assistono addirittura a scene poco piacevoli dove il padre, con la forza, cerca di lasciare il figlio in classe, il quale, con sgomento di insegnanti e compagni, urla, si dimena istericamente, si chiude in un angolino senza aprire la cartella al punto tale che lo stesso direttore dell’Istituto sente la necessità di richiamare i genitori per portarlo a casa. In pratica più la comunità insiste per il suo inserimento scolastico più il piccolo risponde con un rigido rifiuto.
Questa storia ci fa immergere strategicamente in una altra storia accaduta tempo fa in una fattoria americana dove un giovane si cimentava in una vera a propria lotta con un piccolo maialino che non voleva saperne di entrare nella stalla. Questi faceva forza affinchè il giovane provasse serie difficoltà nello spingere il maialino dentro. Ad un certo punto il giovane decise di giocare in modo controintuitivo e anzichè spingere il ribelle dentro la stalla cominciò, improvvisamente, a strattonarlo e tirarlo conIntro-to-the-problem forza verso l’esterno. Cosa accadde? Che il maialino, sempre per una reazione di opposizione, corse immediatamente all’interno della stalla, favorendo il volere del suo padroncino Quel giovane si chiamava Milton Erikson, il quale rimase colpito da quella manovra strategica che gli permise di capire come una azione controintuitiva orientata a favorire anziché contrastare un ostacolo (problema) potesse rimuoverlo molto più semplicemente (1). Erano gli albori delle ricerche sulla soluzione dei problemi che accompagnarono per anni la famosa Scuola Californiana di Palo Alto. In essa si evidenziò come nella maggior parte dei problemi umani, la loro consistenza, il loro reiterarsi e/o peggio il loro irrigidirsi non sta nella natura stessa del problema, ma nei tentativi maldestri di superarli. Tentativi dettati dal senso comune, dalla buona fede, tutti orientati dalla logica dell’insistenza. Se una cosa non funziona bisogna insistere affinchè prima o poi riprenda a funzionare. Se un bambino non vuole fare una cosa bisogna insistere nel fargliela fare. Logiche intuitive ma che hanno effetto contrario. La scuola californiana applicò logiche controintuitive, “paradossali” nella soluzione della maggior parte problemi del comportamento umano, ossia orientate verso l’opposto del senso comune o dell’insistenza. “Se non vuoi fare una cosa, ti esorto strategicamente a non farla” . “Se hai una difficoltà a compiere una azione, ti insegno a come peggiorarla ancor di più”. “Se hai un sintomo psicologico ti insegno a come peggiorarlo o meglio crearlo dal nulla”! Una serie di manovre paradossali che hanno rivelato la loro potenza nell’ottenere una soluzione più rapida dei problemi!(2) Un esempio fu proprio applicato ad 13212893-흰색-배경에-단어-태그-구름에-문제-해결-개념una caso sovrapponibile a quello del nostro ragazzino che non vuole andare a scuola. I genitori, addestrati in tal senso, fecero presente al piccolo che, forse, sarebbe stato meglio non andare a scuola, dal momento in cui i genitori non potevano permetterselo e che lui non poteva quindi ricevere una buona istruzione come tutti gli altri bambini. Inoltre i genitori evidenziarono che forse avrebbero dovuto rispettare il fatto che il figlioletto non aveva probabilmente le capacità come gli altri e che decisero di insistere a non farlo andare a scuola. Bene, lascio al lettore indovinare cosa successe…
La prossima volta che state tentando di risolvere un problema senza successo, quindi, osservatevi e cercate di comprendere se state insistendo con la solita strategia intuitiva e chiedetevi: “come posso peggiorare il problema”? Forse rimarrete stupiti da una eventuale controintuizione geniale ed efficace!

 

Bibliografia e fonti:
  1. Erikson M., Tecniche di suggestione ipnotica, Astrolabio 1979.
  2. Watzlawick et al., Change sulla formazione e soluzione dei problemi, Astrolabio, 1974.
  3. Haley, Conversazioni con Milton Erikson, Astrolabio, 1987.

 

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Laureato in Psicologia con indirizzo clinico presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi sulla psicopatologia nel misticismo cristiano, si occupa di fenomenologia dei comportamenti religiosi, esperto di stati di coscienza e paranormale religioso. Si specializza in psicoterapia sistemico relazionale e famigliare. Ha insegnato come docente a contratto presso l’Isituto Universitario “Progetto Uomo” sponsorizzato dalla Università Pontificia Salesiana di Roma. E’ consulente scientifico del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze). In qualità di esperto sul paranormale religioso ha partecipato a numerosi programmi e talk show televisivi. Nel 2010 gli viene riconosciuto il premio Gran Galà della Cultura Città di Taranto per aver contribuito alla promozione culturale e conoscenza del territorio. Dal novembre del 2015 è Direttore della collana di divulgazione scientifica Scientia et Causa per la C1V edizioni di Roma.

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